22
Giu
2017
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Tutela del territorio: basta con la logica predatoria. Il programma di Franco Busalacchi (cap.14)

I capitoli del bilancio della Regione che riguardano la prevenzione sono pressoché privi di stanziamenti. Si va avanti con interventi emergenziali. E c’è sempre chi sguazza sulle emergenze… Bisogna ripartire da zero. Ribaltando l’approccio…

Proseguiamo con la pubblicazione del programma del candidato alla Presidenza della Regione siciliana, Franco Busalacchi. Qui potete leggere il suo curriculum). Sotto, in allegato, trovate i capitoli precedenti

Affrontare il tema dell’ambiente nella nostra regione significa dover fare i conti e quindi rivoltare dalle fondamenta l’approccio perverso con cui la politica regionale, da sempre, e nella sua quasi totalità lo affronta. Infatti se facciamo una piccola indagine sui capitoli del bilancio della Regione che riguardano la prevenzione, ci accorgiamo che essi sono pressoché privi di stanziamenti. La prevenzione non è una priorità. Perché la prevenzione è programmazione, è lei che detta le priorità,oggettivamente, in ragione delle zone più o meno a rischio in cui occorre intervenire.
Le risorse invece sono concentrate, pronte e calde, nei capitoli di bilancio relativi agli interventi emergenziali e di urgenza. Quegli interventi, cioè, liberi da ogni procedura di garanzia, quelli, per capirci, ai quali si riferivano, torcendosi dalle risate in una memorabile intercettazione, al tempo del terremoto de L’Aquila, le canaglie che sull’emergenza ci guazzano. Rovesciare questa logica predatoria non sarà facile, ma niente è facile in questa nostra Regione.

Eppure questa tipologia di interventi è quella che,senza effetti speciali, elicotteri, colonne di salvatori, cani e volontari, salva le vite non nella tempestività dei soccorsi, che non ripristinano mai gli effetti delle tragedie, ma nella messa in sicurezza e nell’ approntamento di presidii difensivi strutturali. E cosa da non trascurare, danno lavoro, tanto lavoro. Le opere di prevenzione, di mitigazione del rischio, di ripristino ambientale di messa in sicurezza da eventi dannosi costituiscono lavoro permanente, un lavoro che non finisce mai. E’ come la manutenzione ad esempio del ponte di Brooklyn. Ogni mattina, da quando è stato messo in esercizio e per tutte le mattine del mondo squadre di operai, maestranze qualificate e specializzate, si arrampicano sulle campate e tengono a specchio quella magnifica struttura. Questa è la regola. E questo faremo.

La “risorsa ambiente’’ dunque riveste una particolare importanza per la promozione di politiche di sviluppo della Regione siciliana in quanto, in forza della sua diffusione e diversificazione nell’ambito territoriale regionale, una sua attenta valorizzazione può rappresentare un volano per la ripresa civile, economica e d’immagine della Sicilia.

Le azioni programmatiche sulle quali deve essere incardinata prioritariamente la politica ambientale regionale riguardano i seguenti obiettivi specifici.

1-Difesa del suolo e protezione della fascia costiera

-la messa in sicurezza delle strutture e degli insediamenti che risultano a rischio idrogeologico, da conseguire attraverso l’attuazione delle disposizioni relative alla perimetrazione delle aree a rischio androgeologico;
-la predisposizione degli strumenti di pianificazione a livello di bacino, anche mediante le forme semplificate ed accelerative introdotte con il D.L n. 180/98, previa individuazione del soggetto competente;
-la compatibilità ambientale e la coerenza degli interventi con i programmi e gli strumenti di pianificazione;
-la protezione e la salvaguardia dei litorali sabbiosi, con interventi prioritari nel litorale tirrenico messinese;
-l’elaborazione di una legge organica sulla difesa dei litorali e la definizione del piano regionale di difesa delle coste;
-la protezione e la salvaguardia delle superfici boschive e delle aree degradate.

2-Aree naturalistiche

-chiudere il processo di primo impianto delle aree protette attraverso interventi di perimetrazione, di tabellazione sentieristica e acquisizione dove necessario;
-costruire il tessuto di relazioni fondato sulla partecipazione di soggetti istituzionali e, di fatto, per la promozione di iniziative di sviluppo locale finalizzate alla valorizzazione delle risorse endogene.

Franco Busalacchi: ecco il mio programma per governare la Sicilia (parte prima)
Franco Busalacchi: reddito di cittadinanza e lotta alle mafie. Ecco il mio programma (parte seconda) 
Tra Autonomia e democrazia negata: il programma di Franco Busalacchi (parte terza)
Dalla burocrazia al precariato: il programma di F. Busalacchi in pillole (parte quarta)
“Ecco la mia sfida allo Stato”: il programma di Franco Busalacchi (parte quinta)
Ecco come risollevare la nostra economia: il programma di F. Busalacchi (parte sesta)
“Alta Corte e riduzione al 30% delle indennità dei politici”: il programma di Franco Busalacchi (parte settima)
La riforma della PA e la fine del precariato: il programma di Franco Busalacchi (cap. 8)
“Ricominciamo dalla scuola”: il programma di Franco Busalacchi (cap.9)

Infrastrutture in Sicilia: dalla teoria alla pratica. Il programma di Franco Busalacchi (cap.13)

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2 Responses

  1. Romeo

    La tutela del territorio non può fare a meno di confrontarsi con l’abusivismo edilizio. Secondo me, bisogna essere realisti e….coraggiosi.
    In Sicilia, per anni, le amministrazioni hanno fatto finta di non vedere o, peggio, talvolta hanno anche incoraggiato costruzioni e modifiche di immobili che non avrebbero potuto venire realizzate.
    E allora? Il coraggio e il realismo possono concretizzarsi in una legge regionale che sani (….sissignori, sto parlando di SANATORIA, parola che sembra diventata un tabù oggi) con opportune prescrizioni e limitazioni condivise con gli Enti locali e a TITOLO ONEROSO ad esclusivo carico dei responsabili, le costruzioni e/o gli ampliamenti abusivi realizzati.
    Gli oneri così raccolti servirebbero a finanziare l’abbattimento di tutto ciò che, obiettivamente, non può venire sanato e/o a migliorare la fruizione delle coste e degli arenili per la collettività.
    Con il buon senso del “padre di famiglia” e con buona pace di tanti pseudo ambientalisti da strapazzo.

  2. Caro Romeo,il suo ragionamento è pieno di buonsenso. Io aggiungerei una considerazione Non può esservi sanatoria nelle zone a rischio. Per esempio le case costruite sul letto di torrenti o in zone collinari franose, vanno abbattute. Nessun decreto di sanatoria fermerà mai l’acqua o un frana….

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