Servirà a poco ma lo scriviamo lo stesso: attenti ai derivati del grano ucraino, canadese e anche del Sud Italia ‘annegato’ dalle piogge

7 luglio 2023
  • Il mondo di pazzi e criminali del nostro tempo e i capricci del clima hanno compromesso buona parte del grano duro e tenero che oggi circola in Europa
  • I bombardamenti in Ucraina e l’effetto deriva
  • Grano contaminato dall’incidente nucleare di Cernobyl’, grano contaminato dalle bombe, grano al glifosato e grano ‘annegato’ dalle piogge: buon appetito Europa! 
  • Che cosa fare davanti a un disastro immane? Non lo sappiamo

Il mondo di pazzi e criminali del nostro tempo e i capricci del clima hanno compromesso buona parte del grano duro e tenero che oggi circola in Europa

Zaporozhye o Zaporižžja (in italiano anche Zaporiggia) è una città dell’Ucraina sud-orientale, capoluogo dell’omonima oblast’ (un tipo di suddivisione presente negli Stati slavi e nelle ex Repubbliche dell’Unione Sovietica che corrisponde alle Regioni) e dell’omonimo distretto. E’ nota perché è sede di una delle più grandi centrali nucleari d’Europa con i suoi sei reattori nucleari e con una potenza nominale di oltre 5 700 MW. In pratica, è tra gli impianti di produzione di energia più grandi del mondo. E’ controllata dai russi che, secondo gli ucraini, la vorrebbero far saltare in aria. Inspiegabile il perché i russi dovrebbero compiere un atto che li porterebbe alla morte. Molto più logico pensare che ad avere interesse a far saltare in aria questa mega centrale nucleare siano gli ucraini e gli occidentali che stanno perdendo la guerra contro la Russia per poi dare la responsabilità alla stessa Russia. Ma, come per il ‘vaccino’ contro un Coronavirus ad Rna – una cosa da ridere in Microbiologia – anche per la centrale nucleare di Zaporiggia l’informazione occidentale si uniforma alle minchiate diramate dallo stesso Occidente. Ma su Zaporiggia c’è una seconda notizia sulla quale vale la pena di soffermarsi. Un canale Telegram racconta che le forze armate ucraine hanno bombardato quasi 100 ettari di campi di grano. Da quando i russi, andando dietro all’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), hanno detto sì al passaggio delle navi ucraine cariche di grano (e anche di altri prodotti agricoli) dal Mar Nero abbiamo ripetutamente scritto che il grano (e anche gli altri prodotti agricoli freschi e trasformati) provenienti da un’area bombardata non debbono essere commercializzati, perché pieni di sostanze dannose per la salute umana, a cominciare dai metalli pesanti!

 

I bombardamenti in Ucraina e l’effetto deriva

Qualche ‘scienziato’ ci ha fatto notare che i campi di grano e, in generale, le aree agricole dell’Ucraina sono lontane dalle zone di guerra. A parte che non è vero, come dimostra il bombardamento di quasi 100 ettari di piantagioni di grano, abbiamo cercato di illustrare che esiste un problema legato al cosiddetto “effetto deriva“. Gli effetti della deriva possono manifestarsi con:

effetti sulla salute delle persone e animali a causa di una contaminazione diretta;

effetti sulla qualità delle acque dei corpi idrici superficiali (che vanno ad inquinare i campi agricoli là dove vengono irrigati con tali acque);

contaminazione con residui di prodotti fitosanitari non autorizzati di coltivazioni (biologiche e non) diverse da quelle trattate;

danni per fitotossicità su colture limitrofe alle aree trattate.

 

Grano contaminato dall’incidente nucleare di Cernobyl’, grano contaminato dalle bombe, grano al glifosato e grano ‘annegato’ dalle piogge: buon appetito Europa! 

La grandissima quantità di sostanze tossiche presenti nei territori dell’Ucraina a causa dei bombardamenti possono aver contaminato una buona parte del grano e di altri prodotti agricoli coltivati in Ucraina. Ebbene, nonostante ciò, l’Europa è stata riempita di grano e di altri prodotti agricoli arrivati dall’Ucraina sia con le navi provenienti dal Mar Nero, sia attraverso i treni, grazie a una vertiginosa speculazione orchestrata dalla Polonia, dall’attuale Governo ucraino e da tre multinazionali: Monsanto, Cargill e DuPont. Questa grande speculazione l’abbiamo documentata in questo articolo del 17 Aprile di quest’anno. E l’Italia? Coldiretti spiega che il nostro Paese, quest’anno, ha triplicato le importazioni di grano dall’Ucraina. Per chi l’avesse dimenticato, il grano e i prodotti agricoli ucraini, dopo il disastro nucleare di Černobyl’ del 26 aprile 1986, sono sotto osservazione, perché, com’è noto, i residui nucleari non scompaiono dopo qualche anno ma dopo centinaia di anni! Morale: i ‘geni’ dell’Unione europea hanno riempito l’Europa di un grano ucraino tenero e duro (e di altri prodotti freschi e trasformati provenienti dall’Ucraina) che già erano sotto osservazione per via dei residui nucleari. A quali si sono aggiunti i contaminanti frutto di oltre un anno e mezzo di bombardamenti. Per non parlare della grande quantità di grano canadese – duro e tenero – che quest’anno è stato importato in Italia (leggere grano al glifosato se è stato coltivato nelle aree fredde e umide del Canada).

 

Che cosa fare davanti a un disastro immane? Non lo sappiamo

Non solo. Dobbiamo dare un’altra brutta notizia ai cittadini siciliani e pugliesi. Il grano duro siciliano e pugliese di quest’anno è di pessima qualità e va possibilmente evitato. Ricordiamo che le piogge non hanno dato tregua alla Sicilia e alla Puglia – e quindi al grano duro coltivato in queste due Regioni – per tutto Maggio e nei primi dieci giorni di Giugno. Per il grano duro le piogge ad Aprile sono un toccasana; le piogge di Maggio sono dannose; le piogge di Giugno, a ridosso della mietitrebbiatura, sono un disastro. I pochi lettori che ancora ci seguono (da quando abbiamo cominciato a denunciare i brogli elettorali alle elezioni presidenziali americane nel Dicembre del 2020 per fare vincere Joe Biden, poi gli imbrogli sulla gestione della pandemia e sul vaccino anti-Covid che non vaccina e, infine, la dabbenaggine dell’Unione europea che nella guerra in Ucraina è diventata il ‘tappetino’ degli USA abbiamo perso il 95% dei lettori; ed è anche logico: i social sono tutti americani e gli americani, che sono i protagonisti di tutti questi imbrogli, non sono così scemi da far circolare gli articoli che li sputtanano sistematicamente) diranno: il grano tenero e duro ucraino non va bene; il grano canadese tenero e duro non va bene; il grano duro pugliese e siciliano non va bene: allora che dobbiamo fare? Non lo sappiamo nemmeno noi. Che cosa vi dobbiamo dire? Non mangiate più pane, pasta, pizze, grissini, pancarrè, merendine e via continuando? Quello che vi possiamo dire – sempre per quei pochi che leggeranno questo articolo – è che sì, è un gran casino! Considerato che Unione europea a Governi dei 27 Paesi Ue avallano tutto, ci vorrebbero i controlli sui prodotti finiti come hanno fatto, per alcuni prodotti, Il Salvagente e Granosalus. I possibili rimedi sono due. Primo rimedio: futtirisinni (mangiate quello che volete e come finisce si racconta). Secondo rimedio: acquistare la farina da soggetti di fiducia e preparare tutto in casa: pane, pasta, pizze, dolci e via continuando. In questo Occidente demenziale non intravediamo altri possibili rimedi.

Foto tratta da EURACTIV Italia    

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