Strada a ‘scorrimento veloce’ Palermo-Agrigento: come in guerra, sotto i bombardamenti…/ MATTINALE 395

Strada a ‘scorrimento veloce’ Palermo-Agrigento: come in guerra, sotto i bombardamenti…/ MATTINALE 395
9 settembre 2019

Solo che, invece delle bombe, sulla ‘strada a scorrimento veloce’ Palermo-Agrigento cadono fondi pubblici che, però, non sortiscono gli effetti stradali sperati… Ieri il senatore Saverio De Bonis era in Sicilia. Ed è finito proprio sulla Palermo-Agrigento. Dove è rimasto intrappolato per oltre due ore. Così il parlamentare nazionale della Basilicata, tra i fondatori del Movimento 24 agosto, si è reso conto, di persona, dell’abbandono in cui versano molte strade della Sicilia 

Ieri il senatore Saverio De Bonis era in Sicilia. E’ stato eletto in Basilicata nel Movimento 5 Stelle. Messo alla porta dai grillini per eccesso di indipendenza, è tra i fondatori del Movimento 24 agosto, il nuovo soggetto politico del Sud dl quale è garante lo scrittore e giornalista Pino Aprile. Ieri De Bonis ha preso parte alla riunione fondativa del Movimento 24 agosto (che presto avrà un altro nome e una carta dei diritti) in Sicilia che si è svolto a Marineo, presso le Cantine Buceci. De Bonis è arrivato con circa due ore di ritardo (di questo incontro parleremo in un articolo che pubblicheremo più tardi). Motivo: si è avventurato, in automobile, lungo la strada a ‘scorrimento veloce’ Palermo-Agrigento e…

… e, da senatore della Repubblica ha avuto modo di notare lo stato di abbandono della viabilità in Sicilia. E, in particolare, lo stato di abbandono della Palermo-Agrigento.

Noi ci siamo occupati più volte della Palermo-Agrigento. Nel maggio del 2017 siamo capitati lì per lavoro e siccome in quei giorni non erano mancate le piogge, allo sfascio della strada (e allo sfascio delle strade che collegano la Palermo-Agrigento con alcuni Comuni), si è aggiunto il fango. Morale: per raggiungere il luogo dove eravamo diretti siamo stati costretti a proseguire a piedi!

Ieri il senatore De Bonis, come dire?, ha conosciuto la Palermo-Agrigento. Si trovava in automobile con Cosimo Gioia, un imprenditore agricolo che noi de I Nuovi Vespri conosciamo bene, se è vero che, anche con lui e grazie a lui, conduciamo una battaglia culturale, economica e sociale a sostegno del grano duro della Sicilia e, in generale, del Sud Italia.

Ieri, anzi, non è stata una giornata di piogge. Perché quando piove è meglio evitare di percorrere la Palermo-Agrigento, soprattutto se si deve raggiungere un centro imboccando una strada provinciale. Infatti buona parte delle strade provinciali della Sicilia – a causa dei tagli ai fondi operati alle Province siciliane dai Governi nazionali del PD e confermati dal Governo tra grillini e leghisti – sono a pezzi e quando piove…

Ieri, il senatore Saverio De Bonis, nel percorrere la strada Palermo-Agrigento, non ha potuto fare a meno di scattare la fotografia che vedete sopra e di postarla su Facebook con il seguente commento:

“Parlano di TAV, terzo Valico e pedemontana. Hanno il coraggio di lamentarsi delle strade che hanno al Nord…ma la realtà è tutta in questa foto!

Si tratta della superstrada che collega Palermo ad Agrigento.
Ci sono ben 7 semafori. Ripeto: ben 7 semafori sulla strada statale.

Ogni semaforo ha la durata di almeno 5 minuti. Ripeto: almeno 5 minuti!

Non ci sono area di servizio; le carreggiate sono strette.
La sicurezza per gli automobilisti è quasi nulla.

I lavori di rifacimento iniziarono nel lontano 2014 e dovevano essere completati nel 2017. Ripeto: COMPLETATI NEL 2017.

Ma tutto è ancora fermo!

Intanto, a Genova i lavori di ricostruzione del Ponte Morandi proseguono a gonfie vele.

È solo una delle tantissime discriminazioni a danno del Sud.

È durato troppo, ma ce ne siamo accorti.

EQUITÀ PER IL MEZZOGIORNO!”.

Venuto per partecipare al momento fondativo del nuovo soggetto politico del Sud in Sicilia, il senatore De Bonis ha toccato con mano lo sfascio della viabilità. E, in particolare, lo sfascio della Palermo-Agrigento che già a metà degli anni ’80 del secolo passato – pensate un po’ – per la sua pericolosità veniva chiamata “La strada della morte” per via dell’elevato numero di incidenti mortali che, già allora, funestavano questa ‘presunta’ scorrimento veloce.

Noi, lo scorso anno, abbiamo raccontato la storia della Strada a scorrimento veloce Palermo-Agrigento. Per la precisione, l’ha raccontato per noi Alfio Di Costa, che nella vita fa l’ingegnere e che conosce molto bene lo stato delle strade nella nostra Isola.

“Fra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70 viene progettata la Strada Statale 640 che da Porto Empedocle attraversa la Valle dei Templi a sud della città di Agrigento e percorre i territori di numerosi Comuni delle due provincie, fino a Caltanissetta. La strada è lunga circa 70 km e per molto tempo è stata chiamata ‘scorrimento veloce’. Oltre a collegare Porto Empedocle a Caltanissetta, si incrociavano i bivi per Favara, Racalmuto, Canicattì, Serradifalco, Delia, San Cataldo. La strada costituisce la principale via di comunicazione tra Agrigento e Caltanissetta ed il collegamento all’autostrada A19 Catania-Palermo.

La vecchia Strada Statale 640 era a carreggiata unica con una corsia per senso di marcia e incrociava lungo il suo percorso la Strada Statale 189 Agrigento-Palermo, la Strada Statale Canicatti-Licata e la Strada Statale 626 Caltanissetta-Gela. La superstrada risentiva di una vecchia progettazione con accessi diretti sia di trazzere, sia di stradelle interpoderali.

Agli inizi anni duemila si pensa ad una riqualificazione trasformandola in strada extraurbana principale con importanti lavori di ammodernamenti finalizzati, oltre che al notevole miglioramento della viabilità e della sicurezza, al sostegno dello sviluppo economico del territorio. La fine dei lavori era prevista entro il 2018. Non vado lontano dal vero se stimo in oltre due miliardi di euro le somme per ammodernare questi 70 km che prevedono due carreggiate con due corsie oltre la corsia d’emergenza. A mio parere i costi finali sono eccessivi per il risultato che sarà ottenuto, non credo prima della fine del 2019″.

Alfio Di Costa era ottimista. Pensava, lo scorso anno, che la strada Palermo-Agrigento sarebbe stata completata entro quest’anno. Secondo noi, entro quest’anno la strada Palermo-Agrigento resterà così com’è oggi: abbandonata.

Sarebbe interessante capire che fine hanno fatto i soldi, tanti soldi pubblici, spesi fino ad oggi sulla strada a ‘scorrimento veloce’ (con sette semafori…) Palermo-Agrigento. Ma siccome i ‘lavori’ sono cominciati quando l’Italia e la Regione siciliana erano governate dal centrosinistra, dubitiamo che si saprà mai qualcosa…

Comunque tranquilli: ora con il nuovo Governo nazionale di grillini e leghisti arriverà una nuova ‘iniezione’ di denaro pubblico e…

Ah, dimenticavamo: magari i lettori che non hanno avuto il ‘piacere’ di percorrere la Palermo-Agrigento – che è gestita dall’ANAS – si chiederanno: ma che ci fanno i semafori?

Ecco la spiegazione: siccome certi tratti di strada, vuoi perché ci sono i lavori in corso, vuoi perché è franata, sono percorribili a senso unico alternato, ecco che servono i semafori: per cinque minuti passano gli automobilisti che, da Agrigento, si recano a Palermo; e per i successivi cinque minuti passano gli automobilisti che, da Palermo, si recano ad Agrigento.

Avete presente gli scenari da guerra, quando le strade vengono bombardate? Ecco: la situazione, lungo la strada a scorrimento veloce Palermo-Agrigento, gli somiglia molto…

De Bonis accenna ai lavori in corso – a velocità supersonica – per rifare il ponte Morandi di Genova.

Noi abbiamo scritto che, a nostro avviso, i lavori per la sistemazione dell’autostrada Palermo-Catania – con riferimento al viadotto Himera crollato quattro anni fa – verranno completati dopo il completamento del nuovo ponte di Genova. 

Ebbene, lo stesso discorso vale per la Palermo-Agrigento, che sempre a nostro modesto avviso verrà completata dopo che vedrà la luce il nuovo ponte di Genova. In fondo i lavori per il rifacimento della Palermo-Agrigento sono cominciati ‘appena’ nel 2014: il tempo ancora c’è…

Non ci credete? Accettiamo scommesse.

 

 

 

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