Gilet Gialli: esempio in Europa di lotta sociale alla UE di globalizzazione e multinazionali

Gilet Gialli: esempio in Europa di lotta sociale alla UE di globalizzazione e multinazionali
20 aprile 2019

Dai tempi della presa della Bastiglia i francesi rappresentano l’avanguardia rivoluzionaria in Europa. Oggi lo sono più di ieri. E sono il vero baluardo popolare contro l’Unione europea delle banche, della finanza, del liberismo e delle globalizzazione dell’economia. Nemmeno l’incendio di Notre-Dame è riusciti a fermarli. Obiettivo? Tanto per cominciare, cacciare Macron. Poi…

Un dato – ufficiale, visto che è fornito dalle autorità francesi -: ormai il presidente Emmanuel Macron ha meno voti degli agenti in divisa che schiera ogni sabato per contrastare le manifestazioni dei Gilet Gialli. Chi pensava che dopo l’incendio della cattedrale di Notre-Dame almeno questo sabato i sarebbe stata una tregue si è sbagliato: i Gilet Gialli, infatti, sono scesi nelle piazze delle città per il 23esimo sabato consecutivo. Insomma, la rivolta, in Francia, non si ferma.

E i numeri? Le autorità francesi parlano di circa 10 mila manifestanti in tutto. A noi questa sembra una balla colossale, perché le stesse autorità francesi, oggi, hanno mandato in piazza circa 60 mila agenti delle forze dell’ordine distribuiti nelle città dove si protesta.

Ora, pensare che nelle piazze francesi ci sia un manifestante ogni sei agenti delle forze dell’ordine è tragicomico. Ma non dobbiamo dimenticare chi è Macron: un illustre sconosciuto che ha vinto le elezioni al secondo turno, quando quasi tutte le forze politiche si sono coalizzate contra Marine Le Pen.

Macron è un’invenzione dei poteri forti dell’Unione europea: e tale è rimasto. dalla Francia, come in quasi tutto i resto dell’Unione europea arriva l’informazione ‘europeista’: sì, c’è un po’ di crisi, ma l’Europa è forte, c’è fiducia nelle istituzioni europee, la Commissione europea sta lavorando bene, il Parlamento europeo pure, il Regno Unito ha fatto malissimo a lasciare la UE e ne pagherà le conseguenze e via continuando con le frottole.

La realtà, che viene nascosta, è ben diversa. In un’Unione europea di 500 milioni di abitati circa, dopo diciassette anni di moneta unica europea, si contano oltre 100 milioni di poveri (COME POTETE LEGGERE QUI).

Non solo. I Paesi UE che hanno aderito all’euro hanno perso la sovranità monetaria, alcuni Paesi hanno perso la sovranità politica (il Governo italiano non ha più la possibilità di nominare il Ministro dell’Economia, che deve avere i placet della UE: di fatto è l’Unione europea che designa il Ministro dell’Economia italiano) e si lavora per togliere ad alcuni Paesi (e tra questi c’è l’Italia) la sovranità alimentare per renderli dipendenti per il cibo: questo significa lenta agonia dell’agricoltura italiana: cosa che sta avvenendo, a partire dal Mezzogiorno).

A differenza degli italiani – che invece di ribellarsi alla UE reagiscono provando a fregarsi gli uni con gli altri (sotto questo profilo, l’autonomia differenziata con la quale il Nord vuole scippare circa 190 miliardi di euro a un Sud ormai economicamente boccheggiante è la dimostrazione di un Paese – l’Italia – ormai alla deriva) – i francesi reagiscono e se la prendono proprio con chi li sta massacrando: ovvero con il presidente Macron e la sua ‘banda’.

I Gilet Gialli non sono ribelli e basta: hanno un programma politico molto articolato in antitesi con l’Unione europea controllata dalle multinazionali (LO POTETE LEGGERE QUI). Per esempio, sono contro il colonialismo francese in 14 Paesi africani tutt’ora attivo (COME POTETE LEGGERE QUI).

Insomma, i Gilet Gialli non molleranno fino a quando Macron non verrà cacciato: se non si dimetterà il presidente francese prenderà una secca batosta alle elezioni: prima alle elezioni europee e, dopo, alle elezioni politiche francesi.

Foto tratta da tpi.it

 

 

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