La Sicilia in default: 347 Comuni dell’Isola non hanno ancora approvato i Bilanci preventivi

La Sicilia in default: 347 Comuni dell’Isola non hanno ancora approvato i Bilanci preventivi
8 luglio 2016

Di più: ci sono 297 Comuni che non hanno ancora approvato i consuntivi 2015. Mentre il Libero Consorzio di Siracusa – ancor prima delle elezioni dei nuovi amministratori – potrebbe dichiarare il dissesto finanziario. Il vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta, ci conferma che i 500 milioni di Euro oggetto di una ‘maratona’ all’Ars, arriveranno, forse, il prossimo anno (ma non è nemmeno sicuro). Ma allora che ‘Patto’ ha firmato Crocetta con Renzi? E perché Sala d’Ercole sta avallando la cessione dell’autonomia finanziaria della Regione in cambio di nulla? Il presidente Giovanni Ardizzone ne sa qualcosa?

La prossima settimana l’Assemblea regionale siciliana tornerà a riunirsi per completare ed esprimere il voto finale sul secondo ‘Patto scellerato’ che il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha firmato con Renzi. In cambio di 500 milio di Euro – che sono già dei Siciliani – la Sicilia rinuncia alla propria autonomia finanziaria sancita dallo Statuto e a una serie con contenziosi finanziari con lo Stato. Una follia di Crocetta che il Parlamento siciliano ha avallato a maggioranza con 37 voti favorevoli. Il problema è che i 500 milioni di Euro non ci sono. “Questi soldi – torna a ribadire il vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta – si materializzeranno il prossimo anno. E la situazione, per i Comuni siciliani, diventa insostenibile”.

Lo stesso Amenta ci illustra lo scenario da brivido: 347 Comuni della nostra Isola – e siamo a Luglio! – non hanno ancora approvato il Bilancio preventivo 2016. Mentre 297 Comuni debbono ancora approvare i Bilanci consuntivi del 2015.

Di più: la Regione siciliana deve ancora erogare una quota del 2015 dei fondi per il pagamento dei precari: circa 120 milioni di Euro.

“E per quest’anno, e siamo già a Luglio – precisa ancora Amenta – la Regione non ha erogato ai Comuni un solo Euro. Come si fa ad amministrare in queste condizioni?”.

Insomma, gli enti locali dell’Isola sono al collasso. L’Ars, con una riforma confusa ed incerta, ha eliminato le vecchie Province e ha istituito i Liberi Consorzi di Comuni.

Ma, anche in questo caso, lo scenario è tragicomico: il Libero Consorzio di Siracusa, con molta probabilità, sarà il primo a battere tutti i record: potrebbe dichiarare il dissesto finanziario ancor prima dell’elezione degli organi che dovrebbero amministrarlo!

Sono i paradossi della Sicilia impoverita dagli scippi finanziari del Governo Renzi. Con il Governo regionale che, invece di difendere i Siciliani, difende gli interessi di Roma. Così i Comuni e le ex Province sono rimasti senza soldi.

Proprio sulla vicenda del Libero Consorzio di Siracusa è intervenuto il senatore di Sinistra Italiana, Francesco Campanella:

“Tre mensilità in arretrato e nessuna prospettiva solida per il futuro. Sono al fianco dei funzionari della ex Provincia di Siracusa, che protestano per i mancati pagamenti degli stipendi. Alcuni di loro sono arrivati a salire sui cornicioni, minacciando un gesto estremo. Dopo anni di annunci e fallimenti della riforma dei Liberi Consorzi e delle Aree Metropolitane, adesso sarebbe ora che il governo Crocetta si occupasse meno di progettare sgambetti a Leoluca Orlando e si preoccupasse di più del futuro dei dipendenti e del ripristino dei servizi di competenza delle ex Province che, di fatto, non vengono più erogati da anni. Gli effetti, qualora Crocetta non se ne fosse accorto, sono sotto gli occhi di tutti”.

Che succederà? “Ve lo dico io cosa succederà – ci dice ancora Amenta -. Tra qualche giorno ai sindaci dei Comuni siciliani arriverà un pezzo di carta con il quale ci comunicheranno che, formalmente, le ‘carte’ sono a posto perché hanno programmato la spesa di quella parte dei 500 milioni di Euro che dovrebbe essere assegnata ai Comuni. Ripeto: non manderanno i soldi, ma un pezzo di carta che annuncia l’arrivo di somme che, forse, si materializzeranno il prossimo anno”.

Chiediamo: ma allora tutto il dibattito che andato in scena a Sala d’Ercole? Crocetta che ha firmato con Renzi un ‘Patto’ in cambio di 500 milioni di Euro che non arriveranno? E il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, che ha consentito al Governo regionale di inserire questo ‘Patto’ – che di fatto è leonino – in un disegno di legge in discussione in Aula? E 37 deputati hanno votato in favore di un ‘Patto’ truffaldino?

“La prego, non mi ponga queste domande – conclude Amenta -. Quello che posso dire è che siamo davanti a una forma di comicità triste…”.

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