Beni culturali e turismo: due scommesse da vincere. Il programma di Franco Busalacchi (cap.15)

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C’ è un nesso organico che lega risorse ambientali e beni culturali e tante le opportunità per lo sviluppo che esse offrono al sistema economico siciliano

Proseguiamo con la pubblicazione del programma del candidato alla Presidenza della Regione siciliana, Franco Busalacchi. Qui potete leggere il suo curriculum). Sotto, in allegato, trovate i capitoli precedenti

La Sicilia, scriveva Maupassant nel suo “Viaggio” è un “divino museo d’architettura”.
Sono consapevole del nesso organico che lega risorse ambientali e beni culturali e delle opportunità per lo sviluppo che esse offrono al sistema economico siciliano. Le iniziative vanno sviluppate in ambiti determinati, all’interno dei quali le azioni di recupero e valorizzazione ambientali, di protezione e promozione del patrimonio culturale siano finalizzate alla definizione e alla fruizione di itinerari tematici o territoriali, di un prodotto turistico cioè in grado di raggiungere i diversi segmenti della domanda turistica, contribuendo al contempo ad ampliare gli stretti confini della stagionalità.
Gli obbiettivi specifici individuati sono;

Salvaguardia del patrimonio culturale;

Sistematizzazione delle conoscenze e miglioramento della loro diffusione finalizzata; alla tutela, fruizione culturale e valorizzazione turistica;
Miglioramento dell’accessibilità dei beni attraverso il sostegno ad applicazioni tecnologiche e servizi avanzati di informazione e comunicazione;
Miglioramento dell’efficienza dei servizi e introduzione dei modelli gestionali innovativi.

Recupero e fruizione del patrimonio culturale ed ambientale con particolare riferimento a:

Circuiti museali;
Sistema delle biblioteche
Circuito delle aree archeologiche
Circuito monumentale.

Turismo
La piccola Islanda con appena 300.000 abitanti, ospita ogni anno 1.800.000 turisti! All’aeroporto di Palma de Maiorca atterra un charter di turisti al minuto! Quindi si può fare! E quello che si può fare si deve fare.
Come?
Con:
– l’adeguamento dell’offerta alle esigenze del mercato della domanda;
-il miglioramento delle performances del sistema turistico siciliano;
– l’incremento della produttività degli investimenti;
– l’attivazione di procedure di auditing;
– l’incremento dell’efficacia commerciale del sistema turistico;
– l’incremento dei flussi turistici
-il riposizionamento del prodotto turistico regionale;
-il confezionamento di un’immagine capace di intervenire sulle motivazioni dei potenziali turisti;
-lo sviluppo della “cultura dell’ospitalità’’ nelle popolazioni residenti;
-il rafforzamento della filiera dell’offerta turistica siciliana;
-la diversificazione dell’offerta
-la destagionalizzazione
-la promozione delle tradizioni culturali locali.
Un impegno particolare sarà dedicato alla creazione, valorizzazione e fidelizzazione di eventi di particolare valore e significato culturale identitario e di attrazione turistica.

Nel corso dell’anno solare saranno prodotti 12 eventi, uno per ciascuna provincia e/o città capoluogo,uno per ciascun mese, della durata di una settimana. A questi si affiancheranno eventi di valenza territoriale comunale o infracomunale.

Franco Busalacchi: ecco il mio programma per governare la Sicilia (parte prima)
Franco Busalacchi: reddito di cittadinanza e lotta alle mafie. Ecco il mio programma (parte seconda) 
Tra Autonomia e democrazia negata: il programma di Franco Busalacchi (parte terza)
Dalla burocrazia al precariato: il programma di F. Busalacchi in pillole (parte quarta)
“Ecco la mia sfida allo Stato”: il programma di Franco Busalacchi (parte quinta)
Ecco come risollevare la nostra economia: il programma di F. Busalacchi (parte sesta)
“Alta Corte e riduzione al 30% delle indennità dei politici”: il programma di Franco Busalacchi (parte settima)
La riforma della PA e la fine del precariato: il programma di Franco Busalacchi (cap. 8)
“Ricominciamo dalla scuola”: il programma di Franco Busalacchi (cap.9)

Infrastrutture in Sicilia: dalla teoria alla pratica. Il programma di Franco Busalacchi (cap.13)

 

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  • Il turismo islandese l’abbiamo seguito noi come asset strategico oltre a quello del traffico aereo con la nascita di Ryanair. Maiorca come parte della Spagna si sono affidati a noi, ma essendo latini hanno voluto provare a sbagliare e ci sono riusciti alla grande. Maiorca è stata privata della sua identità per cui è divenuta tedesca. Sulle seconde case hanno puntato facendo dei disastri. Ricordo in una conferenza stampa a Madrid che mi chiesero cosa ne pensavo delle Costa del Sol e di Marina d’Or. Dissi che avrebbero dovuto raderle al suolo. Forse ora hanno capito cosa intendevo dire, non solo del consumo del suolo come è di gran moda dire, ma un patrimonio immobiliare mostruoso che nessuno vuole più comprare ne affittare per cui resta deserto.
    https://youtu.be/1g4vNH5Qxrg
    Le grotte di Lascaux
    Sono state scoperte nel,1940, nella Francia sud occidentale vicino al villaggio di Montignac nella Regione della Dordogna. Per preservarle dai visitatori che avrebbero compromesso il microclima danneggiando i pigmenti dei dipinti effettuati 20.000 anni prima, si ricostruì copia della grotta, utilizzando sofisticati software e scannerizzatori laser, allocandola poco distante. Prendendo spunto da questo punto di attrazione come potrebbe essere una chiesa, un monumento, il passaggio di un personaggio famoso o di un evento infausto, si è costruita attorno, una comunità che ha potuto valorizzare i prodotti e luoghi locali, mettendoli a sistema con il Governo centrale, all'epoca del Generale De Gaulle e con i villaggi vicini e lontani. Questo ha consentito che i nativi ed i nuovi arrivati, presidiassero e sviluppassero quei numerosi borghi, villaggi e luoghi straordinari (36.000 Comuni) creando sviluppo e molti posti di lavoro anziché abbandonarli come da tempo, sta accadendo in Italia. Non ricavando risorse economiche pubbliche (imposte e tasse) con la creazione di una economia reale che il turismo oculato può portare, le amministrazioni pubbliche, non possono fare manutenzione per cui il patrimonio storico culturale è destinato a crollare così come il territorio. In preda al panico per la disoccupazione e per far vedere che qualcosa si sta facendo, gli sprovveduti amministratori pubblici spendono le rimanenti risorse economiche per promuovere il turismo, anziché impiegarne poche per un piano strategico che chiameremo di riflessione per creare turismo con chi nel mondo (pochi) hanno dimostrato di saperlo fare. Arrivano i turisti a frotte rovinando quel che è rimasto ed altri che non torneranno più per quello che non hanno trovato. Il territorio muore e così i pochi rimasti. La classe emergente viene rappresentata dalle onoranze funebri, dalle farmacie e dai medici che però sono pagati dai contribuenti per cui tutto implode su se stesso in quella che viene chiamata crisi, anziché incapacità di amministrare la cosa pubblica. Visto che non si riesce a pagare gli stessi stipendi di quegli amministratori pubblici grazie al loro operato di demolizione del tessuto sociale, cosa si fa? Le multe naturalmente, a quegli automobilisti che detengono, un'auto perché potrebbe servire per andarci a dormire. Dalla città ideale siamo passati alle città trappole.

  • Ho creato turismo in molti Paesi nel mondo e mi chiedo quando in Italia si darà una corretta interpretazione su cosa significa Turismo anziché andare a tentoni. Propongo una mia esperienza sul campo desunta da un mio scritto: https://www.bookrepublic.it/book/9788868556488-turismo/ la cui Francia è presa come esempio a livello internazionale che come esperienza vorrei riproporre da tempo in Italia.

    Nel sistema francese, lo sviluppo del territorio è di competenza dello Stato che ne ha l’indirizzo e la regia. Tutto ciò si fonda su delle leggi, dei regolamenti e un budget deciso a livello nazionale, innescando un processo virtuoso attraverso il quale si creano dei meccanismi contrattuali che trovano applicazione su tutto il territorio nazionale. Per quanto riguarda l’Unione Europea, la stessa interviene sempre più nello sviluppo delle regioni attraverso la sua politica regionale in stretta collaborazione con le autorità francesi.
    Questo doppio movimento di decentramento e integrazione europea, ha portato la Francia a coinvolgere a tutti i livelli l’organizzazione territoriale nella politica di pianificazione del territorio. In Sicilia questo non avviene perché “Risultano finanziate 209 operazioni con un impegno complessivo pari a euro 95.596.965,18 e pagamenti effettuati per euro 71.620.309,98, non ancora certificati”. Evidenziando che “nella maggior parte dei casi, la promozione territoriale è stata intesa in senso unidirezionale, come insieme disomogeneo e frammentato di attività sporadiche di tipo tradizionale, senza una visione territoriale strategica unitaria”.
    Quanto sopra in tutta Italia. Sono anni che lo vado dicendo, lo conosco bene perché siamo noi che contribuiamo a scrivere le direttive europee, ma se scrivo agli assessori o al Governatore, nessuno mi risponde, questo è il risultato.
    Lo sviluppo dei territori e la terra in particolare, sono visti concettualmente come di appartenenza dei cittadini che nel rispetto delle regole la vivono come una cosa dinamica che genera profitto a vantaggio di tutti. E’ da lì che è partita la politica delle campagne per impedirne lo spopolamento, per cui si è incentivato il mondo giovanile sin dagli anni ’50, non solo a rimanere, ma a far sì che quelli che vivevano in città si spostassero nelle campagne a fronte di forti incentivi per creare i presupposti di una occupazione, resa possibile da uno o più progetti strategici da agganciare al futuro dei giovani.

    Questa è la ragione per la quale non troverete una casa sfitta nei numerosi comuni francesi che ricordo sono oltre quattro volte tanto quelli italiani. Come non troverete luoghi resi deserti dalle seconde case. Il turismo è dinamismo e non deserto, ma costituito da piccole attività e di genti che in quei luoghi ci vivono e li presidiano, ammortizzando qualsiasi tipo di crisi perché hanno l’orto e la legna fuori casa. Se il turista arriva bene, in caso contrario passerà quando il vino o il formaggio è ancor più buono perché invecchiato.

    Non si può fare un politica a parole come spesso sento dire da anni sulla destagionalizzazione del turismo o sull’abbandono delle campagne. Incentivi significava decentrare le attività fuori dalle città per evitare il pendolarismo e i paesi dormitorio che generano degrado e abbandono.

    Ho assistito a questo tipo di pianificazione territoriale, effettuata sui territori di tutta la Francia e in particolare nella zona di Troyes e di Le Puy in relazione ai piani quinquennali derivanti da un piano strategico nazionale molto bene articolato come avrei voluto vedere un giorno in Italia. Ricordo quanti giovani come me, amanti della natura che dalla città si spostavano per andare in quei remoti paesini di campagna per allevare gli animali e raccogliere mirtilli, in quei luoghi che da lì a poco, si sarebbero rivitalizzati perché sarebbe arrivato il turismo, quello vero, a sistema che avrebbe dato lavoro e non spopolato quel territorio per la mancanza di un presidio. L’artefice di questo “miracolo” rispetto al nostro annunciato declino che ci ha fatto tornare indietro di cinquant’anni ovvero mai ci ha fatto partire, è Eugène Claudius-Petit che ha portato la sua politica dello sviluppo sui piani quinquennali voluti dal Generale De Gaulle nel 1950.

    Consiglio di prendere visione del filmato sulle grotte di Lascaux di cui sopra di Montignac e la loro storia. Partendo da quelle si è sviluppata tutta la Dordogna rivitalizzando le Regioni accanto. Questo ha consentito di creare presidio, sviluppo e occupazione tutto l’anno perché si è intervenuti in maniera appropriata sulle leggi per favorire il turismo, legandolo all’Urbanizzazione, ai trasporti e all’occupazione. Ora siamo ancor più favoriti con l’informatica per cui lo sviluppo della Sicilia per noi sarebbe un gioco da ragazzi se con noi avessimo i siciliani.
    http://www.forumpachallenge.it/soluzioni/un-nuovo-rinascimento-italiano

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