27
Feb
2017
14

GranoSalus: i risultati delle analisi sulla pasta Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia

Sono arrivate e sono state pubblicate sul sito di GranoSalus i risultati delle analisi sulle otto marche di pasta più note del nostro Paese. In tutt’e otto sono presenti il glifosato e le micotossine DON entro i limiti di legge. In due marche superati i limiti previsti per la tutela della salute dei bambini. Il ‘caso’ della pasta Granoro 100% Puglia. Da qui una domanda: perché dobbiamo mangiare pasta che contiene queste sostanze dannose per la salute umana? Il problema del Cadmio

La pasta industriale – c’era da aspettarselo – contiene glifosato (o glifosate) e micotossine DON. E contiene anche il Cadmio, un metallo pesante che non è certo un toccasana per la salute umana. Sono questi, in estrema sintesi, i dati che emergono dalle analisi su alcune marche di pasta italiane volute da GranoSalus, l’associazione che raccoglie produttori di grano duro di tutte le Regioni del Mezzogiorno d’Italia e tanti consumatori. Le analisi sono state effettuate da un laboratorio estero. Le marche di pasta industriale analizzate sono: Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia

“Se le marche più blasonate e diffuse nel Paese contengono tracce di questi contaminanti, sia pur entro i limiti di legge – leggiamo sul sito di GranoSalus – vuol dire che ogni italiano ne assume piccole dosi giornaliere attraverso pasta e altri derivati del grano. E non c’è affatto da stare tranquilli, specie se si considera l’effetto combinato che queste sostanze potrebbero provocare insieme, anche a bassi dosaggi”. (Sui limiti di legge serve ricordare che si tratta di limiti tarati sul consumo medio europeo che non è quello italiano, né tantomeno quello dell’Italia meridionale. Potete leggere qui in proposito). 

Interessante anche questa intervista Saverio De Bonis, presidente di GranoSalus:

Grano duro, Saverio De Bonis: “L’UE non tutela la salute degli italiani”

“Dal Test GranoSalus, almeno due marche, Divella e La Molisana, superano i limiti che la legge impone per i bambini sul DON”, leggiamo sempre nel sito di GranoSalus. Quindi l’affondo:

“Ma la coopresenza di Don, Glifosate e Cadmio negli spaghetti Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia, rivela un’attività di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali vietata dai regolamenti comunitari”.

Le analisi, come potete leggere, riguardano otto marche di pasta nazionali. La prossima mossa di GranoSalus dovrebbe essere l’analisi della pasta prodotta artigianalmente nel Sud Italia.

“I grani duri del Sud non dovrebbero presentare queste sostanze pericolose! – si legge sempre nel sito dell’associazione -. Il condizionale è d’obbligo, perché se un marchio come Granoro 100% Puglia presenta tracce di questi contaminanti, beh, c’è qualcosa che non funziona nel disciplinare della Regione Puglia che ha concesso in licenza d’uso il marchio alla ditta Granoro e negli stessi controlli della Regione”.

Insomma, la Regione Puglia presieduta da Michele Emiliano non ne esce bene. Anzi. Perché quello che avviene in questa Regione non è esattamente un esempio da seguire:

“La prassi di miscelare grani contaminati con grani privi di contaminazione al fine di ottenere partite mediamente contaminate (sia pur entro i limiti di legge) è vietata dall’Europa”, si legge sempre nel sito di GranoSalus.

L’associazione riporta i Regolamenti comunitari che vietano la miscelazione di grani per ridurre la contaminazione:

“Il Reg 1881/2006 al comma 2 dell’ art 3 prevede che:

I prodotti alimentari conformi ai tenori massimi di cui all’allegato non possono essere miscelati con prodotti alimentari in cui tali tenori massimi siano superati”.

Tale divieto opera anche nei confronti della detossificazione. Il comma 3 dell’ art 3 recita:

I prodotti alimentari da sottoporre a cernita o ad altri trattamenti fisici per abbassare il livello di contaminazione non possono essere miscelati con prodotti alimentari destinati al consumo umano diretto, né con prodotti alimentari destinati a essere impiegati come ingredienti alimentari”.

“Ecco la prima tabella (che potete consultare qui) delle analisi realizzate da GranoSalus presso primari laboratori europei accreditati, che dimostra quanto sia ancora lontana una politica zero residui da parte dell’ industria italiana. Con la raccolta fondi avviata dalla nostra associazione realizzeremo altre analisi su altri contaminanti”.

Le analisi sono state effettuate sugli spaghetti.

“La pasta Barilla e la pasta Voiello presentano, rispettivamente, per ciò che riguarda la micotossina DON, 161 ppb (parti per biliardo) e 180 ppb.

Per ciò che riguarda il Glifosate – sempre con riferimento alla Barilla e alla Voiello – presentano, rispettivamente, 0,102 milligrammi per chilogrammo e 0,050 milligrammi per chilogrammo.

Per ciò che riguarda il Cadmio – ancora con riferimento alla Barilla e alla Voiello – presentano 0,032 milligrammi di Cadmio per chilogrammo e 0,036 sempre di questo metallo pesante”.

Secondo GranoSalus, non può essere escluso che che Barilla e Voiello utilizzino grani duri esteri (anche se i vertici di Voiello hanno sepre affermato di utilizzare grani duri italiani).

Vediamo, adesso, le altre marche di pasta.

De Cecco:

“Gli spaghetti della De Cecco presentano 80 ppb di micotossine DON, 0,052 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,042 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la De Cecco utilizza grano duro straniero”.

Divella:

“Gli spaghetti Divella presentano 381 ppb di micotossine DON, 0,110 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,044 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la Divella usa grano duro estero e questi spaghetti sono fuori norma per i bambini”.

Garofalo:

“Gli spaghetti della Garofalo presentano 199 ppb di micotossine DON, 0,062 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,021 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la Garofalo acquista grano duro estero”.

La Molisana:

“Gli spaghetti de la Molisana presentano 253 ppb di DON, 0,033 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,035 di Cadmio. Anche la Molisana acquista grano duro estero e si presenta fuori norma per l’alimentazione dei bambini”.

Spaghetti della Coop:

“Questi spaghetti presentano 128 ppb di micotossine DON, 0,013 di glifosate e 0,027 di Cadmio. Stessa musica: anche le Coop si fanno preparare la pasta fatta con grano duro estero”.

Granoro 100% Puglia:

“Anche questa pasta presenta 99 ppb di micotossine DON, 0,039 di glifosate e 0,018 di Cadmio. Come sopra: anche questa pasta si sospetta sia fatta con l’aggiunta di grano duro estero.

A questo punto il sito riassume le caratteristiche degli agenti contaminanti.

Il DON

E’ un composto tossico prodotto da alcuni funghi appartenenti al genere Fusarium. In particolari condizioni ambientali, quando la temperatura e l’umidità sono favorevoli, questo fungo può produrre micotossine. Avviene nel Canada e in tutte quegli areali umidi al di sopra del 45° parallelo, dove non ci sono le condizioni naturali per la coltivazione del grano duro. Infatti, questa micotossina entra nella filiera alimentare attraverso grano contaminato quasi sempre di provenienza estera. La presenza di DON negli alimenti e nei mangimi può essere nociva per la salute umana e degli animali poiché può causare effetti diversi di vario tipo. Secondo lo IARC, il Don è stato catalogato a livello 2B come probabile sostanza cangerogena.

Di solito la pasta realizzata esclusivamente con i grani del Sud è priva di questa micotossina.

Mentre dai dati forniti dalla U.S. Weath Associates oltre il 50% del grano (CWAD Canadese) prodotto nel 2016 ha un livello di DON pari a 4700 ppb e dai dati forniti dal Canadian Grain Commission circa il 73,6% del loro grano (CWAD N° 3) presenta danni da Fusarium.

Sulla micotossina DON potete leggere anche questo articolo:

“Il grano canadese che arriva in Europa è un rifiuto speciale che finisce sulle nostre tavole”

Il Glifosate (o Glifosato)

E’ uno degli erbicidi disseccanti più diffuso al mondo.

Il glifosato viene ampiamente usato in preraccolta negli USA e Canada nelle coltivazioni di grano duro, per favorirne la maturazione artificiale, con conseguente presenza di residui nel grano raccolto e nelle farine che ne derivano.

La legislazione europea dal mese di agosto 2016 vieta l’uso di glifosato in pre-raccolta per il grano duro, ma dalle analisi che GranoSalus ha commissionato a laboratori europei emerge la presenza di Glifosate nella pasta, a dimostrazione che il divieto operante in Italia viene bypassato dai pastifici ricorrendo alla miscelazione con grani contaminati extra-Ue.

Di solito la pasta realizzata esclusivamente con i grani del Sud è priva di questo erbicida.

L’Agenzia per la ricerca sul cancro IARC (OMS) di Lione ha classificato il principio attivo come un “probabile cangerogeno per l’uomo”.

Sul Glifosato potete leggere anche questo articolo:

E’ ufficiale: il glifosato contenuto nella pasta provoca la Sla e il morbo di Alzheimer

Il Cadmio

Il Cadmio è un metallo pesante che penetra nell’ambiente sia da fonti naturali, come le emissioni vulcaniche e l’erosione delle rocce, sia dalle attività industriali e agricole. Si trova nell’aria, nel suolo e nell’acqua e, in un secondo tempo, può accumularsi nelle piante e negli animali. Il cadmio è tossico innanzitutto per i reni, ma può causare anche demineralizzazione ossea ed è stato classificato come cancerogeno per gli esseri umani dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro[[1]]. Gli alimenti rappresentano la principale fonte di esposizione al cadmio per la popolazione di non fumatori. Cereali e prodotti a base di cereali, verdure, noci e legumi, radici amidacee e patate, come pure carne e prodotti a base di carne sono quelli che contribuiscono maggiormente all’esposizione umana. Alti livelli sono stati riscontrati anche in altri alimenti (ad es. alghe, pesci e frutti di mare, integratori alimentari, funghi e cioccolato), ma siccome essi vengono consumati in minor quantità, non vengono considerati fonti importanti di esposizione.

Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha ridotto la dose settimanale ammissibile (TWI)[[2]] per il Cadmio a 2,5 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo (µg/kg pc), basandosi sull’analisi di nuovi dati. Il TWI è la dose alla quale non sono previsti effetti avversi.

Da dove arriva il grano contaminato? Leggiamo ancora sul sito di GranoSalus:

“Il Canada, grazie al Canada Grain Act (CGA) e alla Canadian Grain Commission (CGC), che riporta direttamente al Ministero dell’Agricoltura, ha sviluppato una legislazione e una politica strutturale per coltivare ed esportare grano duro ed altri cereali, gestendo così l’offerta a livello mondiale. Il Canada, consapevole delle probabili difficoltà, in termini qualitativi-sanitari, ha investito sia in logistica che in altri servizi aggiuntivi per supportare quello che possiamo definire un vero e proprio sistema commerciale, liberalizzato in parte solo da pochi anni, e teso ad esportare nel mondo cereali con seri problemi per la salute pubblica. La Commissione stabilisce qualità e standard del grano; regola la manipolazione, il trasporto e lo stoccaggio di grano in Canada; fornisce servizi di protezione al produttore e intraprende iniziative di ricerca sul grano e sui prodotti derivati”.

“Del resto – prosegue la nota di GranoSalus – sono gli stessi dati doganali a confermare che da questo Paese arriva sui nostri porti solo grano scadente.

[1] IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), 1993. Berillio, Cadmio, Mercurio ed esposizioni nell’industria vetraria. Monografie IARC sulla valutazione del rischio carcinogenico delle sostanze chimiche per l’uomo, vol. 58. Lione, Francia, pag 444.

[2] Il livello tollerabile di assunzione settimanale (TWI) è il quantitativo di una determinata sostanza che può essere consumato ogni settimana per tutto l’arco della vita senza provocare effetti apprezzabili sulla salute dei consumatori. Nel 1988 il comitato congiunto FAO/OMS di esperti sugli additivi alimentari (JECFA) aveva fissato un TWI provvisorio per il cadmio di 7 µg/kg pc”.

Dalle analisi non risulta la presenza di piombo.

P.S.

E adesso come la mettiamo con il CETA, il trattato commerciale internazionale tra Unione Europea e Canada? Fino ad ora sono state le inchieste giornalistiche a sottolineare la presenza di sostanze inquinanti e pericolose nel grano duro canadese che arriva con le navi. Adesso c’è la prova – certificata da un laboratorio di analisi – che il grano duro canadese contiene sostanze dannose per la salute umana.

Che farà, adesso, l’Unione Europea?

Che ne pensano i parlamentari Europei – i Popolari e i socialisti – che hanno votato in favore del CETA?

Che ne pensano, in Italia, gli europarlamentari del PD e di Forza Italia che hanno votato in favore del CETA?

L’importante è che gli elettori italiani abbiano piena contezza di questa vicenda. E se ne ricordino al momento del voto.

Aggiornamento 4:

Busalacchi: “La pasta industriale costa poco perché non è di qualità”

Aggiornamento 3:

Iniziamo oggi un ‘viaggio’ nel mondo della pasta artigianale siciliana: l’azienda Feudo Masinazzu di Valledolmo

Aggiornamento 2:

Tutto quello che dobbiamo sapere sul glutine, dalla celiachia alla Gluten sensitivity

Aggiornamento 1:

I dati sulla pasta industriale diffusi da GranoSalus: una testimonianza importante

Da leggere anche questi articoli:

Il grano duro canadese migliore di quello siciliano? Falso: è solo un grande imbroglio al glifosato

 

La multinazionale Barilla all’attacco de I Nuovi Vespri: togliete subito quell’articolo!

 

La battaglia per un grano duro pulito: solidarietà di GranoSalus a I Nuovi Vespri

 

Il glifosato non ha risparmiato i pesci. E c’è chi s’interroga anche sullo zucchero di canna

 

Pane di Matera, pane di Altamura e pane nero di Castelvetrano: basta con i grani duri delle navi!

 

Primi controlli di GranoSalus sul grano duro che arriva con le navi: ecco cosa ci fanno mangiare!

 

Agricoltura, l’ultima del Governo Renzi: grano duro americano al posto di quello pugliese e siciliano!

 

 

   

 

 

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65 Responses

  1. salvatore

    Ma chi finanzia gli agricoltori siciliani all’abbamdono dei seminativi : la comunità europea o il canada?
    Si parla tanto del grano del sud e di quello siciliano, però nessuno cita che i coltivatori siciliani prendono un contributo per abbandonare i seminativi a grano.
    Anche questo è finanziato dal CETA?
    A voi la risoluzione dell’enigma.

    1. annarita

      Ma se anche la Granoro dovrebbe avere esclusivamente grano pugliese ma non lo ga, quali sono i marchi italiani affidabili?😑

  2. Annamaria Cerbino

    Scusate allora quale pasta possiamo prendere per i bambini quale la meno avvelenata ho quella senza sostanza dannosa per la salute?

  3. Oltre alle contaminazioni del
    grano dovute all’uso del glifo
    sato e da altri componenti, il
    solo fatto che i grani esteri
    viaggiano spesso su navi che
    non trasportano solo alimenti
    anzi, trasportano di tutto, ogni
    consumatore che ci tiene alla
    propria salute e a quella dei
    propri cari, dovrebbe senza
    indugio, eliminare dalla pro
    pria dieta, pane pasta,biscotti
    prodotti con farine di grano
    estero. Durante il trasporto,
    spesso, i grani vengono trattati
    per non essere aggrediti da
    insetti, oltre che facilmente
    possono formare per l’umidità
    muffe e grumi che sviluppano
    micotossine pericolose per il
    consumo alimentare.
    Scopriamo anche, che la
    miscelazione dei grani esteri
    con grani nazionali non è con
    forme alle leggi, serve solo
    per abbassare la tossicità ai
    limiti di legge, a vantaggio di
    chi utilizza grani esteri a costi
    stracciati. Inoltre, i limiti
    europei vanno bene solo per
    per chi mangia la pasta o il
    pane una volta al mese, al
    sud dell’Italia, la pasta e il
    pane o la pizza, si consumano
    molto più spesso, anche due
    volte al giorno, e
    soprattutto non va bene per
    i bambini, avendo una massa
    corporea minuta.
    Dobbiamo pretendere alimen
    ti prodotti con farine di grano
    duro coltivati nelle nostre
    terre, anche se costano unpoco
    di più, tuteliamo la nostra salute
    tuteliamo i nostri interessi.
    Se compriamo prodotti della
    nostra terra, i prezzi possono
    piano piano scendere e
    portiamo a tavolo cibo sano e
    sicuro.

  4. Mariella Lipartiti

    Sono disgustata da tutto quello che i nostri politici fanno in Italia e nella Comunità Europea infischiandosene della nostra salute. Qualche giorno fa un noto politico pugliese ha votato a Bruxelles il via libera all’introduzione in Italia del grano canadese. In questo modo danneggia la salute degli italiani e gli interessi DEI SUOI STESSI ELETTORI.
    Ma viviamo in un paese normale? Mi chiedo cosa dia da mangiare ai suoi bambini il suddetto politico.

    1. salvatore

      Non credo sia utile prendersela solo con i politici ma anche con i nostri produttori di pasta, Nessuna legge esistente obbliga gli stessi ad acquistare materie prime, dai pomodori ai sughi, dal grano a qualsiasi altro prodotto proveniente dall’estero, l’unica legge a cui rispondono questi individui è il profitto non puoi chiudere le frontiere al mercato libero ma solo pretendere di sapere per poter scegliere il prodotto migliore anche pagando di più . Insomma credo che il pesce puzzi dalla testa e la testa in questi casi non è la politica, ma quella parte dirigente del paese chiamata imprenditoria che dovrebbe svolgere un compito sociale. Se non sono all’altezza del loro compito facciamoli fallire tutti non acquistando i loro prodotti.

  5. Francesco Martino

    Nell’Antica Grecia c’era un tirano che prendeva una piccola quantità di un veleno, perché, secondo quello che asseriva, quando lo avrebbero avvelenato, non ci sarebbe stato nessun effetto.

    Per il Cadmio non è valida questa teoria?

  6. Iaela ronga

    Ok grazie dell avvertimento ma diteci che pasta su può mangiare e fatte in modo di divulgare la notizia però 😊

  7. Assunta

    Oltre all’elenco delle paste incriminate sarebbe utile ai consumatori un elenco di marche virtuose che non presentano queste sostenze tossiche. É possibile averne? Grazie

  8. Enza

    Purtroppo ci stanno portando a non mangiare più ne pane ne pasta e l’Italia in questo come anche in altre occasioni “non si esprime ” come fa il consumatore a difendersi da queste insidie …. e poi c’è da dire che nel ne paese quasi nessuno più coltiva grano … diciamo che non si coltiva piuuuu

  9. Marilena Momente'

    Ma solo negli spaghetti o hanno preso a campione quel tipo di pasta? E quindi quale marca è sicura?

  10. Domenico

    E’ triste, continuare a vedere che nessuno di chi conta, e può, non prende posizione, per far finire di importare nel nostro paese, prodotti, (e ce ne sono tanti)- che rassomigliano sempre più a veri e propri veleni.
    E’ mai possibile, che la lobby industriale, e i sui compagni di merenda, debbano speculare cinicamente, e vincere sulla nostra salute?

  11. Carla

    Rimando la lettura alla tesi sostenuta dal prof. F. Berrino scienziato oncologo italiano. Prego leggere nel suo sito cosa afferma dopo anni di studio in merito alle farine bianche al pane idem x lo zucchero e tanto altro. Io sono tre anni che nn compro piu pasta delle sopracitate marche e nn solo. Mangio la pasta al kamut o con farina integrale. Zucchero di canna pane nero o al kamut.

  12. Massimo

    E quali sarebbero immarchi che dovremmo cercare sullo scaffale della pasta al supermercato? Io credevo un un leader come De Cecco era sinonimo di qualità (a caro prezzo) e ora invece ho saputo che anche loro usano grani esteri….
    Ma cosa dobbiamo mangiare oggi giorno per non rischiare…. ???

  13. Fede

    Visto che la maggior parte delle maggiori produttrici di pasta sono incriminate dateci delle indicazioni di dove e quali marchi comprare grazie

  14. Vincenzo

    Ma granosalus, oltre a denunciare pubblicamente ciò che non va bene; può indicarci quali sono le marche che possiamo portare nelle nostre tavole senza correre il rischio di ammalarci o far ammalare i nostri bambini. Chiedo troppo ?

  15. vittoria

    E’ da molto che cerco di informarmi sui veleni che ci insidiano e sono al corrente del trattato commerciale Europa-Canada. Non è soltanto il grano avvelenato che questo paese ci vende, ho notato ad esempio che anche altri semi come il lino provengono da li’. Sono preoccupata ma cerco di difendermi cercando di approvvigionarmi da negozi online ma non so se è sufficiente. Ad esempio i prodotti di Libera ( dalla terra strappata alle mafie )dovrebbero contenere qualche assicurazione in più.
    Comunque vi sono grata per la campagna di sensibilizzazione che avete promossa.

  16. Marzia

    Il problema vero è individuare una azienda che non fa frodi. Se scoprite il pastificio che non ci avvelena fatemi sapere…

  17. Giovanni Tomei

    Sarebbe d’interesse che la solerzia mostrata nell’accusa, sia pari alla solerzia nell’indicare quali siano i prodotti esenti da “veleni”.

  18. Paolo Rosa Potenza

    Allora non mangio più pasta. Voglio l’elenco dei produttori di pasta che non contengono queste sostanze tossiche.
    Si può avere?

  19. Paolo

    Condivido in toto l’articolo, ma ci sono da fare alcune considerazioni:
    1) vogliamo avere grano duro senza pesticidi/erbicidi?
    2) vogliamo pagare la pasta il giusto prezzo che retribuisca anche coloro che coltivano il cereale relativo (frumento duro).
    Allora mi si ascolti attentamente perché ne avrei abbastanza di questi avvisi, di fondo inutili e fuorvianti.
    Se vogliamo tutti mangiare pasta sana senza glifosate e senza fusariosi è necessario coltivare prodotti locali, autoctoni, selezionati da ceppi antichi che però presentano un bassa resa per ettaro. Il problema non è però la bassa resa, poiché se la produzione nazionale è bassa va da se che il prezzo dovrebbe salire per la legge della domanda e dell’offerta, ma come vengono coltivati.
    In sostanza riassumendo all’agricoltore gli vengono riconosciuti oggi un valore di 15,39 €/qle contro un costo medio di circa 17,55 €/qle con una perdita secca di 2,16 €/qle.
    Questo vuol dire che il mercato ha qualche problema nonostante gli sforzi che gli agricoltori fanno.
    Ma la domanda principe è perché c’è il glifosate e perché ci sono le micotossine?
    La risposta è semplice e sgradevole.
    In agricolture -oggi- non viene premiato la qualità, ma solamente la quantità prodotta e più produci più si abbattono i costi permettendo all’agricoltore di poter sopravvivere.
    Esempio, giusto per capirci: 1 quintale di grano viene pagato come sopraddetto 15,39 euro; da 1 quintale di grano si ricavano 70 kg di farina e 105 kg di pane: quanto costa il pane al kg? Mediamente tra i 2,5 e 3,8 €/kg. Quindi con 1 quintale di grano il panettiere guadagna mediamente 330,75 euro per ogni quintale di grano prodotto…ma il contadino ne prende invece 15,39 e non gli bastano a coprire i costi, ma è OBBLIGATO a produrre cereali per accordi con la comunità europea altrimenti non prende il contributo europeo (PAC).
    Ora per poter produrre quantità accettabili è strettamente necessario usare quanti più erbicidi e antiparassitari sia possibile e permessi per legge e questo non per il gusto di avvelenare la gente, ma per avere una produzione sostenibile alla famiglia del produttore. Ha una logica tutto questo? Direi di no, ma andiamo a vedere che succede: il 90% delle aziende che producono antiparassitari ed erbicidi sono le stesse che producono le sementi e ne sono anche proprietarie impedendo all’agricoltore di utilizzarle per l’anno a venire (chiamasi Codex Alimentarius). Le stesse aziende che producono sementi hanno anche il controllo finanziario delle transazioni dei cereali che a loro volta sono compartecipate da banche ed assicurazioni nazionali ed extra-nazionali.
    Ora mangiare pasta esente da erbicidi e glifosate è una vera chimera solo per un motivo, che è il principale in assoluto: la terra sulla quale si coltivano questi cereali è una terra asfittica, morta, senza nessuna speranza, ricca solamente di sostanze che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura, quindi per poter sperare di coltivare grano autoctono, antico, pulito e sano, sarebbe necessario abbandonare la terra per almeno 10/20 anni e lasciare che la natura faccia il suo corso, ma in questo caso avremmo l’inquinamento atmosferico che non darebbe tregua, ma in ogni caso la terra in se sarebbe liberata, forse, da tutta quella pletora di prodotti chimici che giornalmente ingoiamo.
    Ma chi è quell’agricoltore che lascia la terra ferma per 10/20 anni? Nessuno!
    In sostanza, e chiudo, non c’è molta speranza ed anche se questi articoli evidenziano un male insopportabile, la realtà è molto peggio di quanto si scrive. A luglio sono arrivati a Livorno ed a Venezia alcune migliaia di tonnellate grano stivato in condizioni improponibili, maleodorante, con vermi, muffe di vario genere, proveniente dalla Polonia, Ucraina venduto a meno di 9 euro al quintale, obbligando i sementieri italiani ad acquistarlo (l’ordine viene dall’alto per accordi politici sopratutto per quanto riguarda l’Ucraina)
    Questo grano è stato venduto alle grosse aziende che producono uova/galline. Le galline mangiano di tutto, dicono, ma le sostanze contenute nel grano passano alla carne ed alle uova stesse e da queste al pane ai panettoni, ai pandori, alle ciambelle e a tutti i prodotti della filiera. Nessuno ha controllato!

    1. Salvatore

      detto in linguaggio “civile” il tutto si può definire con l’ essere in mano a monopoli che ci gestiscono in toto grazie agli accordi politici di chi ci governa ed amministra per il “buon vivere” dei cittadini.

      detto in linguaggio “volgare” siamo in mano ad un’associazione a delinquere di stampo mafiosa.

    1. diego

      fai attenzione ad un pastificio molto noto a Gragnano e in Italia: pasta IGP acqistata dagli spagnoli ma prodotta in Turchia con mescola di grano tenero e sequestrata dalla finanza pochi mesi fa. Oggi il marchio IGP è stato tolto ma la pasta ma ntiene il nome del vecchio produttore.

    2. lidia

      fai attenzione ad un pastificio molto noto a Gragnano e in Italia: pasta IGP acqistata dagli spagnoli ma prodotta in Turchia con mescola di grano tenero e sequestrata dalla finanza pochi mesi fa. Oggi il marchio IGP è stato tolto ma la pasta ma ntiene il nome del vecchio produttore.

  20. Pingback : GranoSalus: i risultati delle analisi sulla otto marche di pasta più note in Italia

  21. diego

    io penso che la BARILLA spenda molto sulle analisi dei suoi prodotti e ritengo tale pasta sia piùsicura.La migliore è la Voiello secondo un test di un giornale dei consumatori.Mangio anche una pasta Fai, prodotta con grano siciliano dagli stessi agricoltori , 0,65€ per 1/2 kg,la trovo negli IPer del Nord.

  22. chiara farroni

    Buongiorno, vi ringrazio per le informazioni che avete dato.
    E’ la conclusione più logica al mio piccolo “calvario” .
    Grazie

  23. Vittoria

    Da qualche tempo compro , via e.mail, la pasta commercializzata da LIBERA TERRA, la terra liberata dalle mafie, con sede in Sicilia (Corleone). Oltre al significato etico, i miei acquisti mi fanno pensare che tale pasta (ma ci sono anche tanti altri prodotti) sia al riparo da contaminazioni, anche perché il prezzo è ragionevole per un prodotto sano, ma non in linea con i supermercati. Vorrei sapere se il grano impiegato è siciliano per starmene tranquilla e consigliarlo anche agli amici.
    Vi ringrazio, datemi una risposta.

  24. Pingback : Grano duro estero: I Nuovi Vespri e GranoSalus vincono in Tribunale contro le multinazionali della pasta

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