La raccolta delle firme ha già reso poco democratiche le elezioni europee/ MATTINALE 247

La raccolta delle firme ha già reso poco democratiche le elezioni europee/ MATTINALE 247
22 aprile 2019

Quando si approva una legge in base alla quale si impone la raccolta di un numero impressionante di firme per consentire a una nuova forza politica di presentarsi alle elezioni europee si va a vulnerare la democrazia. Il caso di Potere al Popolo. Come leggerete in questo articolo, ancora un motivo in più per non votare PD, Forza Italia e Lega 

Quanto conta, oggi, la democrazia reale? Pochissimo. Sostituita dall’imbroglio, dal sotterfugio, da pronunciamenti che ora favoriscono alcuni, ora penalizzano altri. Esempi ce ne sono tanti, soprattutto nei passaggi politici mediati dalla Giustizia amministrativa (incredibile quello che è avvenuto in Sicilia con le elezioni regionali ‘suppletive’ del 2014, COME POTETE LEGGERE QUI). La storia, questa volta con i ‘crismi’ di legge, si sta ripetendo con le elezioni europee, dove è praticamente impossibile, per un forza politica nuova, presentare la propria lista.

Perché? Perché per presentare la lista occorre raccogliere un numero di firme impressionante.

Leggiamo l’amara testimonianza di Potere al Popolo, formazione politica di sinistra realmente alternativa all’ormai finta e sputtanata sinistra italiana:

“Noi non abbiamo oggi la forza per raccogliere le 180.000 firme necessarie a candidarci da soli alle europee, sbarramento insuperabile per forze ben più grandi della nostra, sbarramento voluto da PD, Forza Italia e Lega proprio per escludere nuove formazioni politiche dal voto. E come forza appena nata non abbiamo ancora sufficienti relazioni internazionali per usufruire di simboli europei riconosciuti. Anche perché alcuni nostri interlocutori si presentano anch’essi per la prima volta, ma senza leggi truffa. Pur non potendo presentarci da soli, però non abbiamo neanche provato ad aggregarci ad una delle liste di sinistra e ambientaliste (si fa per dire) nelle quali si dice e soprattutto si fa tutto ed il suo contrario. Perché per noi non si può scendere in piazza contro la devastazione della natura e poi approvare di fatto la Torino-Lione. Non si può avversare l’austerità europea e sostenere l’ultraliberismo in Piemonte. Non si può contrastare Macron in Europa e stare con i suoi fan in Italia. No, Potere al Popolo è una organizzazione nuova e forse anche un poco ingenua, ma una cosa ha ben chiara: non vuole assimilare l’assenza di coerenza ed il trasformismo che hanno distrutto la sinistra in Italia”.

Pensate un po’: 180 mila firme da raccogliere. Come si possono raccogliere 180 mila firme autenticate in pochi mesi? E’ impossibile. A meno che, dietro una forza politica nuova non ci sia un’organizzazione diffusa in tutto il territorio italiano. Con l’ausilio di mezzi economici non indifferenti.

In alternativa alla raccolta delle firme bisogna ricorrere a particolari stratagemmi. E qualcuno c’è riuscito. Che, spesso, però, debbono passare dal vaglio della magistratura. Così la gestione di un momento di democrazia, che dovrebbe essere accessibile a tutti – e soprattutto gestito con chiarezza dalla stessa politica – finisce con l’essere delegato al potere giudiziario. E spesso, com’è avvenuto in Sicilia, alla magistratura amministrativa.

Già, la magistratura amministrativa. Ne abbiamo già parlato a proposito delle strane elezioni regionali suppletive del 2014. Ma potremmo anche citare il caso avvenuto proprio alle ultime elezioni regionali, quando è successo di tutto e di più (QUI UN NOSTRO ARTICOLO).

Di fatto, in Italia, una legge pensata per escludere i nuovi partiti sta tenendo fuori dalle elezioni europee una forza politica di sinistra. E questo in nome di che? Non della raccolta delle firme, ma della raccolta di un numero impossibile di firme!

Basta questo a spingere gli elettori a non recarsi al voto? A nostro avviso, no. Lo abbiamo già scritto qualche giorno fa a proposito del voto nel Mezzogiorno d’Italia (QUI IL NOSTRO ARTICOLO) e lo ribadiamo ancora una volta oggi: nonostante queste bassezze della vecchia politica (della quale la Lega di Salvini è parte integrante: non a caso, come avete letto nella nota di Potere al Popolo, ha partecipato attivamente a imporre la raccolta di 180 mila firme per la partecipazione alle elezioni europee delle nuove formazioni politiche), non andare al votare per le elezioni sarebbe un errore.

Ricordiamoci che l’Unione europea di oggi – poco democratica, ultraliberista controllata dalle multinazionali che usano la globalizzazione dell’economa per distruggere le agricolture dei Paesi da sottomettere – vuole proprio questo: poca partecipazione democratica e pochi elettori alle urne.

Questa storia – parliamo sempre della raccolta di un numero impressionante di firme per le nuove formazioni politiche – ci dà semmai un motivo in più per non votare tre forze politiche: PD, Forza Italia e Lega. E, soprattutto, per provare a cambiare l’Europa sostenendo le forze politiche che si oppongono alla globalizzazione dell’economia, al liberismo e, in generale, per ripristinare il primato della politica sull’economia.

Foto tratta da ilpost.it

 

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