Se in due giorni sono arrivati in Sicilia oltre mille migranti che succederà in Estate? Che cosa ci aspetta?/ MATTINALE 469

Se in due giorni sono arrivati in Sicilia oltre mille migranti che succederà in Estate? Che cosa ci aspetta?/ MATTINALE 469
3 maggio 2021
  • 1 e 2 Maggio: prescrizioni per i siciliani (niente spiagge libere e, a Palermo, niente vino dopo le 18,00) e via libera a oltre mille migranti. Ma dicono vero?  
  • Nulla è casuale negli sbarchi di migranti: è tutto programmato e organizzato in Libia, in Tunisia e in Italia
  • Nulla è casuale negli sbarchi di migranti: è un grande affare programmato e organizzato in Libia, in Tunisia e in Italia
  • Dietro il paravento della solidarietà tanta ipocrisia e uno spaventoso fiume di denaro
  • Lo scorso anno, a Maggio, la Sicilia era priva di virus. Un anno dopo tra turisti, crocieristi e migranti la situazione è sotto gli occhi di tutti
  • I migranti e i tamponi
  • I migrati, le varianti del virus e l’economia siciliana

1 e 2 Maggio: prescrizioni per i siciliani (niente spiagge libere e, a Palermo, niente vino dopo le 18,00) e via libera a oltre mille migranti. Ma dicono vero?  

Un dato salta agli occhi: mentre i Siciliani, l’1 e il 2 Maggio, sono stati oggetto di restrizioni – come il non potere recarsi nelle spiagge libere e altro ancora – è ripartita l’invasione di migranti a Lampedusa e in Sicilia. In due giorni a Lampedusa sono arrivati oltre 700 migranti. Alcuni di questi migranti sono ancora nell’Isola, altri migranti sono stati trasferiti a Porto Empedocle. Una nave con 236 migranti – la Ocean Viking, la nave della Ong Sos Mediterraee – è approdata nel porto di Augusta con oltre 200 migranti. Un’altra nave – Ong Sea Watch 4 – con 455 migranti chiede “un porto sicuro” che – siamo pronti a scommettere – sarà un porto siciliano. Il messaggio è il seguente: i siciliani devono restare in casa, chi gestisce il grande affare dei migranti ha campo libero. A questo punto è bene fare alcune precisazioni che riguardano la pandemia e l’economia siciliana.

Nulla è casuale negli sbarchi di migranti: è un grande affare programmato e organizzato in Libia, in Tunisia e in Italia

Intanto cominciamo col dire che gli “arrivi di massa” di migranti sono organizzati e non casuali. Sono organizzati e programmati. L’abbiamo scritto più volte e lo ribadiamo: nulla è casuale in questa storia dei migranti. Nulla. Dietro ci sono organizzazioni criminali che operano in Libia e in Tunisia. L’idea che la gente, dalla Libia e dalla Tunisia, si metta in mare su imbarcazioni di fortuna per tentare l’avventura è falsa. L’avventura certamente c’è, perché nel conto di questo sistema criminale ci sono anche i naufragi. Il naufragio, in termini mediatici, funziona così: decine e, talvolta, centinaia di persone muoiono in mare e la responsabilità è di chi non li salva e non li accoglie, non di chi li mette in mare non prima di avere atto pagare a queste persone, in media, 5 mila euro cadauno. I sistemi criminali che operano dietro le quinte, in questa storia, non sono mai messi in discussione: e questo dovrebbe fare riflettere. I mercanti di esseri umani, insomma, sono vincenti su tutta la linea. Dopo un naufragio e le solite lamentele dell’Europa che non interviene, cominciano ad arrivare i barchini a Lampedusa. Anche in questo caso l’informazione è carente. Un barchino con 40-50 persone a bordo non può mai arrivare senza aiuto a Lampedusa partendo dalle coste libiche o tunisine. E’ chiaro che questi barchini vengono scortati dalle cosiddette navi-madri (i migranti più fortunati, o forse i più ricchi, se le condizioni meteo-marine lo consentono, ‘saltano’ Lampedusa e vengono scortati fin sotto le coste siciliane, in genere nell’Agrigentino o nel Siracusano, dando vita agli ‘sbarchi-fantasma’, che di ‘fantasma non hanno proprio nulla, perché avvengono alla luce del sole).

Dietro il paravento della solidarietà tanta ipocrisia e uno spaventoso fiume di denaro

Tutto avviene all’insegna della “solidarietà”. Ma, in realtà, in questa storia dei migranti, oltre alla solidarietà, c’è tanta ipocrisia e ci sono soprattutto gli affari. Non bisogna mai perdere di vista un dato: dei 25 euro al giorno stanziati dallo Stato italiano per ogni migrante (dallo Stato italiano e non dall’Unione europea), lo stesso migrante vede, sì e no, 2 euro. Il resto del denaro finisce ai gestori dei centri di accoglienza. Cosa sia successo in Italia con il grande affare dei migranti lo sappiamo tutti grazie all’inchiesta su Mafia-Capitale. Ma questo avveniva in un tempo che oggi possiamo definire pre-Covid. Oggi c’è la pandemia. Lo scenario è mutato. Ed è molto più pericoloso, in primo luogo – come opera proveremo a illustrare – per i cittadini siciliani. Lo scorso anno, ad Aprile, è stata segnalata la presenza dei trafficati di uomini tornati al potere. In realtà, il sistema era pronto anche in Tunisia. Lo scorso anno e fino a Marzo di quest’anno la stragrande maggioranza di migranti è arrivata dalla Tunisia. Non si è trattato di migranti che scappavano da guerre e da carestie, ma di migranti economici: che, in genere, rappresentano, per i mercanti di uomini, una certezza economica: perché sono migranti che, per salire sui barchini, pagano senza problemi. Lo scorso anno, in Italia, o meglio, in Sicilia e poi in parte in Italia (l’informazione sul dove vengono portati i migranti una volta giunti in Sicilia è carente), sono arrivati circa 40 mila migranti, più altri 4 mila migranti dall’inizio dell’anno. A questi si aggiungono gli ‘sbarchi-fantasma’ che sono stati tanti.

Lo scorso anno, a Maggio, la Sicilia era priva di virus. Un anno dopo tra turisti, crocieristi e migranti la situazione è sotto gli occhi di tutti

Ora è bene soffermarsi sul rapporto tra migrazione e pandemia. Noi lo scriviamo da un anno: in presenza di una pandemia va limitata al minimo, se non bloccata, la libera circolazione delle persone. Fare arrivare turisti, crocieristi e migranti, in tempo di pandemia – lo scorso anno le cose sono andate così – è rischiosissimo. E infatti, rispetto allo scorso anno, la situazione, in Sicilia, è notevolmente peggiorata. Addebitare la responsabilità del peggioramento della pandemia in Sicilia ai siciliani è troppo facile e, soprattutto, è conveniente per chi gestisce il grande affare dei migranti. Lo scorso anno, a metà Maggio, in Sicilia, la gente andava a mare e il virus era praticamente scomparso. Tant’è vero che un gruppo di cittadini siciliani ha spinto il presidente della Regione, Nello Musumeci, a chiedere una sorta di pass per entrare in Sicilia: ma il Governo nazionale si è opposto! Questi sono i fatti. I casi di positività, in Sicilia, sono cominciati a crescere ad Agosto, dopo che nella nostra Isola erano arrivati i turisti, i crocieristi (noi, una mattina del Luglio dello scorso anno siamo letteralmente scappati dall’area portuale di Palermo invasa da crocieristi!), i migranti e i ragazzi che tornavano dalle vacanze a Malta.

I migranti e i tamponi

Sui giornali leggiamo che i migranti che arrivano a Lampedusa sono oggetto di tampone, per verificare l’eventuale positività al virus. Intanto sarebbe interessante capire che tipo di tampone viene effettuato sui migranti: sono tamponi antigenici o molecolari? I primi non sono affatto risolutivi, mentre i secondi hanno una sensibilità di gran lunga maggiore. Detto questo, volendo essere precisi, un migrante dovrebbe restare a Lampedusa almeno dieci giorni per verificare l’eventuale positività con almeno due tamponi molecolari. Ma noi sappiamo che non è così. Noi sappiamo che migranti ammassati sulle imbarcazioni arrivano a Lampedusa dove rimangono ammassati; o sappiamo che alcuni di questi migranti vengono trasferiti sulle navi- quarantena dove rimangono ammassati; e sappiamo anche che alcuni di loro vengono trasferiti a Porto Empedocle sulle navi di linea. E sappiamo – soprattutto – che anche i tamponi molecolari servono a poco, perché qualche giorno dopo il tampone un soggetto negativo può diventare positivo.

I migrati, le varianti del virus e l’economia siciliana

Accogliere migliaia di migranti in tempo di pandemia è rischioso. L’Unione europea – che non muove un dito – ci invita ad accogliere e, magari, ci rimprovera. Dopo di che va detto che questo sistema, fino ad oggi, ha penalizzato l’Italia e, soprattutto, la Sicilia. I mercanti di persone in Libia e in Tunisia guadagnano soldi a palate; chi gestisce i migranti in Italia guadagna; chi affitta le navi-quarantena ci guadagna. Ma siamo sicuri che il grande flusso di migranti non crei problemi sanitari? Siamo sicuri che le continue fughe di migranti dai centri di accoglienza registrati lo scorso anno non abbiano influito sull’aumento del numero di contagi? O dobbiamo ignorare il fatto che nel conteggio dei positivi – che poi porta al blocco delle attività economiche – non rientrano pure i migranti contagiati presenti sulla terraferma siciliana e i migranti ospitati nelle navi quarantena? Pensare di affrontare il grande problema della gestione economica della pandemia, senza tenere conto dei contagi – e delle varianti del virus – che arrivano con i migranti è un errore. Sì, anche delle varianti: non dimentichiamo che la variante nigeriana è arrivata nella nostra Isola con un giovane migrante. E non è da sottovalutare, perché questa variante potrebbe diventare un problema serio. Con riflessi devastanti sull’economia siciliana già provata e priva di sostegni. Perché se è vero che il Governo Draghi ha trovato subito 36 mila euro al giorno per affittare 5 navi per la quarantena dei migranti, è altrettanto vero che non sta aiutando le imprese in difficoltà. se non con ristori ridicoli, non ha prorogato lo stop ai mutui, sta eliminando Quota 100 e mantiene un vita un Reddito di cittadinanza ormai trasformato in un comodo sussidio, se è vero che non c’è alcun rapporto tra Reddito di cittadinanza e mondo del lavoro. Anzi, in alcuni casi – per esempio in agricoltura – è un invito a non lavorare. In questo scenario una previsione va fatta: se in due giorni, tra barchini a Lampedusa e navi Ong, in Sicilia si contano circa mille e 400 migranti, cosa succederà in Estate? Avremo in Sicilia migliaia di migranti in piena pandemia e ci chiuderanno in casa dicendo che siamo ‘indisciplinati’? E che fine farà l’economia siciliana?

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