La manovra sul gasolio agricolo: fare fallire gli agricoltori italiani e costringerli a vendere i terreni/ MATTINALE 407

La manovra sul gasolio agricolo: fare fallire gli agricoltori italiani e costringerli a vendere i terreni/ MATTINALE 407
24 settembre 2019

In Italia è cresciuta troppo la consapevolezza che tanti cibi esteri ci avvelenano. Così dalla UE è arrivata la ‘soluzione finale’: eliminare le storiche agevolazioni sul gasolio agricolo. Obiettivo: ‘ammazzare’ migliaia e migliaia di aziende agricole italiane perché, in questo momento, non c’è un’alternativa ecologica al gasolio. Un colpo definitivo al Made in Italy per aprire la porta a OGM, carne agli ormoni e ad altre ‘schifezze’. La manovra sul diesel del Ministro grillino Costa colpirebbe anche le marinerie italiane, i camionisti e gli automobilisti  

Il Governo Conte bis prepara una stangata per agricoltori, pescatori, camionisti e titolari di automobili diesel? Sembrerebbe proprio di sì. Il protagonista di questo ennesimo balzello è il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Sì, proprio lui, il governante grillino presentato come il grande ecologista che, però, in quattordici mesi di Governo con la Lega, non ha sfiorato nemmeno con un dito le trivelle autorizzate nel Mediterraneo dal Governo Renzi (per non parlare delle trivelle in terra nella Val di Noto).

Un personaggio veramente incredibile, questo Ministro Costa, che non solo fino ad oggi non ha fatto nulla per l’ambiente (a parte le chiacchiere), ma che, adesso, vorrebbe assestare un colpo durissimo agli agricoltori italiani, ai pescatori, ai camionisti e a tutti gli automobilisti che utilizzano le auto a diesel.

Ma andiamo con ordine.

AGRICOLTURA SETTORE PIU’ COLPITO – Cominciamo col dire che il settore più colpito da questa folle manovra sul gasolio sarebbe l’agricoltura. Noi utilizziamo il condizionale, perché se è vero che il Governo Conte bis, sul CETA, gode dell’appoggio di CIA e Confagricoltura, è anche vero che, sempre sul CETA, ha contro la Coldiretti, che potrebbe anche incassare l’appoggio di Italia Viva di Matteo Renzi, da sempre vicino alla stessa Coldiretti.

Non è esclusa – non appena questa manovra di materializzerà – una manifestazione nazionale degli agricoltori contro il Governo Conte bis e contro l’Unione Europea dell’euro che è l’ispiratrice di questa nuova trovata per distruggere l’agricoltura italiana.

Il Governo Conte bis deve fare ‘cassa’. Così ha già messo a punto l’IVA sulle patenti, la tassa sulle merendine, la tassa sulle bibite gassate, la tassa sul prelievo del denaro contante e poi la grande porcata contro il Sud: la tasse sui biglietti aerei.

AEREI: TASSA CONTRO IL SUD – La tassa sui biglietti aerei è una doppia porcata contro il Sud: Conte e compagni la vogliono introdurre per incentivare l’uso del treno: peccato che nel Sud i treni si contino sulla punta delle dita e che l’aereo, in tante aree del Mezzogiorno, sia l’unico mezzo di trasporto: così facendo il Governo Conte bis, nel silenzio generale, colpirebbe gli abitanti del Sud!

Ma la vera operazione svuota tasche è la riduzione delle agevolazioni sul diesel. Vediamo di che si tratta e, soprattutto, perché colpirebbe, in particolare, gli agricoltori. Questo – lo diciamo subito – si annuncia come il più feroce attacco dei grillini in versione alleati del PD contro il mondo agricolo italiano nel suo complesso.

L’obiettivo del Governo Conte bis è l’eliminazione di sussidi e agevolazioni nel nome della tutela dell’ambiente. Nel mirino del Governo è finito il gasolio. Obiettivo finale: equiparare il prezzo del gasolio a quello della benzina.

Da sempre gli agricoltori italiani godono di uno sconto sul diesel. Su questo carburante grava un’accisa pari a 617,40 euro ogni mille litri. In questo modo il prezzo al dettaglio si attesta intorno 1,50 euro al litro. Questo vale per circa 17 milioni di automobilisti.

Per gli agricoltori le agevolazioni sono maggiori. Il prezzo del gasolio agricolo gode di una tassazione meno pesante (il 22% dell’aliquota normale): ciò significa che il prezzo del gasolio agricolo oscilla tra tra i 0,75 e 0,90 euro al litro.

Nel complesso questi sgravi valgono un miliardo di euro.

Leggiamo su Trattori Web:

“Nella bozza del DL Clima c’è paradossalmente anche un attacco senza precedenti all’agricoltura più green d’Europa che rischia di mettere fuori mercato il Made in Italy rispetto ai partner europei e di condannare all’abbandono e al dissesto idrogeologico gran parte del territorio nazionale. E’ quanto denuncia il Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, in riferimento al provvedimento del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa”.

ANCHE I PESCATORI NEL MIRINO – Il provvedimento colpirebbe non soltanto gli agricoltori, ma anche i pescatori, ovvero i titolari dei motopescherecci. Per le marineria siciliane sarebbe un colpo durissimo, perché i pescatori di Mazara del Vallo, Porticello, Sciacca, Licata, Catania e via continuando, già alle prese con un mare sempre meno pescoso, con aree interdette alla pesca (vedere la guerra in Libia) e con le limitazioni alla pesca del Tonno Rosso del Mediterraneo (limitazioni truffaldine, inventate dalle multinazionali che fanno affari d’oro con il Giappone penalizzando le marinerie italiane con un Governo italiano che non ha né l’autorevolezza, né la capacità politica di difendere i pescatori del nostro Paese), riceverebbero il colpo finale.

Tornando all’agricoltura, la domanda è: perché il Governo Conte bis vuole penalizzare l’agricoltura italiana? Con molta probabilità, l’obiettivo è completare il processo di eliminazione della sovranità alimentare del nostro Paese, costringendo gli italiani a portare sulle proprie tavole prodotti agricoli esteri, spesso di pessima qualità (vedere il grano canadese e altro ancora).

Oggi l’agricoltura italiana, per l’Unione Europea dell’euro è troppo ‘verde’. E questo sta creando enormi problemi a chi esporta in Italia ‘immondizia alimentare’. I consumatori italiani, complice anche la filosofia del Km zero, fanno ormai i raffronti e, in tanti, si rifiutano di portare sulle proprie tavole le schifezze che arrivano dall’estero.

Pur con tutti i limiti legati a queste sigle, l’Italia è l’ unico Paese al mondo con 5155 prodotti alimentari tradizionali, 297 specialità Dop/Igp, 415 vini Doc/Docg. Per non parlare dell’agricoltura biologica, se è vero che in Italia ci sono oltre 60 mila aziende agricole che producono senza utilizzate concimi, pesticidi e, in generale, prodotti chimici di sintesi.

L’Italia, ormai, è un ostacolo per l’Unione Europea dell’euro che, in modo ipocrita, dice no agli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), ma intrattiene rapporti commerciali con i Paesi che fanno largo uso di OGM.

LA PORCATA DEL CETA – Il caso eclatante è rappresentato dal solito CETA, il trattato commerciale tra UE e Canada. In Canada (e negli Stati Uniti) gli OGM sono la regola. Tutto il mais e i derivati del mais che arrivano da questi Paesi sono targati OGM.

Ma come fa il Canada a riempire l’Eurozona di OGM se la UE ancora oggi li vieta? Non c’è che un modo: far ratificare il CETA da tutti i Paesi della UE e costringere i 500 milioni di cittadini europei a mangiare cibi OGM.

Se ci fate caso, sono le prime due cose dette dalla Ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, appena si è insediata: ratifica immediata del CETA e apertura agli OGM… 

Lo stesso discorso vale per la carne. Non è questa la sede per trattare questo tema. Quello che possiamo anticipare è che noi non abbiamo idea di che cosa utilizzano certi Paesi per alimentare gli animali. In Italia certe tecniche di allevamento sembrano irrispettose per la vita degli animali. Ebbene, quello che succede in altri Paesi è dieci volte peggiore rispetto a quanto avviene in Italia, con effetti deleteri sulla salute umana.

Un esempio su tutti: l’uso di ormoni. Ci sono Paesi che fremono per riempire l’Europa con le loro carni piene di ormoni (la carne che appena va in padella si riduce del 60-70%…). Ma per fare questo debbono travolgere i regolamenti che fino ad oggi – in alcuni casi, purtroppo, solo sulla carta (vedi il mais) – hanno tutelato i consumatori europei.

Torniamo così all’agricoltura italiana. Che, fino ad oggi, ha resistito e che, sia con la diffusione del Km zero, sia con la presa di coscienza di tanti consumatori (che, per esempio, cominciano a rifiutare la pasta industriale italiana prodotta con il grano duro canadese, le merendine prodotte con il grano tenero canadese, l’olio di semi mescolato con la clorofille spacciato per olio d’oliva extra vergine e via continuando), comincia a creare problemi a chi vuole portare sulle tavole degli italiani ‘immondizia alimentare’.

FARE FALLIRE MIGLIAIA DI AGRICOLTORI – A questo punto non resta che distruggere direttamente l’agricoltura italiana. A questo serve la manovra sul gasolio: togliendo le agevolazioni, gli agricoltori italiani, che si vanno organizzando puntando sulla qualità per fronteggiare gli effetti deleteri della globalizzazione dell’economia, verrebbero colpiti al cuore.

L’obiettivo è far fallire migliaia di aziende agricole italiane costringendo a vendere i terreni a soggetti esteri.

Come finirà? La Coldiretti nazionale non ci sta:

“Il gasolio – ricorda Ettore Prandini – è l’ unico carburante utilizzabile al momento per i trattori e tassarlo non porterebbe alcun beneficio immediato in termini di utilizzo di energie alternative a favore delle quali dovrebbe invece essere sviluppato un programma di ricerca e di sperimentazione per i mezzi agricoli”.

Con l’occasione, come già ricordato, verrebbe assestato un bel colpo anche alle marinerie italiane, che si toglierebbero di mezzo, facendo spazio alle marinerie estere che potrebbero prendere il posto delle nostre marinerie (di fatto, è quello che, come ricordato, è stato già fatto per la pesca del Tonno Rosso del Mediterraneo).

Sempre per l’occasione, il Governo colpirebbe anche i camionisti, che subirebbero un aumento dei costi per il trasporto.

E verrebbero anche colpiti i 17 milioni di automobilisti italiani che oggi utilizzano le auto a diesel.

Una bella manovra, Ministro Luigi Di Maio, non è vero? Vedremo, adesso, quanto voti il suo scalcagnato e sputtanato Movimento prenderà in Umbria…

Aggiornamento/ Agricoltura, pericolo caro-gasolio scongiurato? Si profila l’ombra della Patrimoniale che ‘ucciderebbe’ gli agricoltori

 

AGGIORNAMENTO 1: Comunicato della CIA:

“Il governo scongiuri il rischio eliminazione sgravi fiscali concessi al mondo agricolo per l’acquisto del gasolio agevolato. Cia-Agricoltori Italiani esprime così la sua forte preoccupazione alla circolazione delle ipotesi di decreto legge sul clima che potrebbe prevedere tra le altre azioni, anche lo stop agli incentivi per i carburanti agricoli. CIA è a colloquio con il governo (Mipaaf e Ambiente) per correggere il tiro. L’ipotesi, spiega CIA, inciderebbe pesantemente fino al 50% sulla spesa per le operazioni in campagna con costi inaccettabili che arriverebbero a sfiorare il miliardo di euro. Per questo stiamo sollecitando il governo perché si eviti questa grave stangata sul reddito agricolo. Allo stesso tempo chiediamo un intervento importante sul tema ricambio mezzi agricoli con la diffusione e il passaggio a macchine alternative e più tecnologiche.

AGGIORNAMENTO 2: L’intervento del senatore Saverio De Bonis, eletto in Basilicata nella lista del Movimento 5 Stelle, oggi vicino al Movimento 24 agosto:

IL GOVERNO VUOLE DISINCENTIVARE IL GASOLIO AGRICOLO A DANNO DEGLI AGRICOLTORI

In Germania si parla di clima ed azioni utili per la lotta ai cambiamenti climatici.

In ITALIA si affronta il tema dopo aver approvato l’art. 41 del Decreto Genova che consente lo spandimento nei campi di fanghi alla diossina e metalli pesanti con le persone che stanno male per la PUZZA!
Sta di fatto che questo GOVERNO, invece di favorire la produzione di auto elettriche, vuole mettere le mani sul #GASOLIO AGRICOLO perché ritenuto inquinante. Ripeto: questo GOVERNO vuole mettere le mani sul GASOLIO AGRICOLO per mettere in equilibrio i conti pubblici.

Si tratta della misura dei tagli ai sussidi ambientalmente dannosi che colpirebbero senza ombra di dubbio l’agricoltura e l’autotrasporto.
Il carburante agricolo e per autotrazione, infatti, gode di un regime vantaggioso e la bozza del decreto prevede la riduzione degli incentivi del 10% a partire dal prossimo anno fino a un progressivo annullamento entro il 2040.

Ma siamo proprio sicuri che sia l’agricoltura la responsabile dei cambiamenti climatici? Il Governo si rende conto che rischia di atterrare su un terreno politicamente esplosivo?

L’agricoltura in Italia è già penalizzata rispetto agli altri settori: togliendo gli sgravi sul gasolio i costi di produzione aumenteranno ancora di più.
Se gli agricoltori già producono sottocosto che facciamo? AUMENTIAMO l’illegittimità e l’ingiustizia?

L’aumento dei costi di produzione, inoltre, metterebbe ulteriormente IN GINOCCHIO un settore di per sé in grave crisi a causa della concorrenza sleale che subisce dall’import dei paesi extracomunitari, con gravi danni anche per la salute dei consumatori.

Costa (M5S) e Morassut (PD) devono spiegare agli agricoltori se il loro intento è quello di orientarli ad utilizzare altre forze motrici per la coltivazione dei campi, diverse dai motori Diesel.

Ci sono alternative?
E allora spiegassero quali!

I cerealicoltori, ad esempio, hanno visto costantemente decrescere sia il prezzo di vendita del grano dagli anni 80 ad oggi, sia il contributo UE (integrazione al reddito in linea retta dagli anni 80 ad oggi).

Ripeto: quali alternative ci sono al diesel? I trattori elettrici, i cavalli da soma o quelli da tiro?

Chi è vicino agli agricoltori ed è agricoltore, chi l’agricoltura la pratica e non la vede solo a LINEA VERDE lo sa.

Volete sapere qual è?
NESSUNA!

È allora, qual è lo scopo che persegue questo governo se sa che l’agricoltore non ha alternative al motore diesel?
Qual è lo scopo che persegue questo governo se sa che non avrà la possibilità di sostenere i più alti costi di gestione, visto che le aziende agricole, specie quelle meridionali, chiudono costantemente il bilancio in rosso?

L’Europa da 50 anni circa eroga un contributo agli agricoltori del tutto INSUFFICIENTE rispetto agli aumentati costi della vita e di produzione, tradendo i principi dell’equità di reddito sancito dall’art 39 del Trattato di Roma che ha istituito la politica agricola comunitaria #PAC

È allora evidente che vogliono toccare di nuovo gli agricoltori, FALCIDIANDOLI con le accise per i terremoti e per le guerre di Abissinia, NONOSTANTE SIANO ESPOSTI ai rischi di mercato ed alle avversità climatiche.
Perché l’agricoltura dovrebbe pagare le accise se già sopporta i rischi climatici per produrre cibo agricolo sottocosto?
Per favorire i mezzi di trasporto meno inquinanti occorre incentivare l’uso di auto elettriche, senza abbattere l’agricoltura che invece attraverso un serio programma di forestazione può contribuire a ridurre le emissioni.

Costa (M5S) e Morassut (PD), invece di esibirsi in una retorica ecologista, devono spiegare il loro silenzio verso le politiche del presidente brasiliano Bolsonaro che con il suo negazionismo climatico e la mancata difesa della foresta amazzonica, ha favorito gli incendi per coltivare soia.

MA questa volta la musica sarà diversa!
Già so che non sarò solo.
NON ARRETREREMO DI UN MILLIMETRO PER SALVAGUARDARE LA DIGNITÀ DEGLI AGRICOLTORI!

Se questo Governo si sta adoperando, fattivamente, per la scomparsa dell’ agricoltura, specie di quella meridionale, NOI GUARDIANI DELL’ AMBIENTE non resteremo a guardare.

Se sarà necessario mi farò promotore di un raduno a #ROMA nelle forme della Carta Costituzionale.

ORA BASTA! 

 

QUI UN ARTICOLO DI LIBERO QUOTIDIANO.IT

QUI UN’INTERVISTA A SALVATORE LOFFREDA DELLA COLDIRETTI CAMPANIA

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

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