Terremoto ai vertici della Giustizia amministrativa della Sicilia: Cga nell’occhio del ciclone

Terremoto ai vertici della Giustizia amministrativa della Sicilia: Cga nell’occhio del ciclone
7 febbraio 2019

La vicenda coinvolgerebbe alcuni giudici del Consiglio di Stato e del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga), in Sicilia organo di appello del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale). Tornano alla ribalta alla ribalta le elezioni suppletive del 2014 celebrate in due Comuni della provincia di Siracusa che costarono l’elezione a Pippo Gianni, sostituito da Giuseppe Gennuso   

Sentenze ‘pilotate’ al Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) della Sicilia? La notizia la leggiamo su Live Sicilia:

“Sono in corso, su disposizione del Gip di Roma Daniela Caramico D’Auria, misure di arresti domiciliari e perquisizioni per il reati di corruzione in atti giudiziari commessi al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia. Uno degli ordini di custodia cautelare riguarda l’ex presidente del Consiglio di giustizia amministrativa siciliano Raffaele Maria De Lipsis. Il filone di inchiesta è lo stesso partito da Messina e che ha già portato all’arresto di quindici persone, tra cui gli avvocati siracusani Piero Amara e Giuseppe Calafiore. Nelle carte veniva fuori il nome di De Lipsis”.

“Ai domiciliari – prosegue l’articolo di Live Sicilia – finiscono pure il giudice del Consiglio di Stato Nicola Russo e il deputato regionale di Popolari e Autonomisti Giuseppe Gennuso di Siracusa. Il nome di De Lipsis venne fuori nel ricorso per le cosiddette elezioni suppletive nel Siracusano. Era lui a presiedere il collegio del Consiglio di giustizia amministrativa che nel 2014 accolse il ricorso dell’onorevole Gennuso. Fu invalidato il voto in alcune sezioni elettorali di Rosolini e Pachino dove sarebbero spartite delle schede. Diverse persone, prima ancora che la sentenza venisse pubblicata, fecero sapere a Gennuso che era ‘tutto a posto’. Avevano saputo dall’avvocato Piero Amara dell’esito positivo della causa. C’era pure chi diceva: ‘… gli hanno fottuto i soldi, i giudici… questo scherzetto gli è costato 200 mila euro’”.

Noi ci occupiamo raramente di cronaca giudiziaria. Lo facciamo, di solito, quando c’è di mezzo la politica: e in questa storia c’è un passaggio – che riguarda la politica siciliana – che nel 2014 ci lasciò un po’ perplessi. Si tratta della ripetizione delle elezioni regionali in alcune sezioni di Pachino e Rosolini, in provincia di Siracusa, disposta proprio dal Consiglio di giustizia amministrativa (Cga).

Ripetizioni delle elezioni celebrate circa due anni dopo le elezioni regionali del novembre del 2012. Una ripetizione disposta dai giudizi amministrativi che costò l’elezione a Pippo Gianni, che era stato eletto due anni prima e che nelle ‘suppletive’ venne invece ‘bocciato’ dagli elettori di questi due Comuni, portando all’Assemblea regionale siciliana proprio Giuseppe Gennuso (COME POTETE LEGGERE QUI).

Se non ricordiamo male, la cosa ci colpì perché è stata la prima volta che la magistratura amministrativa ha disposto la ripetizione delle elezioni regionali in alcune sezioni di un collegio.

Sempre su Live Sicilia leggiamo che “De Lipsis è finito sotto inchiesta anche a Palermo perché avrebbe cercato di esercitare pressioni sul suo successore, Claudio Zucchelli (non indagato), affinché emettesse una sentenza favorevole alla Ustica Lines dell’armatore trapanese Ettore Morace. Il ricorso di Morace ai giudici amministrativi era contro la decisione del TAR che aveva bloccato l’appalto per i collegamenti con le isole minori”.

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