Vogliono togliere 18 milioni di metri quadrati di mare ai pescatori tra la Sicilia e la Tunisia per piazzare pale eoliche!

Vogliono togliere 18 milioni di metri quadrati di mare ai pescatori tra la Sicilia e la Tunisia per piazzare pale eoliche!
8 febbraio 2021
  • Noi non siamo contro i parchi eolici in mare. Ma quello che vorrebbero fare è mostruoso! Giusta la denuncia di Ignazio Corrao
  • Vorrebbero realizzare da 190 generatori, che sottrarrebbero un’area di mare sconfinata alle marinerie siciliane
  • Il progetto danneggerebbe i siciliani che pescano il Tonno Rosso del Mediterraneo con i palangari. L’assessore Scilla che ne pensa?
  • Ascarismo marino/ Un progetto-beffa per la Sicilia, che avrebbe solo danni, mentre l’energia e gli utili andrebbero altri

Noi non siamo contro i parchi eolici in mare. Ma quello che vorrebbero fare è mostruoso! Giusta la denuncia di Ignazio Corrao

Non abbiamo mai condiviso il “No” ideologico alla realizzazione delle pale eoliche in mezzo al mare. Meglio piazzare le pale eoliche in mezzo al mare piuttosto che sulla terra dove, in molti casi – con riferimento alla Sicilia – hanno alterato il paesaggio. Ma un conto è realizzare un impianto di pale eoliche in mezzo al mare, altra e ben diversa cosa – come denuncia l’eurodeputato siciliano, Ignazio Corrao – colonizzare una porzione immensa di mare togliendola ai pescatori siciliani, peraltro seguendo il modello ‘Valle del Mela’, ovvero senza dare alcun beneficio alla Sicilia, ma soltanto problemi.

Vorrebbero realizzare da 190 generatori, che sottrarrebbero un’area di mare sconfinata alle marinerie siciliane

“Il progetto di eolico off-shore a tra Sicilia e Tunisia – scrive Corrao sulla propria pagina Facebook – è quanto di più pericoloso possa esserci per la nostra pesca in quell’area del Mediterraneo. Un progetto che – nonostante l’obiettivo green di produzione di energia rinnovabile – non ho paura di definire folle. Non solo potrebbe avere un impatto ambientale enorme, ma soprattutto potrebbe decretare la fine della pesca in quel tratto di oltre 18 milioni di metri quadrati di mare”. In effetti, regalare ai produttori di energia eolica 18 milioni di metri quadrati di mare ci sembra veramente ultra-esagerato! Eppure, racconta Corrao, è questa “la richiesta di concessione demaniale operata dalla società Renexia per la realizzazione di un mega parco eolico offshore fra la costa occidentale della Sicilia e la Tunisia a largo delle Egadi. Stiamo parlando – aggiunge l’eurodeputato – di un parco eolico off-shore composto da 190 generatori, che sottrarrebbe un’area di mare sconfinata alle nostre marinerie. Si tratta di un’area molto pescosa, situata nei pressi dei banchi Talbot e Skerki. I nostri pescatori, soprattutto chi usa il palangaro, per esempio per la pesca del tonno, sarebbero costretti non solo ad abbandonare definitivamente quelle aree ma anche a stare lontani decine di miglia. Un danno enorme, che aggrava la crisi del settore”.

Il progetto danneggerebbe i siciliani che pescano il Tonno Rosso del Mediterraneo con i palangari. L’assessore Scilla che ne pensa?

Già di Tonno Rosso del Mediterraneo i pescatori siciliani ne possono catturare pochi esemplari, perché il grande affare è passato nelle mani delle multinazionali. Ora, se questo progetto andrà in parto, ne potranno pescare ancora meno. Chissà cosa ne pensa l’assessore regionale all’Agricoltura  e alla pesca, Tony Scilla, che, peraltro, ha radici proprio nella marineria di Mazara del vallo. “L’installazione del parco, inoltre – aggiunge Corrao – potrebbe dirottare il traffico navale di migliaia di imbarcazioni che ogni giorno arrivano da Suez e Gibilterra, concentrandolo in una zona ristrettissima, con rischi di incidenti, sversamenti e danni ambientali, oltre che ulteriore danno sulle attività di pesca minacciate dal troppo traffico. Anche l’impatto sull’ambiente potrebbe essere elevato, perché un progetto maestoso del genere potrebbe incidere profondamente sugli equilibri e sulla vita delle specie acquatiche – come i grandi cetacei – ma anche degli uccelli migratori che da lì passano”.

Ascarismo marino/ Un progetto-beffa per la Sicilia, che avrebbe solo danni, mentre l’energia e gli utili andrebbero altri

“La beffa finale – sottolinea ancora il parlamentare europeo eletto in Sicilia – è che l’energia prodotta dalle pale eoliche non verrebbe neanche sfruttata dalla Sicilia, ma verrebbe trasferita e utilizzata altrove attraverso un cavidotto, il quale passerebbe da Termini Imerese sottraendo ulteriori aree di pesca ai pescatori siciliani”. La solita storia: la Sicilia ascara che svende se stessa e i propri beni per favorire che con la Sicilia non ha nulla a che spartire e che, anzi, danneggia la nostra Isola. Da qui le domande di Corrao: “E allora mi chiedo: quali sono le ricadute per il nostro territorio? Cosa ci guadagnano le comunità costiere, i pescatori siciliani, la biodiversità siciliana? Assolutamente nulla, attenzione non sono contro l’eolico che ritengo una energia rinnovabile del futuro, ma qui stiamo regalando quanto di più prezioso abbiamo, ricevendo in cambio solo danni irreversibili. Non è questa la rivoluzione verde che abbiamo in mente. Questo progetto è un manifesto del capitalismo fintamente ‘green’ più spietato, che spolpa le risorse naturali di un territorio e porta allegramente i profitti altrove lasciando macerie. L’eolico sostenibile esiste, come dimostra il manifesto siglato dalle associazioni ambientaliste italiane con ANEV Associazione Nazionale Energia del Vento. Avviso tutti gli speculatori che ci opporremo fino alla fine – e con tutti i mezzi – a questa operazione scellerata. Al nostro fianco le marinerie e i territori delle Isole Egadi, Marsala, Mazara del Vallo, Trapani. Tutti insieme per contrastare questa follia. Mentre ho interrogato la Commissione Europea, auspico che la Regione faccia la sua parte e intervenga tempestivamente tutelando i nostri interessi e chiarendo l’impatto economico e ambientale dell’intera operazione”.

Foto tratta da QualEnergia

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