Emirati Arabi Uniti e l’India abbandonano il dollaro americano anticipando la moneta unica del BRICS/ MATTINALE 956

22 luglio 2023
  • Di fatto, gli Stati Uniti e Paesi che vanno ancora dietro a USA, NATO, Fondo Monetario Internazionale, Unione europea, ONU e altre espressioni del cosiddetto Occidente industrializzato sono accerchiati ma non se ne rendono conto
  • Con il ritorno alle monete agganciate all’oro il dollaro americano diventerà ininfluente nel giro di due-tre anni e ci saranno anche conseguenze sulla folle globalizzazione dell’economia che fino ad oggi ho provocato enormi danni

Di fatto, gli Stati Uniti e Paesi che vanno ancora dietro a USA, NATO, Fondo Monetario Internazionale, Unione europea, ONU e altre espressioni del cosiddetto Occidente industrializzato sono accerchiati ma non se ne rendono conto

Gli Emirati Arabi Uniti e l’India hanno deciso di abbandonare il dollaro americano negli scambi commerciali bilaterali. Non sono certo i primi Paesi del mondo che hanno deciso di fare a meno della divisa americana. L’India non ha mai manifestato sentimenti anti-occidentali ma ha aderito al BRICS, l’associazione di Paesi che lavorano da anni per dare vita a una moneta alternativa al dollaro degli Stati Uniti d’America. Solo i ciechi e gli stupidi non vedono cosa sta accadendo. Ricordiamo che la moneta unica del BRICS avrebbe dovuto vedere la luce nella seconda metà del 2022. Grazie alla guerra in Ucraina gli americani sono riusciti a bloccarla. Ma è stata una vittoria di Pirro, perché il BRICS non solo si è rafforzato con l’adesione – ancora non formalizzata ma di fatto politicamente operativa – di tanti Paesi dell’Africa, del Medio Oriente e del Sudamerica ma ha già pronta la moneta alternativa al dollaro che, con molta probabilità, si materializzerà nei prossimi mesi, ovvero tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo anno. Di fatto, gli Stati Uniti e Paesi che vanno ancora dietro a USA, NATO, Fondo Monetario Internazionale, Unione europea, ONU e altre espressioni del cosiddetto Occidente industrializzato sono accerchiati ma non se ne rendono conto. O meglio, gli unici che l’hanno capito sono gli americani che cercano di reagire, anche se in modo scomposto. Di fatto, gli occidentali hanno perso la guerra in Ucraina, anche se i media dell’Occidente nascondono la realtà. Militari ucraini e mercenari occidentali tra un po’ non avranno più armi, a parte le bombe a grappolo che avrebbero cominciato ad utilizzare. Dicevamo della reazione scomposta degli americani: da un lato inviato emissari a Pechino (l’ultimo in ordine è stato il centenario Henry Kissinger, già segretario di Stato negli anni ’70) per trovare un accordo onorevole con la Cina e con la Russia. Gli americani vorrebbero chiudere la guerra in Ucraina, se non umiliando la Russia di Putin, quanto meno incassando una sorta di ammissione di responsabilità da parte del presidente russo per non perdere la faccia; ma è una richiesta balorda, avanzata da chi è ormai un perdente su tutta la linea. Così gli americani che, commettendo un errore gravissimo nel Dicembre del 2020 hanno ‘taroccato’ le elezioni presidenziali per portare alla Casa Bianca i Democratici con Joe Biden, reagiscono male: da un lato chiedono la pace alla Cina e, dall’altro lato, avallano bombardamenti sul ponte in Crimea e bombe a grappolo. Il problema non è che i Democratici con la presidenza Biden stanno andando a sbattere: il problema è che stanno portando a sbattere contro un muro gli Stati Uniti d’America.

 

Con il ritorno alle monete agganciate all’oro il dollaro americano diventerà ininfluente nel giro di due-tre anni e ci saranno anche conseguenze sulla folle globalizzazione dell’economia che fino ad oggi ha provocato solo danni

Anche se i media leccaculo occidentali non lo dicono lo scenario è proprio questo. L’America sta perdendo la guerra in Ucraina e sta subendo un processo di ‘dedollarizzazione’. L’India che acquista prima gli idrocarburi russi pagando in yuan (divisa cinese) e, adesso, il petrolio degli  Emirati Arabi Uniti ignorando il dollaro americano è una sconfitta per gli Stati Uniti d’America. E’ come se la Cina stesse dicendo agli Stati Uniti: vero è che con la guerra in Ucraina avete bloccato la nascita della moneta unica del BRICS ma noi stiamo andando avanti lo stesso: non solo tra meno di un anno la moneta unica del BRICS alternativa al dollaro vedrà la luce ma intanto cominciamo a togliere di mezzo il dollaro in alcuni Paesi. Con molta probabilità, in queste ore, i veri ‘comandanti’ degli Stati Uniti d’America – che sono le concentrazioni economiche e finanziarie legate al mondo liberista e globalista – si saranno amaramente pentite di essersi affidati ai Democratici, truccando le ultime elezioni presidenziali americane per fare vincere i Democratici. Si saranno molto pentiti di aver massacrato mediaticamente l’ex presidente americano Donald Trump, fatto passare per matto, evasore fiscale, stupratore e altre stupide accuse varie. In queste ore i signori delle multinazionali – che hanno basi in America ma non sono solo americane – hanno capito due cose. La prima cosa è che la linea politica dell’ex Segretario di Stato dell’amministrazione Trump, Mike Pompeo, era giusta: Pompeo, con grande abilità, era riuscito a ‘sfilare’ la Russia alla Cina per avviare una trattativa con gli stessi cinesi, che non erano contrari al dialogo con gli Stati Uniti. Questo perché la Cina – pur essendo oggi vincente nella sfida contro l’Occidente – si è economicamente indebolita. La seconda cosa che hanno capito le multinazionali e, in generale, gli ‘aedi’ del liberismo e del globalismo è che la Cina e i Paesi del BRICS, oltre a rendere il dollaro americano una moneta ininfluente nel giro di due tre anni, sbaraccheranno anche il sistema liberista e ultra-globalista. Infatti senza il dollaro americano sganciato dall’oro e dominante negli scambi internazionali il sistema liberista e globalista andrà in tilt. Il ritorno alle monete agganciate all’oro – a cominciare dalla moneta unica del BRICS, che sarà rigorosamente agganciata all’oro – renderà la vita difficile a liberismo e globalismo. Con molta probabilità, la globalizzazione dell’economia – che ha giù arrecato danni enormi – verrà sbaraccata insieme con il corollario di stupidaggini, a cominciare dalla lotta alla C02 responsabile del riscaldamento globale quando è noto che la C02, al massimo, è responsabile del 5% del riscaldamento globale dovuto invece al Sole e al metano che si sta liberando nel mare e nell’atmosfera con lo scioglimento del Permafrost.

Foto tratta da Tempi 

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