Ma dove li troverà la Regione siciliana 2,1 miliardi di euro? L’ombra del commissariamento?

Ma dove li troverà la Regione siciliana 2,1 miliardi di euro? L’ombra del commissariamento?
12 dicembre 2019

Domani si attende il giudizio di parifica della Corte dei Conti. Ma un dato è già noto: i disavanzi ‘ritoccati’ degli anni passati hanno portato i giudici contabili a invitare la Regione ad accantonare 2,1 miliardi di euro. Si tratta di una cifra enorme. Un taglio ai conti regionali che sarebbe impossibile gestire. I due passaggi che a noi sfuggono  

L’abbiamo scritto lo scorso 30 Settembre, l’abbiamo scritto di nuovo lo scorso 23 ottobre e lo ribadiamo oggi: la Regione siciliana rischia il commissariamento.

Domani, di certo, in occasione del giudizio di parifica del Bilancio regionale da parte della Corte dei Conti (che arriva con sei mesi di ritardo: cosa mai accaduta), ne sapremo certamente di più. Ma da quello che abbiamo letto qua e là in questi giorni e dai ‘numeri’ dei disavanzi noti da tempo noi giungiamo alla conclusione che l’attuale Governo siciliano e i 70 deputati dell’Assemblea regionale siciliana rischiano di andare a casa.

Magari non andranno a casa domani, ma entro la primavera del prossimo anno la possibilità che la legislatura del Parlamento dell’Isola si interrompa c’è. Motivo: l’impossibilità ‘politica’ di approvare la manovra economica e finanziaria 2020. A meno che chi gestisce i conti della Regione – che fino ad oggi in verità non ha brillato – non inventi qualche manovra di ‘ingegneria finanziaria’, come dicono gli esperti di questo settore.

Perché scriviamo questo? Perché i conti fatti dalla Corte dei Conti non lasciano molti margini di manovra al Governo e all’Assemblea regionale siciliana. La magistratura contabile, dopo aver calcolato i disavanzi degli anni passati ‘calcolati’ male, ha già stabilito che, per il 2019, Governo e Parlamento dell’Isola devono accantonare un miliardo di euro, mentre per gli anni che vanno dal 2014 al 2017 c’è da recuperare un altro miliardo e 100 milioni di euro. 

Oggi la Regione siciliana, sotto il profilo finanziario, è messa male: se non ci fossero i fondi europei e le risorse del Fondo di sviluppo e coesione e, magari, i fondi dei ‘Patti’ (là dove non si tratti di risorse presenti solo sulla carta) si troverebbe già in condizioni drammatiche.

Nelle condizioni attuali non crediamo sia impossibile accantonare 2,1 miliardi. Come già accennato, questo non è politicamente possibile, perché i sacrifici che verrebbero imposti agli ignari siciliani sarebbero incredibili! Altro che proroga dei precari approvata in queste ore da Sala d’Ercole!

In questa storia ci sono responsabilità del recente passato (tante) e qualche responsabilità del presente.

Le responsabilità del recente passato – con riferimento alla passata legislatura – sono legate alle entrate regionali ‘ripulite’ dai due ‘Patti scellerati’ siglati nel 2014 e nel 2016 dai Governi di Matteo Renzi e Rosario Crocetta e dall’eliminazione di oltre 5 miliardi di euro di entrate dal Bilancio regionale nel 2015. 

Ci sono due passaggi, in questa storia, che a noi sfuggono. Noi, infatti, non abbiamo le competenze dell’attuale assessore all’Economia, nonché vice presidente della Regione, Gaetano Armao, né le competenze dei giudici della Corte dei Conti.

Ma – lo ribadiamo – c’è qualcosa che non comprendiamo con riferimento ad Armao e ai giudici della Corte dei Conti.

Armao: come ha fatto l’assessore a farsi contestare un miliardo di euro sul 2018?

Corte dei Conti: come mai i problemi che iniziano nel 2014 vengono fuori solo ora?

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