Il curriculum di Franco Busalacchi

Come ormai tutti sapete, Francesco Paolo Busalacchi (detto Franco), editore di questo blog, è candidato alla Presidenza della Regione siciliana nelle elezioni del prossimo novembre 2017. Qui potete leggere i punti principali del suo programma illustrati nel corso di una conferenza stampa. Qui, invece, potete ascoltarlo direttamente mentre parla della sua agenda politica nel corso di una intervista televisiva.

Chi ci legge, ormai lo conosce attraverso i suoi articoli in cui declina la sua visione della politica e il suo progetto per la Sicilia. Ma cosa ha fatto nella vita, esattamente? Qual è la sua esperienza e quali le sue passioni? 

Ecco il suo curriculum

Francesco Paolo Busalacchi (detto Franco) è nato a Palermo, dove vive, il 26 giugno del 1945. Laureato in giurisprudenza è sposato ed ha due figli.
Dal 1972 al 2002 è stato dirigente amministrativo dell’Amministrazione regionale, a seguito di un concorso pubblico.
E’ stato Segretario della Giunta regionale del Presidente della Regione, Piersanti Mattarella, e capo di gabinetto del Presidente della Regione, Rino Nicolosi
E’ stato promosso dirigente generale nel 1988.
Ha diretto i dipartimenti regionali degli Enti locali, dell’Istruzione, del Personale in servizio, del Personale in quiescenza, della Programmazione dei fondi regionali, nazionali e comunitari, dei Rapporti extraregionali e, infine, dei Lavori pubblici.
Ha amministrato numerosi enti ed istituzioni regionali, quali Istituti didattici, Opere Pie, Aziende sanitarie e ha guidato per quasi 10 anni il Teatro lirico Massimo Bellini di Catania.
In quiescenza da 2002 per dimissioni anticipate, ha svolto incarichi di consulenza per l’ATO di Enna e per Confindustria Sicilia.
Dopo la sua esperienza lavorativa, vissuta con impegno ed intensità, ha riscoperto la sua antica vena di scrittore, poeta e polemista.
E’ autore del romanzo: Il rumore degli embrici distrutti, rilettura fuori dal coro dell’impresa dei Mille e del brigantaggio, e di due raccolte poetiche, La corona di tombacco, musicata da Marco Betta, e I guardiani del sì.
Ha pubblicato di recente il suo secondo romanzo Famiglie,vi odio!, una saga familiare che attraversa il Novecento.
Con lo pseudonimo di Claus Cahib ha pubblicato due pamphlet, uno comico-fantapolitico, La Conversione di Fofò, e l’altro di denuncia sportiva, Il calcio in bocca”, un’ epopea con … sorpresa, del Palermo al tempo di Zamparini.
Ha tenuto una rubrica di costume e critica politico-sociale nel palinsesto dell’emittente nazionale Radio in Blu.
Suoi articoli sono pubblicati su quotidiani cartacei e online.
In fase di definizione il suo terzo romanzo, Un periodo ipotetico racconto ucronico di una famiglia appartenente all’alta nobiltà siciliana.
“Tu devi, quindi puoi” è il motto che sintetizza la sua decisione di impegnarsi in politica, in nome della verità storica, in difesa dei diritti e dei valori dei siciliani, dell’autonomia regionale e delle ragioni dell’Indipendenza della Sicilia e per un vero progresso civile, morale e sociale dell’Isola.
Con questo fine ha fondato il blog, www.inuovivespri.it,  ed ha costituito l’omonima associazione culturale, di cui è presidente.
“LIBERIAMO LA SICILIA”: più che un slogan è una vera missione, etica prima che politica.
Per affrancare l’Isola da una minorità generata ed alimentata da sempre da una politica regionale sottomessa agli interessi del governo centrale che da sempre è espressione e garanzia dei poteri forti del Norditalia (Banche, Industriali, Grandi Gruppi di Stato).
Per restituire la Sicilia ai siciliani, e alle sue forze produttive, mortificate da una condizione semicoloniale, valorizzando la vocazione naturale dei territori.
Per preparare al meglio il futuro dei nostri figli, assicurando loro una istruzione e una formazione che segua le loro attitudini e valorizzi i loro talenti. Per garantire loro, tramite una sicura rete di protezione sociale, possibilità di ingresso nel mondo del lavoro senza doversi fare una tessera di partito, dovere pagare tangenti, essere parte di sistemi di potere, di una lobby familiare, politica o addirittura religiosa.
Per garantire un dignitoso reinserimento nella società delle fasce più povere di cittadini espulse dai circuiti produttivi.
Per una pubblica amministrazione coinvolta, competente, impegnata e consapevole del proprio ruolo di motore pulsante del progresso sociale e civile.

Per questo, e per tanto altro ancora ……