I disastri della Palermo-Agrigento e le strade franate di Campofelice di Fitalia, paese abbandonato da tutti

I disastri della Palermo-Agrigento e le strade franate di Campofelice di Fitalia, paese abbandonato da tutti
28 maggio 2017

Abbiamo percorso la strada a scorrimento veloce Palermo-Agrigento nel tratto che va da Palermo a Campofelice di Fitalia. Credeteci: un delirio! Ma ancora più deliranti sono i 7-8 km che collegano quello che restano di questa scorrimento veloce con Campofelice di Fitalia. E più deliranti ancora le altre strade della zona. Frane ovunque. I nomi dei parlamentari responsabili che i Siciliani non dovrebbero mai più votare 

Nei giorni scorsi abbiamo parlato dei 2 miliardi e rotti di euro che sarebbero dovuti servire per rimettere a nuovo la strada a scorrimento veloce Palermo-Agrigento. Soldi scomparsi nel nulla. Una delle tante vergogne di cui sono responsabili i senza vergogna che governano l’Italia e la Sicilia (qui potete leggere l’articolo). Ieri pomeriggio abbiamo percorso un tratto di questa strada: per la precisione, il tratto che va da Palermo al bivio di Campofelice di Fitalia, un piccolo centro di circa 500 anime abbandonato da tutti. Ora vi raccontiamo quello che abbiamo visto. Scene incredibili. Sì, da non crederci.

La Palermo-Agrigento – lo abbiamo già scritto – era un disastro già a metà anni ’80 del secolo passato. Ma lo stato penoso in cui è ridotta oggi è difficile da descrivere. L’imbocco di questa strada a scorrimento veloce, da Palermo, è sempre lo stesso: e anche i primi chilometri sono sempre gli stessi, perché i lavori per rifare questa strada sono iniziati dalla parte centrale di questa arteria stradale. Fino a Bolognetta, bene o male, si va. Poi comincia il delirio.

Per quasi tutto il tratto che arriva fino al bivio di Campofelice di Fitalia la strada è in buona parte ad unica corsia: ovvero a senso unico alternato. Ciò significa che, lungo questo tratto, si incontrano cinque o sei semafori: una volta passano i mezzi gommati che vanno da Palermo ad Agrigento e una volta passano i mezzi che vanno da Agrigento a Palermo. Questo perché nella strada ci sono, per l’appunto, i lavori in corso (per la cronaca, lavori in corso bloccati, perché Roma ha ‘inghiottito’ una parte dei circa 200 milioni di Euro che non erano spariti: ora è sparita anche l’ultima tranche di questi 200 milioni di euro: senza vergogna!).

La strada, paradossalmente, è diventata sicura, perché in questo tratto dove trionfano sensi unici alternati e semafori si procede a passo di lumaca: 20 km orari e non di più. Se siete fortunati e trovate tutti i semafori verdi, per percorrere questo tratto si impiegano 45 minuti. A noi le cose sono andate così così. E poiché il rosso non dura meno di dieci minuti, noi, per arrivare da Palermo al bivio di Campofelice di Fitalia, abbiamo impiegato un’ora e tre quarti di tempo.

Abbiamo finalmente verificato di persona perché, ormai da anni, tanti siciliani che si recano da Palermo ad Agrigento si rifiutano di percorre questa strada: o percorrono l’autostrada Palermo-Caltanissetta per poi imboccare la Caltanissetta-Agrigento (e viceversa, per coloro i quali, da Agrigento, debbono recarsi a Palermo), o percorrono la Palermo-Sciacca per poi proseguire per Agrigento (e viceversa).

La vergogna della Palermo-Agrigento era messa nel conto. Anche se non pensavamo che, per arrivare al bivio di Campofelice di Fitalia, a sei-sette chilometri da Vicari, avremmo impiegato un’ora e tre quarti. Ma l’incredibile vergogna che abbiamo verificato con i nostri occhi – spettacolo assurdo, non troviamo un’altra parola – è lo stato in cui versa la strada che collega quello che resta della Palermo-Agrigento con Campofelice di Fitalia!

Saranno setto-otto chilometri o giù di lì. Tutta la strada – tutta – è piena di buche. Parti intere di questa strada sono franate. Percorrerla è pericoloso. Ci sono tratti in cui bisogna spostarsi sulla sinistra perché la strada non c’è più; e ci sono tratti in cui bisogna spostarsi sulla destra perché la strada non c’è più.

Ci chiediamo e chiediamo: davanti a questi pericoli le ‘autorità’ cosa fanno? Aspettano il morto?

In questi anni – anni del Governo regionale di Rosario Crocetta-PD – abbiamo più volte letto le proteste del sindaco, Giorgio Di Nuovo (un giornalista della Rai in pensione, originario di questi luoghi, che negli ultimi cinque anni, eroicamente, si è dedicato alla sua cittadina, incontrando ostacoli inenarrabili). Ma non immaginavamo di vedere, con i nostri occhi, uno spettacolo del genere.

La gente del luogo ci spiega che, anzi, con il bel tempo estivo i disagi si riducono. Bene o male, le frane danno un po’ di tregua (perché le frane vanno avanti, non si sono mai fermate). In inverno, con le piogge, ci raccontano che percorrere questa strada è una specie di terno al lotto, perché va messa nel conto l’ipotesi di scivolare a valle con una frana (precisiamo che Campofelice di Fitalia si trova su una collina a circa 600-700 metri di altezza), o di restare intrappolati nel fango o nella neve (qui in inverno nevica).

Ci spiegano che in inverno – e forse anche durante la stagione estiva – per un’ambulanza è quasi impossibile arrivare quassù. In questi casi – cioè se uno dei circa 500 abitanti dovesse accusare un malore – l’unico mezzo per raggiungere l’ospedale di Palermo è l’elicottero.

Del resto – considerando anche i sette-otto km del tratto di strada-delirio che collega quello che resta dello scorrimento veloce Palermo-Agrigento con Campofelice di Fitalia – quanto tempo impiegherebbe un’ambulanza, partendo da Palermo, per arrivare a Campofelice di Fitalia e tornare nel capoluogo dell’Isola?

In attesa dell’inizio del convegno (ieri sera, a Campofelice di Fitalia, si parlava del grano duro: noi eravamo lì per un interessante convegno di cui riferiremo in un altro articolo che pubblicheremo a parte) abbiamo provato a percorrere qualche altra strada, o meglio, qualche altra trazzera, perché le strade non ci sono più: ci sono solo trazzere, l’asfalto è praticamente scomparso.

Mentre percorrevamo queste ex strade, oggi trazzere, il nostro pensiero è andato all’ANAS, che gestisce la Palermo-Agrigento con i risultati che vi abbiamo descritto. E pensavamo al fatto che l’Assemblea regionale siciliana, su ordine del signor Alessandro Baccei – il commissario nominato da Renzi per la Sicilia – dopo le elezioni comunali dell’11 giugno, deve discutere e approvare una legge per regalare alla stessa ANAS la gestione delle autostrade Palermo-Messina, Messina-Catania e i tratti realizzati della Siracusa-Gela.

Le autostrade siciliane – tutte, forse con la sola eccezione della Palermo-Trapani-Mazara del Vallo – versano in uno stato pietoso. La Palermo-Catania – gestita dall’ANAS – fa letteralmente schifo. E noi, grazie al presidente Crocetta, al PD e ai senza vergogna dell’ANCI Sicilia, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani della nostra Isola, su ordine di Renzi (un uomo politico contro il quale, lo scorso 4 dicembre, si è pronunciato il 70% dei siciliani in occasione del suo fallimentare referendum), dovremmo cedere all’ANAS al tre autostrade per farci trattare da schiavi.

Sapete perché Renzi, Baccei, Crocetta, il PD e, in generale, gli altri partiti di centrosinistra vogliono consegnare tutte le autostrade siciliane all’ANAS? Perché vogliono aumentare a dismisura i pedaggi. E fregare altri soldi a noi Siciliani.

Riassumendo: non solo ci tengono con le strade ridotte nello stato che abbiamo descritto, ma ci vogliono scippare altri soldi.

Ieri, mentre percorrevano queste ‘ex’ strade il nostro pensiero è andato a Crocetta che, nel 2013, se n’è andato all’Arena di Giletti per farsi bello e dire che lui aveva “abolito le Province”. E infatti tutte le strade che circondano Campolelice di Fitalia sono, in buona parte, strade provinciali rigorosamente abbandonate e ormai a pezzi. Bravissimo Crocetta!

Ci dicono che tutt’attorno la scena è praticamente la stessa: strade provinciali abbandonate che franano, strade interpoderali ormai scomparse.

Ci chiediamo e chiediamo: l’onorevole Crocetta, l’onorevole Antonello Cracolici, l’onorevole Giuseppe Lupo, l’onorevole Fausto Raciti, il segretario regionale del PD siciliano – per citarne solo alcuni – hanno mai percorso la strada a scorrimento veloce Palermo-Agrigento? Sono mai venuti a vedere come sono ridotte le strade provinciali da queste parti?

I Parlamentari nazionali e regionali di centrosinistra agrigentini o comunque legati a questo territorio – i vari Angelo Capodicasa, Tonino Moscat, Franco Ribaudo (che peraltro è sindaco di Marineo, un Comune al quale si arriva percorrendo la Palermo-Agrigento), Giuseppe Lauricella, Maria Iacono, il vice capogruppo del PD all’Ars, Giovanni Panepinto, la vice presidente della Regione, Mariella Lo Bello – conoscono lo stato in cui versa la Palermo-Agrigento? Conoscono i disastri delle strade provinciali abbandonate? E cosa hanno fatto fino ad oggi, a parte le migliaia di euro che ogni mese si mettono in tasca, per risolvere questi problemi?

Il presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando, ha mai fatto qualcosa per le viabilità dei Comuni siciliani?

A cosa serve essere presidente dell’ANCI Sicilia, egregio signor Orlando?

Ad avere la vetrina per farsi rieleggere sindaco di Palermo?

A far tacere l’ANCI Sicilia quando Renzi si batteva per fare fallire – nel silenzio – il referendum per fermare le trivelle?

A far tacere l’ANCI Sicilia quando Renzi ha cercato – per fortuna senza riuscirci – a far approvare dai cittadini italiani la sua pessima riforma della Costituzione?

Questa è la ‘sua’ ANCI Sicilia, signor Orlando: un consesso che, con lei al vertice, è diventato il regno – silenzioso – delle ‘anime morte’.

E ora vuole pure essere rieletto sindaco di Palermo, magari per assicurare a Renzi e al PD altri cinque anni di nullismo all’ANCI Sicilia!

E il presidente del Senato, Piero Grasso, che dopo cinque anni di gloriosi ‘Canguri’ per reggere il gioco e, soprattutto, per far approvare in tempi celeri le ‘belle’ leggi volute dal Governo Renzi (la ‘Buona scuola’, il Jobs Act e via continuando), conosce la situazione? Senatore Grasso, visto che forse la candideranno alla presidenza della Regione – per finire di distruggere la Sicilia insieme ai suoi nuovi compagni di strada – perché non viene a vedere queste strade?

Venga, venga presidente Grasso, venga con le sue auto blu, venga a verificare di persona cosa hanno combinato i suoi compagni di partito, quelli che la vorrebbero candidato-specchietto per le allodole per nascondere le vergogne degli ultimi anni.

Ma se è incredibile lo stato in cui versa la Palermo-Agrigento, se è incredibile che siano spariti 2 miliardi di euro con i quali questa strada a scorrimento veloce avrebbe dovuto essere rifatta, se è incredibile lo stato in cui sono ridotte le strade provinciali, è ancora più incredibile che ci siano siciliani disposti a votare ancora per questi soggetti: a votare ancora per Renzi, per Piero Grasso, per Raciti, per Cracolici, per Lupo, per Moscat, per Ribaudo, per Lauricella, per Maria Iacono, per Giovanni Panepinto, per Leoluca Orlando eccetera, eccetera eccetera.

Ci dicono che quasi tutte le strade provinciali della Sicilia sono ridotte così. Ma veramente i Siciliani hanno intenzione di votare ancora per queste persone?

Foto tratta da Palermotoday.it      

 

 

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