Il 5 G pericoloso per chi soffre di certe patologie cardiache? A Villa San Giovanni pensano di sì

2 maggio 2020

Il sindaco di Villa San Giovanni (Calabria) ha bloccato l’installazione di un’antenna del 5 G perché potrebbe interferire con lo stato di salute di una donna portatrice di valvola aortica con impianto meccanico che non può esser esposta a onde e campi elettromagnetici. Le proteste di Formia, Portogruaro e Nocera inferiore. A Palermo e a Catania i cittadini e i Consigli comunali cosa dicono?

Il 5 G potrebbe avere effetti deleteri sulle persone che, per problemi legati a patologia cardiache, non possono essere esporti a forti campo elettromagnetici. La notizia veramente interessante che potrebbe avere conseguenze importanti in tutto il territorio nazionale si registra a Villa San Giovanni, Comune di oltre 13 mila abitanti dell’area metropolitana di Reggio Calabria. La notizia la leggiamo su Oasi Sana informazione libera e naturale:

“Un colpo al cuore dei negazionisti del pericolo socio-sanitario, ma pure un encomiabile atto di responsabilità in tutela di una cittadina cardiopatica: il Sindaco di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) con un’ordinanza urgente e contingibile ha bloccato i lavori d’installazione di un’antenna telefonica ILIAD, società francese di telecomunicazioni autorizzata ad accedere alla banda 700 Mhz di radiofrequenze 5 G solo a partire dal 2021 (motivo per cui le Stazioni Radio Base vengono oggi ancora montate con standard 3G e 4G)”.

“Dall’ordinanza – scrive sempre Oasi Sana – si legge che il 12 Febbraio 2020 una donna residente nel noto centro calabro sullo Stretto di Messina ‘segnalava che l’antenna potrebbe interferire con lo stato di salute della stessa, portatrice di valvola aortica con impianto meccanico e che, quindi, non può esser esposta a onde e campi elettromagnetici’. Da qui, precisa l’atto firmato da Maria Grazia Richichi (primo cittadino di Villa San Giovanni), si è opportunamente dedotto che ‘bisogna acquisire idonea documentazione tecnica […] eseguire i necessari accertamenti tecnici che escludano qualunque tipo di interferenza fra l’impianto radio base e l’impianto meccanico sostitutivo della valvola aortica’”.

E’ il primo provvedimento adottato da un sindaco a tutela di un cittadino malato che potrebbe subire conseguenze negative per la propria salute. ” La riprova – leggiamo sempre su Oasi Sana – di come le numerose diffide (anche legali) sinora prodotte da molti elettrosensibili e malati ambientali, oncologici o cardiopatici preoccupati per l’avanzata del wireless di quinta generazione, siano in grado di sortire effetti sui sindaci, depositari finali della tutela della salute pubblica sul territorio amministrato”.

Si tratta di un precedente importantissimo che può aprire la strada ai cittadini italiani di buona volontà che si battono contro il 5 G.

Fino a quindici giorni fa i Comuni italiani contrari al 5 G erano 220. Oggi sono a quota 229 (potrebbero essere aumentati, visto che crescono da un giorno all’altro). Nonostante la malapolitica del nostro Paese, in buona parte prona agli interessi delle multinazionali di questo settore, la gente si ribella. E si ribellano i sindaci che, ovviamente, non possono restare insensibili alla protesta dei cittadini.

Noi seguiamo con attenzione la legittima protesta dei cittadini che si ribellano a questa ennesima prepotenza. Abbiamo già pubblicato, ad esempio, l’elenco dei Comuni siciliani che hanno già detto “No” al 5 G. E anche la denuncia inoltrata alla Procura ella Repubblica di Roma contro il 5 G da parte del senatore Saverio De Bonis. 

Oggi diamo notizia di altri due Comuni italiani che hanno iniziato una battaglia civile contro il 5 G. Cominciamo con Formia, Comune di poco meno di 38 mila abitanti nel Lazio.

Leggiamo su Il Faro, quotidiano telematico del Mediterraneo:

“Formia invasa dal 5G? Forse. Dopo il caso dell’antenna a Gianola (frazione di Formia ndr), esploso prima del Coronavirus, a fine Febbraio (leggi qui), sul piede di guerra, stavolta, ci sono i residenti di Santa Croce, che stanno portando avanti una petizione per impedire l’installazione di un’antenna in via Ugo La Malfa”.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Formia sindaco di Formia, Paola Villa, che ha predisposto la demolizione dell’antenna di Gianola.

La situazione, a Formia, è in divenire. Non c’è un “No” al 5 G, ma per piazzare un’antenna in questo Comune bisognerà dimostrare la mancanza di copertura. Nessuna opposizione ideologica, ma – almeno per ora – la richiesta che l’opera sia di pubblica utilità.

“Gli stessi accertamenti che abbiamo portato avanti per l’antenna di Gianola – dice in sindaco di Formia – ora li stiamo svolgendo per l’antenna di Santa Croce, con la consapevolezza che le zone periferiche della nostra città sono tuttora oggetto di particolare interesse da parte delle compagnie telefoniche”.

Battaglia civile anche a Portogruaro, Comune veneto di quasi 29 mila abitanti dell’area metropolitana di Venezia. In questa cittadina è esplosa una polemica per l’installazione di un’antenna 5G di iliad a due passi dalla  stazione ferroviaria. E’ la seconda antenna che spunta in questo Comune tra le proteste dei cittadini.

Notizie più dettagliate le trovate in questo articolo di Universo free.

Il “No” al 5 G arriva anche da Nocera inferiore, Comune di oltre 45 mila e 500 abitanti della provincia di Salerno. La notizia la leggiamo su LA RED:

“Stop al 5G a Nocera Inferiore. Il sindaco Manlio Torquato ha emanato un’apposita ordinanza nel pomeriggio di oggi. Non sarà possibile fare sperimentazioni o installare apparecchiature sull’intero territorio comunale”.

Si applica insomma il Principio di precauzione.

“Il Comune – leggiamo sempre nell’articolo di LA RED – ha quindi richiesto al Ministero della Salute direttive scientificamente aggiornate, in merito all’incidenza sulla salute pubblica delle radiofrequenze 5G. L’ordinanza trae spunto dalla nuova classificazione della cancerogenesi delle radiofrequenze, annunciata dall’International Agency for Research on Cancer“.

Ne approfittiamo per parlare di Palermo e Catania, due Comuni che hanno autorizzato l’installazione del 5 G. I cittadini e i Consigli comunali non hanno nulla da dire?

Lasciando perdere il Movimento 5 Stelle ormai alla deriva, ci chiediamo e chiediamo: possibile che a Palermo e a Catania non ci siano cittadini che protestano contro questa prepotenza tecnologica? Possibile che nei rispettivi Consigli comunali siano tutti d’accordo?

Rifondazione comunista di Palermo, per esempio: anche loro sono d’accordo con il 5 G?

 

QUI L’ARTICOLO DI OASI SANA 

Foto tratta da The Italian Times

 

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