Scommettiamo che il nuovo Ponte di Genova vedrà la luce prima del viadotto Himera sulla Pa-Ct?/ MATTINALE 379

Scommettiamo che il nuovo Ponte di Genova vedrà la luce prima del viadotto Himera sulla Pa-Ct?/ MATTINALE 379
24 agosto 2019

OGGI TUTTI ALLA GRANCIA. In questo interrogativo c’è tutto il dramma del Sud di oggi: un Sud abbandonato dallo Stato italiano. Un Sud che oggi, con l’incontro alla Grancia di Potenza, proverà a rinascere dando vita a un nuovo partito politico targato Sud. Una grande scommessa per tutto il Sud e per la Sicilia. Perché è importante, per noi meridionali, un partito politico che faccia i nostri interessi 

Ci sono fatti che parlano da sé. Quattro anni fa una frana faceva venire giù il viadotto Himera lungo l’autostrada Palermo-Catania. Per fortuna non ci sono stati lutti, solo disagi enormi per i siciliani. Ebbene, ancora non si capisce quando l’ANAS riconsegnerà ai siciliani il nuovo viadotto. Poco più di un anno fa è crollato il ponte Morandi di Genova. E’ stato un dramma tremendo. Ebbene, a un anno di distanza, a Genova si lavora giorno e notte. E c’è chi è pronto a scommettere che il Ponte di Genova verrà completato prima del viadotto lungo l’autostrada Palermo-Catania.

Quello che abbiamo descritto è un esempio di come l’Italia guarda al Nord e al Sud. Se si verifica un’emergenza al Nord, lo Stato interviene e si fa in quattro. Se l’emergenza si manifesta al Sud, al massimo si cerca di evitare i morti. Il resto – il ripristino dei luoghi dove si è verificata l’emergenza, la ricostruzione se c’è da ricostruire – può attendere.

Questa è l’Italia di oggi. E questi sono i partiti nazionali che governano l’Italia di oggi. Prendete la crisi di Governo. Da quando non c’è più il Governo di Giuseppe Conte abbiamo letto e ascoltato centinaia di dichiarazioni da parte dei leader del Movimento 5 Stelle, del PD, della Lega e via continuando. Nessuno che abbia ricordato i problemi del Sud.

Questi sono i motivi per i quali, stamattina, alla Grancia di Potenza, il Sud Italia proverà a dare vita a un partito politico che metta al centro della propria azione lo stesso Sud. Sì, un Partito del Mezzogiorno o del Meridione (in realtà, ancora non è stato deciso il nome di questa nuova formazione politica, anche se noi un’idea l’abbiamo: due consonanti e una vocale: SUD).

SUD: un nome preciso, riconoscibile dall’Abruzzo alla Sicilia. La nostra è solo un’idea. Sarà l’assemblea a stabilire il nome. L’importante, oggi, è essere presenti al parco della Grancia: fisicamente, ma anche con la mente e con il cuore.

Nel corso della giornata di oggi I Nuovi Vespri proverà a informare i lettori su quanto avverrà a questo primo incontro.

Un ringraziamento va a tutti i protagonisti di questa prima giornata di riscatto del Sud. Ma un plauso particolare va allo scrittore e giornalista Pino Aprile che ha deciso di guidare un movimento, anzi un futuro partito politico che dovrà rappresentare le istanze di un Sud che l’Italia ha abbandonato.

Negli ultimi quindici anni, dal Sud Italia, sono andate via 2 milioni di persone. Se non si interverrà, l’emigrazione continuerà e la popolazione del Sud invecchierà: e invecchierà malissimo: senza lavoro, senza infrastrutture, con una sanità pubblica sempre più carente.

Dallo Stato italiano – da un’Italia dalla quale, per una disgrazia della storia, siamo stati colonizzati a partire dal 1860 – non c’è da aspettarsi nulla. Tocca a noi rimboccarci le maniche e invertire questa tendenza.

In questa fase storica – che è una fase importante – invitiamo i Siciliani a mettere da parte i sogni di rivolte indipendentiste che oggi servono a poco. Siamo i primi a ricordare quanto sia stata importante la stagione del Separatismo siciliano. Senza il Separatismo la Sicilia non avrebbe avuto l’Autonomia siciliana.

Ma dobbiamo avere il coraggio di ammettere che la spesa pubblica clientelare e l’utilizzazione parziale e distorta dell’Autonomia non solo non hanno portato in Sicilia sviluppo economico e benessere, ma hanno anche fiaccato l’idea stessa di Autonomia che, nelle parti più importanti (cioè la parte finanziaria: articoli 36, 37 e 38 dello Statuto), rimane inapplicata e, in qualche caso, calpestata.

Nessuno vuole dimenticare l’Autonomia siciliana. Ma oggi la Sicilia ha la possibilità di unirsi a un Sud al quale, nel passato, è stato unito conservando le proprie specificità. Ricordiamoci che la Sicilia ha fatto parte di uno Stato – il Regno delle Due Sicilie – che prima della ‘presunta’ unificazione italiana voluta dagli Inglesi era uno degli Stati più importanti e avanzati del mondo.

Non ci resta che vivere questa giornata seguendo i lavori, direttamente o sulla rete. Cominciando a pensare come organizzare nei territori del Sud – in tutti i territori del Sud – una rete di persone, di esperienze, di associazioni per portare nel Parlamento nazionale non gli ascari pronti a svendere la propria terra per miserabili interessi personali, ma le vere istanze della gente del Sud.

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti