Ecco come risollevare la nostra economia: il programma di F. Busalacchi (parte sesta)

Ecco come risollevare la nostra economia: il programma di F. Busalacchi (parte sesta)
18 aprile 2017

Proseguiamo con la pubblicazione del programma del candidato alla Presidenza della Regione siciliana, Franco Busalacchi. Che, in questo capitolo, riassume le principali criticità del sistema economico e sociale ed elenca gli obiettivi macroeconimici

Le principali criticità del sistema economico e sociale regionale possono essere sinteticamente ricondotte ai seguenti punti:
-alta incidenza della disoccupazione e del precariato;
-marginalità e dipendenza dall’esterno;
-bassi standard di vita civile e associata;
-forte squilibrio tra entrate e spese del bilancio regionale e patologico rapporto tra spese correnti e spese in conto capitale;
– scarsa efficienza del sistema pubblico regionale.
Il mercato del lavoro regionale continua a segnalare una situazione strutturalmente gravissima. Il tasso di disoccupazione alla fine dell’anno scorso risultava del 25.2%, ancora in lieve crescita rispetto a 12 mesi prima; con l’attuale scenario economico, è prevedibile l’ulteriore aumento di tale livello di disoccupazione per tutto il 2017.

Franco Busalacchi

Dalla lettura dei principali indicatori economico-sociali, emerge la posizione di marginalità dell’economia siciliana caratterizzata dal forte squilibrio esistente tra il peso demografico della nostra Regione e le performance economiche che invece essa esprime.
Un altro aspetto critico riguarda la composizione della produzione regionale. Emerge con evidenza, con il peso preponderante del terziario e quello invece scarso dell’industria in senso stretto, un tessuto produttivo debole, scarsamente interconnesso al suo interno, e la presenza di tipologie produttive rivolte principalmente al mercato locale ed a bassa produttività.
Collegato a tali aspetti appare il problema della dipendenza dell’economia siciliana dal resto del mondo. Un saldo permanente negativo, infatti, accompagna gli interscambi effettuati con il resto d’Italia e con l’estero, segnalando cosi un deficit di produzione interna.
Non dobbiamo però non sottolineare alcuni fenomeni fortemente innovativi dal punto di vista qualitativo come l’esistenza di alcune realtà imprenditoriali innovative ed aperte all’esterno, il rafforzamento di alcune aree a produzione diffusa, il dinamismo di alcune aree agricole.
Tra i punti di disagio sociale e di disgregazione della convivenza – oltre alla piaga della disoccupazione e di un mercato del lavoro asfittico – occorre riconoscere che il degrado urbano e la carenza degli standard civili di vita in generale su tutto il territorio regionale hanno giocato un ruolo frenante dei processi più positivi appena richiamati. La carenza di verde pubblico, i guasti dell’abusivismo, l’inquinamento ambientale, le difficoltà nell’assicurare un’assistenza sanitaria efficiente e la crescente problematica della raccolta e del trattamento dei rifiuti costituiscono fattori negativi che ostacolano l’instaurarsi di un processo di crescita socio-economica sostenibile.
Non si possono comprendere i nodi dello sviluppo regionale siciliano senza il corretto apprezzamento di una delle rilevanti anomalie della Sicilia nel panorama nazionale: i flussi di spesa pubblica in rapporto alle grandezze economiche regionali.
La spesa per servizi collettivi pubblici rappresenta il 23% circa del valore aggiunto prodotto in Sicilia (14% a livello nazionale)

GLI OBIETTIVI MACROECONOMICI

L’obiettivo generale del Programma prevede la riduzione significativa del divario economico-sociale tra la Sicilia e il resto d’Italia, attraverso l’accrescimento della competitività di lungo periodo, e la creazione di condizioni di accesso pieno e libero di lavoro e in particolare:
Di conseguire entro la fine della prossima legislatura un tasso di crescita dell’Isola pari al doppio di quello medio dell’UE;
Di ridurre drasticamente il disagio sociale.
Parallelamente l’obiettivo primario del Patto di Stabilità interno è quello di ridurre progressivamente il disavanzo del Bilancio regionale
Questa la strategia che intendo mettere in atto per partecipare al processo di convergenza nazionale.
La prima finalità andrà perseguita attraverso un più razionale utilizzo delle risorse finanziarie disponibili. L’incremento della spesa in conto capitale rispetto a quella corrente, il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi, la riconversione dell’occupazione regionale indiretta (precariato, LSU, forestali, ecc.). l’incremento degli investimenti in opere e servizi pubblici da parte del capitale privato.
Per quanto riguarda la seconda finalità,ci si propone di massimizzare l’occupazione stabile nei settori produttivi dell’industria e dei servizi, non trascurando l’apporto aggiuntivo dei lavoratori temporanei impiegati nel settore delle costruzioni.
La crescita economica e lo sviluppo del sistema produttivo regionale saranno perseguiti attraverso l’incremento del grado di utilizzazione delle risorse endogene e l’aumento degli investimenti, sia pubblici che privati, nei settori ad alto tasso di internalizzazione (ad es. agro-alimentare, turismo, ecc.); parallelamente occorrerà puntare all’aumento delle esportazioni regionali ed all’attivazione di partnership, con particolare riferimento all’ambito euromediterraneo.
Considerato che lo sviluppo regionale non è legato esclusivamente a fattori di tipo economico e territoriale, e che la coesione sociale è messa in crisi dell’insicurezza sociale, dal degrado civile e dall’alto tasso di criminalità presenti in Sicilia, il miglioramento della qualità della vita associata informerà le azioni programmatiche attraverso la valorizzazione del terzo settore, la promozione di politiche inclusive per le fasce deboli, il miglioramento delle infrastrutture sanitarie e la realizzazione di quelle condizioni che consentano un pieno inserimento nel mercato del lavoro soprattutto della componente femminile.

continua…

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