11
Feb
2017
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Il glifosato non ha risparmiato i pesci. E c’è chi s’interroga anche sullo zucchero di canna

Uno studio di due scienziati americani rivela altri scenari non esattamente edificanti sugli effetti provocati dall’erbicida più diffuso al mondo: il glifosato. Ci sarebbero problemi nei pesci, che svilupperebbero patologie dell’apparato digerente. Ci si interroga anche sullo zucchero di canna, dal momento che, in alcuni Paesi, queste piante vengono fatte maturare artificialmente con il glifosato  

Mentre si attende che il Parlamento Europeo si pronunci sul CETA – il trattato commerciale tra Canada e Unione Europa (accordo che dovrebbe agevolare l’invasione del grano duro canadese in Europa) – vengono fuori altre notizie sul glifosato, l’erbicida più famoso al mondo. Una sostanza nota per i danni che arreca alla salute umana. I Nuovi Vespri affronta spesso questo argomento. Basti pensare ai tanti lettori che ci hanno seguito in uno dei nostri primi articoli su questo veleno molto gettonato in agricoltura:

E’ ufficiale: il glifosato contenuto nella pasta provoca la Sla e il morbo di Alzheimer

Adesso è disponibile un nuovo studio (che potete leggere qui in inglese).

Di questo studio si parla anche in un articolo pubblicato da Test Salvagente (che potete leggere qui).

Nello studio – che porta la firma di due scienziati, Anthony Samsel e Stephanie Seneff – si dice che il glifosato che finisce nel nostro organismo provoca un aumento della celiachia e dell’intolleranza al glutine. Quest’ultima è una malattia diversa dalla celiachia, anche se non mancano le similitudini, come si racconta in questo articolo:

Tutto quello che dobbiamo sapere sul glutine, dalla celiachia alla Gluten sensitivity

Tra le novità che vengono fuori dallo studio ci sono anche i problemi che il glifosato provoca nei pesci. Eh già, perché il grande uso che è stato fatto di questo erbicida ha interessato non soltanto la terraferma, ma anche il mare. E quindi i pesci (e, on molta probabilità, anche le alghe).

Sui pesci è stato accertato che il glifosato provoca problemi digestivi. Insomma, non è da escludere che la celiachia – in aumento negli ultimi decenni – colpisca anche i pesci.

Resta da chiedersi che cosa succede se i pesci avvelenati dal glifosato (perché di avvelenamento si tratta) finiscono poi sulle nostre tavole.

Alla fine stiamo cominciando a scoprire che questo glifosato ormai ci perseguita: lo troviamo nel grano duro coltivato nei Paesi freddi e umidi, ma anche in altre sostanze derivate da piante che vengono essiccate artificialmente con questo erbicida: per esempio, la canna da zucchero.

Chi avrebbe mai detto che, anche per la canna da zucchero, sarebbe stato utilizzato il glifosato? E invece lo utilizzano pure per lo zucchero di canna.

A questo punto sorge spontanea una domanda: negli ultimi anni è andato sempre più diffondendosi lo zucchero di canna non raffinato. Il motivo c’è: perché lo zucchero raffinato non è un toccasana per la nostra salute: anzi.

Ora, però, scopriamo che il glifosato è arrivato anche nel ‘pianeta’ della canna da zucchero. Con molta probabilità, viene utilizzato perché questa pianta non viene coltivata nelle zone d’elezione.

Per la cronaca, il clima preferito dalla canna da zucchero è quello caldo-umido. Dovrebbe essere presente nei Paesi tropicali, dove non mancano le piogge e dove la temperatura non deve essere inferiore ai 20°. In Italia, ad esempio, solo alcune zone della Sicilia si prestano alla coltivazione della canna da zucchero.

I Paesi dove questa cultura è molto diffusa si trovano nell’America centrale, nell’America meridionale e in Asia.

La notizia è che in America centrale, a causa dell’uso di glifosato, sarebbe stato registrato un aumento di insufficienza renale tra gli agricoltori.

A questo punto ci chiediamo e chiediamo: qualcuno ha effettuato i controlli sullo zucchero di canna?

Noi, per sì e per no, non possiamo che consigliare il miele siciliano, nella speranza che lascino in pace le api.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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