La Sicilia pugnalata dagli ‘ascari’: il ‘fiero pasto’ degli ‘Ugolini’ siculi, Crocetta e Ardizzone

La Sicilia pugnalata dagli ‘ascari’: il ‘fiero pasto’ degli ‘Ugolini’ siculi, Crocetta e Ardizzone
20 luglio 2016

In effetti, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e il presidente del Parlamento siciliano, Giovanni Ardizzone, dopo avere ‘incaprettato’ 5 milioni di Siciliani, meriterebbero un posto d’onore nella Divina commedia, in quella parte “ove tratta di quelli che tradirono coloro che in loro tutto si fidavano, e coloro da cui erano stati promossi a dignità e grande stato”. Una cosa comunque è certa: se questi due signori e il PD pensano che questa brutta storia finirà a tarallucci e vino si sbagliano. Di grosso

Perché non ci stancheremo  mai di denunciare il ‘Patto scellerato’ Renzi-Crocetta (qui trovate le tre puntate della nostra inchiesta). In effetti, volendo essere precisi, ci sono altri protagonisti di questo ‘Patto’ che affosserà i Siciliani, per esempio, l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, e – soprattutto – il presidente del Parlamento siciliano, Giovanni Ardizzone. 

Perché non ci stancheremo mai di denunciare questa storia? Perché, come dice Otello, chi non sa di essere derubato è come se non lo fosse.

E invece noi Siciliani, in forza di un disegno criminoso, messo in atto da dei veri e propri criminali, stiamo subendo un torto storico. Il furto del futuro dei nostri figli e nipoti.  

Noi ci sentiamo addosso una grande responsabilità. Nel silenzio più assoluto dell’informazione di regime – stampa e Tv – siamo stati tra i pochi che abbiano scoperto, compreso e denunciato questo disegno che oggi è di dominio pubblico. Tutti i siciliani devono essere messi in condizione di sapere. Sia il crimine che i colpevoli. E’ il nostro impegno.

Tra Roma e Palermo ce n’è per tutti i gusti. I nomi li sapete, le circostanze pure. Non ci resta che delineare una graduazione delle responsabilità di ciascuno, distinguendo tra chi ha agito da protagonista, chi da comprimario, chi da comparsa e chi, infine, da figurante.

Siamo alle battute finali. Dopo la Commissione Bilancio della Camera, che ha dato parere favorevole all’approvazione del ‘Patto’ (vi diamo qui i dettagli), sarà la volta definitiva della stessa Camera dei deputati che, nel plenum, sarà chiamata ad approvare la norma.

La circostanza, richiamata dal relatore della Commissione Bilancio di Montecitorio, che, se a Roma si sta procedendo, è perché una volontà precisa, in questo senso, è stata espressa dall’Assemblea regionale siciliana, scolpisce per sempre le responsabilità di un uomo solo, il solo che poteva evitare tutto questo e che non l’ha fatto: parliamo di Giovanni Ardizzone, cioè, del Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, il quale aveva la scienza, la conoscenza, il potere e quindi il  dovere di impedire che quel ‘Patto scellerato’ avesse ingresso nel Parlamento dell’Isola e fosse poi votato da comprimari e figuranti.

Quest’uomo si assume la responsabilità storica di avere aperto la diga, di aver consegnato al nemico la città. Se lo ricordino i Siciliani e i messinesi quando quest’uomo andrà per riscuotere i 30 denari.

E il presidente della Regione, Rosario Crocetta?, mi chiederete. Sapesse almeno che è vivo, sapesse almeno dov’è; se sapesse almeno che cosa ci fa qui, che cosa sta facendo avrebbe le sue colpe. Ma purtroppo per noi, se lo chiamassero a rispondere dei suoi atti, qualunque medico lo scagionerebbe per manifesta irresponsabilità. Lasciamo stare. Che ne può sapere Crocetta di tradimenti di un popolo? Di violazione del mandato? Di spergiuro? Lui è convinto…

Ricordiamo che tradire viene dal latino tradere che significa consegnare. Come Giuda consegnò Gesù ai soldati romani, così Crocetta e Ardizzone hanno consegnato la Sicilia ai suoi nemici romani.

Esaminiamo  il comportamento di molti dei protagonisti di questa squallida storiaccia. Non vi viene il sospetto che di vero tradimento non si tratti? Per tradire una fede occorre avere una fede. Chi non ha una fede non tradisce. Così si giustificava la super spia inglese Blunt che, sentendosi comunista, non si riteneva un traditore del suo Paese, l’Inghilterra.

Vi sembrano i giuda regionali e nazionali, di cui questo blog vi ha dato i nomi, gente che abbia una fede quale che sia, o che piuttosto non coltivino soltanto un interesse personale? Ci riferiamo ai 43 ‘ascari’ del Parlamento siciliano che hanno votato Sì al ‘Patto scellerato’ inserito nella legge regionale di variazioni di Bilancio 2016 (qui potete leggere i nomi di questi 43 deputati regionali).

Vi sembra che questa gente, da Ardizzone e Crocetta a scendere, si possano considerare traditori? E di che cosa? Che cosa è per loro la Sicilia, la Regione, l’Autonomia, lo Statuto? Parole vuote, quello che conta per loro è il potere, la sua conservazione. Questa gente crede di essersi assicurato un futuro politico sotto forma di ricompensa.

Crocetta avrò una candidatura in un collegio “sicuro”, Ardizzone diventerà sindaco metropolita archimandrita di Messina,  al culmine di una luminosa e illuminante carriera, e tutti gli altri saranno piazzati in sinecure (leggi consigli di amministrazione, presidenze di enti e società, associazioni e fondazioni) dove la loro mancanza di scrupoli li aiuterà a  tirare a campare e incassare il giusto premio per la loro accidiosa viltà.

Questi i “patticeddi”. E i Siciliani? Ancora una volta staranno a guardare? Credo proprio di no.

E dopo? Nessuno di loro andrà in Paradiso, anzi!

Mi piace pensarli tutti in Antenora, in quella parte dell’Inferno dove Dante colloca i traditori della patria, conficcati nel gelo eterno di Cocito, a rodersi reciprocamente il cranio come il conte Ugolino e l’arcivescovo Ruggeri…

aggiornamento:

Ecco chi potrebbe salvare la Sicilia (e non lo farà). I NOMI E LE FOTO

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