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Sei un agricoltore siciliano in crisi? Affitta i tuoi terreni: impianti fotovoltaici per 30 anni!/ MATTINALE 505

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  • Ormai sui mezzi d’informazione fioccano le offerte ‘allettanti’: butta via grano, olivi, vigne, aranci, limoni e mandarini e punta sui pannelli solari!
  • “Vuoi assicurarti una rendita per 30 anni? Affitta il tuo terreno per il fotovoltaico”
  • Un’Isola ‘prostituita’ ai signori dell’energia, che lasceranno ai siciliani inquinamento, malattie e distruzione del paesaggio marino e terrestre 
  • Un nuovo, mega impianto di pale eoliche tra Monreale e Piana degli Albanesi?

Ormai sui mezzi d’informazione fioccano le offerte ‘allettanti’: butta via grano, olivi, vigne, aranci, limoni e mandarini e punta sui pannelli solari!

Hai un terreno agricolo e non sai più che fartene perché l’Unione europea dell’euro ha messo con il culo terra te e la tua azienda, facendo arrivare il grano al glifosato e alle micotossine, le arance con il clorpirifos, i pomodori dalla Cina e dall’Africa (ovviamente ‘conditi’ con i pesticidi che ci fanno ammalare, ma fanno guadagnare un sacco di soldi alle multinazionali farmaceutiche), i carciofi dall’Egitto, l’olio d’oliva dalla Tunisia e il vino prodotto con lo zucchero di bietola? Se sei un agricoltore quasi fallito vai sulla rete e cerca le offerte di chi è disposto ad affittare il tuo terreno agricolo per trent’anni per piazzare pannelli fotovoltaici. Basta con l’agricoltura, non perdere più tempo. Basta con ‘sto grano duro del Sud Italia e della Sicilia, non vedi quante navi cariche di grano fanno arrivare tra Puglia e Sicilia? La gente tanto non lo sa. Basta con ‘sti agrumi, basta con l’uva: il vino ormai si fa con lo zucchero! Che dici, si finisce in galera? In Sicilia sì, finisci in galera se produci il vino con lo zucchero, ma nel Nord Europa no, la Ue ha stabilito che lì il vino si può fare con lo zucchero! Hai capito o no, agricoltore, che non hai dove andare? Via, affitta il tuo terreno a una di queste grandi aziende che producono energia!

“Vuoi assicurarti una rendita per 30 anni? Affitta il tuo terreno per il fotovoltaico”

Noi siamo andati sulla rete. E abbiamo capito – questa volta fino in fondo – perché l’agricoltura del Sud Italia ha il destino segnato. Resisteranno solo gli agricoltori testardi, figli di una cultura millenaria. Ma in tanti cederanno, hanno già cominciato a cedere. L’offerta è allettante. Ecco cosa leggiamo in una pubblicità: “Vuoi assicurarti una rendita per 30 anni? Affitta il tuo terreno per il fotovoltaico. Puoi ottenere un canone annuale da 2.000 euro a 3.500 euro per ettaro”. Ecco pronta una rete di “investitori” e “sviluppatori” di progetti che toglieranno alberi e colture erbacee per piazzare distese immense di pannelli fotovoltaici. Ancora con ‘sti ulivi, con i vigneti, con i campi di grano, con alberi di aranci, limoni e mandarini? Spianta tutto e piazza pannelli fotovoltaici! L’Unione europea è con te!

Un’Isola ‘prostituita’ ai signori dell’energia, che lasceranno ai siciliani, inquinamento, malattie e distruzione del paesaggio marino e terrestre 

Ma cos’è diventata la Sicilia? E cosa sta diventando? Al largo delle Egadi, in un tratto di mare pescoso – storia incredibile denunciata dall’europarlamentare Ignazio Corrao, un grillino che non è diventato uno zombie dell’Unione europea liberista – vogliono realizzare il più grande impianto di energia eolica del Mediterraneo. Pensate un po’: 18 milioni di metri quadrati di pale eoliche in mezzo al mare! Sempre nel Mediterraneo, grazie al Governo nazionale “che lavora per l’Italia” potrebbero riprendere le ricerche di petrolio e gas, pur sapendo che andando a rompere le scatole ai vulcani sottomarini potrebbero scatenarsi terremoti e maremoti. Leggiamo un articolo di ragusanews, del Dicembre dello scorso anno: “Se la moratoria alle ricerche petrolifere, in scadenza Febbraio non sarà prorogata, saranno 54 permessi finalizzati alla ricerca di idrocarburi che avranno il via libera in tutta Italia. Nell’elenco, a cui il Ministero dello Sviluppo Economico darà il via libera, in assenza di altri provvedimenti, ci sono anche aree marine siciliane, a poche decine di chilometri da paradisi come le isole di Pantelleria e Favignana, nell’arcipelago delle Egadi, con un impatto inevitabile sulla fauna e la flora marine di un angolo di pianeta che ci invidiano in tutto il mondo. Progetti simili riguardano anche la terra ferma, come si vede cliccando sulla mappa ArcGIS – DGS-UNMIG – Istanze per il conferimento di nuovi permessi di ricerca e istanze per il conferimento di nuove concessioni di coltivazione. Zoomando col mouse scopriamo che, solo nella provincia di Ragusa, sono 5 le domande di ricerca o coltivazione (dove cioè si è già bucato) che scalpitano ai nastri di partenza. Di cui tre in mano all’Eni Mediterranea Idrocarburi: ‘Cinquevie’, che interessa un’area di 71 km2 tra Modica e il capoluogo; ‘Contrada Giardinello’, oltre 380 km2 tra Ragusa, S. Croce Camerina, Vittoria, Comiso, Acate, Chiaromonte Gulfi, Caltagirone e Mazzarrone; e il ‘Piano Lupo’, altri 62 km2 tra Acate, Caltagirone, Gela e Mazzarrone”. E ancora: “Gli altri due sono: il giacimento ‘Bonincontro’ della compagnia spagnola Petrex, 32 km2 tra Acate e Vittoria; e l’impianto ‘Case La Rocca’ della società concessionaria Irminio, per altri 80 km2 di territorio ragusano. Finora neanche l’ombra di un piano del Ministero dello Sviluppo economico per regolare e monitorare questa raffica di scavi ed estrazioni in partenza che daranno pure lavoro alla manodopera locale, arricchendo le tasche delle multinazionali, ma rischiano anche di trasformare e deturpare per sempre specchi d’acqua e zone di verde incontaminate, come già accaduto in Basilicata: hai voglia poi a risarcire il territorio piantando campi di lavanda! Mentre l’Europa chiede di ridurre le emissioni di Co2 del 55% entro il 2030, lo Stato italiano supporta con 18 miliardi di euro l’anno le estrazione fossili altamente inquinanti, anziché virare sulle fonti energetiche alternative. E l’inquinamento costa ogni anno al nostro Paese oltre 54mila decessi e 47 miliardi di costi sanitari e sociali”. La moratoria scade ora, in questo mese di Febbraio: tutto è nelle mani del nuovo Ministro dello Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti, e del capo del Governo Mario Draghi, l’uomo dei ‘derivati’ che oggi pensa ai giovani. Questo sarà il primo banco di prova del nuovo Governo.

Un nuovo, mega impianto di pale eoliche tra Monreale e Piana degli Albanesi?

Ricerca di idrocarburi in terra e in mare, pale eoliche in mare, altre pale eoliche in terra (si sussurra di un nuovo mega impianto di pale eoliche tra Monreale e Piana degli Albanesi: e sembra che sia anche questa la motivazione dello scontro che si è accesso all’interno dell’attuale Governo regionale, con riferimento all’assessorato regionale che gestisce energia, acqua e rifiuti). E pannelli fotovoltaici al posto delle aziende agricole. Un’Isola ‘prostituita’ ai signori dell’energia! Ma che deve fare la Sicilia con tutta questa energia? Nulla! Sono i privati che utilizzeranno la terra e il mare della Sicilia per produrre energia ne venderla a chi capita! Alla Sicilia e ai Siciliani resteranno inquinamento, paesaggi marini e terrestri deturpati, agricoltura allo sbando. La logica è sempre la stessa: la logica dell’industria andata in scena a Gela e che va ancora in scena a Priolo, a Melilli, ad Augusta, a Milazzo, nella Valle del Mela e, in parte, anche a Isola delle Femmine, alle porte di Palermo. Mentre i siciliani mangeranno pasta, pane, pizze e dolci preparati con grano canadese e, in generale estero, vini della Renania, agrumi egiziani e marocchini, olio d’oliva tunisino eccetera eccetera eccetera.

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