Il ‘caso’ Ruggirello e la vecchia politica siciliana in maschera che governa sempre con gli stessi voti

Il ‘caso’ Ruggirello e la vecchia politica siciliana in maschera che governa sempre con gli stessi voti
5 marzo 2019

La verità è che questi esponenti della vecchia politica siciliana di centrodestra e di centrosinistra si alternano alla guida della Regione siciliana scambiandosi i voti, i volti e i ruoli: tant’è vero che Ruggirello è stato esponente del centrodestra e del centrosinistra, portando voti agli uni e agli altri. Risultato: default culturale prima che economico e finanziario!

L’attacco a Paolo Ruggirello, da parte del parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, è pesantissimo:

“Cominciamo a pretendere pulizia dai partiti, cominciamo a pretenderla dal PD e da Zingaretti, il PD siciliano deve essere commissariato per mafia, non ci sono alternative”.

Su Facebook, Cancelleri, che oggi è vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana, tira fendenti tremendi:

“Ex deputato regionale, è uno che nella sua storia politica di casacche ne ha cambiate davvero tante. Prima Raffaele Lombardo, poi eletto con Musumeci (nelle liste a sostegno di Nello Musumeci che, nel 2012, era il candidato del centrodestra alle elezioni regionali vinte dal centrosinistra di Rosario Crocetta ndr) ed infine, in corso di legislatura (il riferimento è sempre alla passata legislatura ndr), ha cambiato casacca diventando punto di riferimento del Partito Democratico. Insomma, a quanto si legge dai giornali di stamane, portatore di voti che ha fatto gola a tanti. Voti, questo emerge dalle indagini, per cui avrebbe pagato famiglie mafiose. Stamattina lo hanno arrestato con l’accusa di associazione mafiosa, nell’indagine che ha portato al suo arresto è definito ‘fedelissimo’ del super latitante Matteo Messina Denaro”.

A stretto giro di posta la replica del PD, affidata al vice segretario regionale, Antonio Rubino:

“Abbiamo dato mandato ai nostri legali per agire in sede civile e penale contro l’onorevole Giancarlo Cancelleri per le gravissime offese alla reputazione della comunità del Partito Democratico. Affermare su Facebook che il ‘Partito Democratico della Sicilia deve essere commissariato per mafia’ è assai grave, ma dai Cinquestelle ci si può aspettare questo ed altro, magari domani chiederanno pure la nostra impiccagione”.

“Nel contempo – aggiunge Rubino – vorremmo rassicurare quanti in queste ore si preoccupano della non sospensione dal PD di Paolo Ruggirello: l’ex deputato del PD non è iscritto da due anni al partito e pertanto non può essere sospeso. Fiducia nella magistratura, difesa dell’onorabilità del PD siciliano e della comunità democratica. Tutto il resto, comprese le lezioni di moralità e lo sciacalaggio elettorale, è solo miseria politica”.

A Rubino vorremmo ricordare che il fatto che Ruggirello non è iscritto al PD non significa niente: Ruggirello, nella passata legislatura, è stato un parlamentare che ha appoggiato il Governo di centrosinistra e poi è stato candidato, per il centrosinistra, alle elezioni regionali del novembre 2017 e alle elezioni politiche nazionali del marzo 2018.

Non entriamo nel merito di questa polemica. Non possiamo, però, non segnalare che, quando si alza il velo sulla vecchia politica siciliana – con riferimento a centrodestra e centrosinistra – vengono fuori storie tutt’altro che esaltanti.

Noi non abbiamo dimenticato le elezioni regionali siciliane del novembre 2012, quando Confindustria Sicilia, allora presieduta da Antonello Montante, era schierata con il centrosinistra.

Montante, oggi sotto processo, dal 2009 fino a poco prima della fine di quella legislatura – anno 2012 – con la sua organizzazione è stato uno dei protagonisti del Governo di Raffaele Lombardo sostenuto dal PD insieme con personaggi che, oggi, sono protagonisti dell’attuale Governo di Nello Musumeci.

Lo stesso Musumeci, nel 2012, ha perso le elezioni perché un ‘pezzo’ del centrodestra ha fatto il gioco del centrosinistra. Il riferimento è a Gianfranco Miccichè, che si candidò alla presidenza della Regione – sostenuto dall’allora presidente uscente, Raffaele Lombardo – con il chiaro intento di fare perdere il candidato ufficiale di centrodestra, il citato Musumeci.

Oggi i protagonisti della sceneggiata politico-elettorale delle elezioni regionali del 2012 – Musumeci, Miccichè, Lombardo sono di nuovo insieme e governano – insieme – la Sicilia. Con la presenza dell’avvocato Gaetano Armao, assessore all’Economia nel Governo Lombardo e, oggi, assessore all’Economia del Governo Musumeci.

La verità è che questi esponenti della vecchia politica siciliana di centrodestra e di centrosinistra si alternano alla guida della Regione scambiandosi i voti, i volti e i ruoli: tant’è vero che Ruggirello – uscito dal ‘giro’ per vicende giudiziarie come Montante – è stato esponente del centrodestra e del centrosinistra: un po’ di qua e un po’ di là, a seconda del momento.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

La Regione siciliana presenta un ‘buco’ di 2,1 miliardi di euro provocato da centrosinistra e centrodestra e l’attuale Governo non sa come andare avanti.

Le ex Province dell’Isola sono ormai aporie amministrative: portate sull’orlo del default dalla vecchia politica, oggi sarebbe più che mai opportuno chiuderle e riformarle in accordo con lo Statuto siciliano (COME VI ABBIAMO RACCONTATO QUI).

I Comuni sono quasi tutti al verde, ma questo non ferma lo scandalo dei debiti fuori Bilancio. 

La sanità pubblica siciliana è un disastro e l’unica cosa che l’attuale Governo sa fare è la militarizzazione dei Pronto Soccorso per reprimere la gente che protesta.

L’agricoltura siciliana è allo sbando e cresce di giorno in giorno la protesta.

La Formazione professionale è scomparsa.

Le politiche del lavoro non esistono da anni.

I giovani siciliani laureati emigrano.

L’immondizia invade le strade di tanti centri della Sicilia.

Lo sfascio trionfa ovunque.

Le elezioni del novembre 2017, infine. Dove è successo di tutto. C’è stato un ricorso presentato da I Nuovi Vespri. Con la denuncia di liste fuori legge. E… i giudici del TAR sono stati severissimi… con gli autori del ricorso… (QUI UN NOSTRO ARTICOLO).

La Sicilia è quella che è: ma ogni tanto, tra mafia & antimafia di facciata, qualche colpo arriva: e arriva sempre dalla magistratura, mai dalla politica: mai dalla vecchia politica siciliana.

Quanto all’onore della vecchia politica siciliana, ci piace ricordare che, in certe occasioni, il peso del troppo onore, come ci ricorda William Shakespeare, è “un carico che farebbe affondare una flotta”…

Foto tratta da youreporter.it

 

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