Anche in Senato il PD (e annessi) condanna la Sicilia. I NOMI

Anche in Senato il PD (e annessi) condanna la Sicilia. I NOMI
2 agosto 2016

Palazzo Madama approva l’accordo truffa firmato da Crocetta con il Governo nazionale. I soliti ascari siciliani hanno partecipato al voto dando forza alla maggioranza e avallando una intesa incostituzionale e ingiusta

Nessuna sorpresa. Ma il fatto resta grave: anche in Senato il PD con la complicità dei senatori eletti in Sicilia di questo partito, ma anche di UDC e NCD, condanna la Sicilia ad essere frodata e depredata.  Stamattina, infatti, l’Aula di Palazzo Madama ha approvato il ‘ddl n. 2495 di conversione del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio’.

Il provvedimento, come ormai sappiamo, all’articolo 11 include l’accordo scellerato firmato dal Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta con il governo nazionale che oltre a stravolgere le previsioni statutarie in tema di tributi (fatto incostituzionale visto che lo Statuto si potrebbe modificare solo con una legge costituzionale) prevede anche la seconda rinuncia ai contenziosi con lo Stato. Soldi cioè che la Sicilia potrebbe incassare grazie a pronunciamenti favorevoli della Corte Costituzionale e che invece Crocetta, con l’aiuto dei 43 ascari dell’Ars, ha deciso di regalare a Roma.

Dell’accordo vi abbiamo parlato ampiamente (in allegato trovate alcuni articoli). In questa sede vogliamo soltanto ricordarvi che si tratta di una vera e propria truffa: apparentemente ci viene riconosciuta una parte di Irpef (una percentuale ridicola) che si traduce negli ormai famosi 500 milioni. In realtà si tratta di risorse che confluiranno in un fondo gestito dalla tesoreria statale, che potranno essere usati solo in assenza di altri fondi e che andranno reintegrati. Una presa per i fondelli: i 500 milioni  potranno essere usati “solo per esigenze indifferibili legate, in caso di carenza di altra liquidità disponibile, esclusivamente al pagamento delle competenze fisse al personale dipendente e delle rate di ammortamento di mutui che scadono nello stesso esercizio finanziario. È comunque previsto l’obbligo di reintegro, nel medesimo anno, con il gettito rinveniente dalle entrate devolute”.

Anche in Senato l’opposizione è stata solo di M5S, Forza Italia e Sinistra italiana che avevano presentato emendamenti soppressivi. Anche in Senato- come già alla Camera- il Governo ha posto la fiducia e il provvedimento è passato con il si dei senatori siciliani PD, UDC e NCD.

Qui potete leggere i loro nomi

Qui sotto invece alcuni approfondimenti:

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