2
Mar
2017
0

I dati sulla pasta industriale diffusi da GranoSalus: una testimonianza importante

Quando non sanno cosa rispondere non gli resta che una via: accusare chi informa, facendolo passare per propalatore di bufale. Il problema è che dalle analisi effettuate da un laboratorio estero indipendente il glifosato e le micotossine DON ci sono per davvero. Altro che bufale!

Da un post pubblicato sulla pagina facebook CUN cereali da Donatella Caione, apprendiamo che le analisi su otto marchi di pasta promosse da GranoSalus e pubblicate sul sito della stessa associazione di granicoltori e cittadini sarebbero una bufala: così ha scritto il sito bufale.net (come potete leggere qui).

Cosa rispondere a questi signori di bufale.net?

La risposta l’ha data la stessa Donatella Caione: risposta che noi riportiamo:

“Salve, mi chiamo Donatella Caione, sono editrice e mi occupo di comunicazione in rete dal 1996. Sin dall’inizio conduco una battaglia contro le bufale e considero il vostro sito un importante punto di riferimento quotidiano.

Al contempo faccio parte dell’Associazione GranoSalus che il 26 febbraio scorso ha diramato delle analisi che rilevano dei contenuti di tossicità di alcune paste italiane. Tale articolo è stato da voi ieri etichettato come bufala. Sono d’accordo con voi che girano in rete articoli dai toni allarmistici e non verificati scientificamente sui danni del gliphosate, ma qui non si tratta di questo.

Le analisi di GranoSalus sono state svolte in un laboratorio estero accreditato il cui nome è a disposizione della magistratura e non è stato reso pubblico solo perché l’argomento è delicato e le pressioni forti.

L’articolo di GranoSalus, un’associazione legalmente costituita, non dice nulla che non sia vero. I limiti dei contaminanti riscontrati non sono altissimi ma esistono, e non dovrebbero esistere. In due casi peraltro superano i limiti consentiti dall’UE per la prima infanzia. Non vediamo perché si dovrebbe accettare un minimo di tossicità. Il grano prodotto in Italia non presenta questi contaminanti perché non vi è ragione di usare questi prodotti.

E lo dimostreremo con successive analisi.

Il discorso delle importazioni di grano estero è una realtà, noi lo documentiamo e assistiamo personalmente allo scarico nei porti pugliesi e non solo. I controlli quelli sì sono una bufala, purtroppo, e siamo a disposizione per spiegarvene i motivi, se lo desiderate.

Purtroppo il potere economico delle grandi imprese che producono pasta è forte. Vi prego di stare attenti ai loro tentativi di manipolazione.

Don, gliphosate, metalli pesanti li assumiamo ogni giorno con tutti gli alimenti. Dobbiamo accettarlo perché i valori sono bassi o perché forse non fanno venire il cancro o abbiamo come consumatori e consumatrici il diritto di chiedere che ciò che mangiamo non sia contaminato?

Poi le imprese che producono pasta hanno il diritto di addurre le loro motivazioni, ma non accettiamo che facciano passare per bufale analisi ed argomentazioni corrette e verificate che vanno caso mai discusse entrando nel merito della questione.

Il vostro lavoro per la chiarezza dell’informazione è importantissimo e io per prima lo sostengo fortemente ma vi chiedo di fare attenzione perché in questo caso c’è l’interesse di alcuni a far accreditare una seria informazione come bufala”.

GranoSalus: i risultati delle analisi sulla pasta Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia

 

 

TAG ARTICOLO

Tags: , , , ,

Ti potrebbero interessare

Non è che l’indicazione del luogo di produzione del grano nei pacchi di pasta è la solita presa in giro di Renzi e del PD?
La UE propone altri dieci anni di glifosato: perché è importante dire “No” con una legge europea di iniziativa popolare
La pasta con l’11% di glutine? Ora va bene anche all’industria. Il grano estero farà la fine dell’olio di palma?
La Grecia esporta in Italia un quantitativo di grano tre volte superiore a quello che produce! Da dove lo prende?

2 Responses

  1. MICHELE ALBANO

    è ASSURDO CHE, PER GIUSTIFICARE LA NECESSITà DI ACQUISTARE GRANO DAI MERCATI ESTERI, ED IN PERTICOLRARE QUELLO CANADESE, ALCUNE GROSSE AZIENDE ITALIANE DI PASTIFICAZIONE DICONO CHE LA PRODUZIONE DEL SUD ITALIA è INSUFFICIENTE, NON SOLO, MA ASSERISCONO CHE SONO COSTRETTI A PAGARE AD UN PREZZO PIù CARO QUESTO APPROVVIGIONAMENTO ESTERO. QUINDI, L’ACQUISTO DI GRANO DALL’ESTERO, PER LORO è UN DANNO.
    BENE, SE è COSì, COME LORO AFFERMANO, BASTA PUBBLICIZZARE IL PREZZO ( PIù CARO) CON CUI LORO ACQUISTANO IL GRANO ESTERO, PER CONVINCERE I CONTADINI DEL SUD ITALIA A COLTIVARE IL GRANO “ITALIANO”, SAPENDO GIà CHE SARà PAGATO AD UN PREZZO REMUNERATIVO.
    SAPPIAMO CHE LE COSE STANNO DIAMETRALMENTE ALL’OPPOSTO E CHE IL GRANO ESTERO VIENE PAGATO AL PREZZO DI PRODOTTO DA SCARTO E NON COME UN PRODOTTO DI QUALITà SUPERIORE.

    1. Bruno

      Il grano estero di qualità costa di più, se non altro perché c’è il trasporto di mezzo, non ci vuole molto a capirlo e per avere i numeri ufficiali basta cercare i listino merci delle borse agricole online per vederlo.
      Inoltre non capisco tutto questo allarmismo nei confronti dei valori riscontrati di DON, sono ampiamente (non solo un po’, ma AMPIAMENTE) al di sotto dei limiti di legge prefissati dall’UE.
      Inoltre sono proprio curioso di vedere le analisi sulla pasta e sulla farina utilizzata per i prodotti fatti con il solo grano italiano. Già il fatto che non li abbiano fatti fare contemporaneamente agli altri esami e/o non ancora pubblicati mi puzza parecchio.
      Sarà che lavoro da 11 anni nel settore e faccio analisi ogni giorno sulle micotossine, ma non sono proprio per nulla convinto che siano esenti dal DON come tanto dicono. Dalla mia esperienza, sui cruscami e farinacci provenienti dal Sud e destinati al consumo animale, di DON ne ho trovato spesso e di conseguenza qualcosa mi aspetterei di trovarci pure nella pasta.

Lascia il tuo commento