Giovani e studenti: ecco chi vi costringe ad emigrare I NOMI

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E’ troppo facile scaricare sul solo presidente della Regione, Rosario Crocetta, lo sfascio della Sicilia. Se oggi non ci sono i soldi per i precari, per i Comuni e per quello sviluppo che consentirebbe alla Sicilia di garantite un futuro ai suoi giovani, la responsabilità va cercata negli scippi finanziari operati dal Governo Renzi e i primi responsabili sono i parlamentari nazionali eletti in Sicilia e deputati regionali…

Possiamo fare tutte le analisi possibili e immaginabili: dai problemi strutturali, al divario storico Nord-Sud fino alla crisi finanziaria che ha avvelenato l’economia mondiale a partire dal 2008. Potremmo dire tutto e il contrario di tutto.

Ma tutto- e il suo contrario- ci allontanerebbe da una verità inconfutabile che è sotto gli occhi di tutti anche se molti preferiscono non vederla: se oggi, 4 Luglio 2016, la Regione siciliana è in fortissima crisi di liquidità con Comuni in default e senza soldi per i precari come per altre categorie e, soprattutto, se negli ultimi quattro anni la Regione Siciliana non è riuscita a porre un freno  alla fortissima emorragia di giovani e studenti che devono cercare fuori uno sbocco lavorativo e se non ha i soldi per creare opportunità per loro, la colpa è solo e semplicemente degli scippi di risorse operati dal Governo Renzi in danno della Sicilia, per gentile concessione del governatore Crocetta. 

Ma, come detto, non basta prendersela con Crocetta. Correi sono i deputati regionali, che pur di tenersi la poltrona, non si sono dimessi (cosa che avrebbe portato alla caduta del flagello Crocetta).

Correi sono anche- se non soprattutto- i parlamentari nazionali eletti in Sicilia. Questi signori, in tre anni e mezzo, non hanno alzato un dito per difendere la Sicilia e l’Autonomia siciliana consentendo tutti gli scippi che ci portano ad oggi. E’ arrivato il momento di segnalare ai Siciliani, con nome e cognome, questi parlamentari nazionali che non difendono gli interessi della Sicilia e probabilmente meno noti di quelli regionali. Sotto riportiamo tutti i loro nomi. 

Questi signori – molti anche nella maggioranza- non hanno mosso un dito quando nel 2014, il Governo Renzi convinse (o costrinse?) Crocetta a rinunciare ai contenziosi con lo Stato (ovvero, agli effetti positivi di alcune sentenze della Corte Costituzionale in favore della Sicilia, ve ne abbiamo parlato qua) privando i Siciliani di almeno 4 miliardi di euro. Se Crocetta non brilla, almeno loro potevano tentare di opporsi per difendere gli interessi della Sicilia e dei suoi giovani.
Questi signori non hanno detto una parola quando la Corte dei Conti Siciliana ha accusato lo Stato- quindi il Governo nazionale- di slealtà perché continua a trattenere unilateralmente tributi che spetterebbero alla Sicilia (ve ne abbiamo parlato qua) e con i quali si potrebbe dare ossigeno alla nostra economia. 

Questi signori non hanno proferito verbo neanche dinnanzi alle ‘confessioni‘ dell’assessore-commissario, Alessandro Baccei, che in una intervista rilasciata a l’Espresso- come potete leggere qua  ha ammesso che la mancata applicazione dello Statuto costa alla Sicilia 7 miliardi di euro in meno all’anno. 7 miliardi di euro all’anno di cui sono privati anche e soprattutto i giovani siciliani costretti ad andarsene per crearsi un futuro.

Questi signori non stanno dicendo niente neanche dinnanzi al secondo recentissimo patto scellerato firmato da Crocetta a Roma (in allegato alcuni articoli sul tema) il cui risultato è sempre quello: privare la Sicilia delle sue risorse e portarle altrove.

Insomma, non veniteci a raccontare balle, né ad usare termini difficili per coprire quello che è evidente: i giovani siciliani non hanno futuro nella loro terra perché qualcuno glielo sta rubando. Con tutti i miliardi scippati da Roma alla Sicilia si sarebbe potuta creare una economia giovane e dinamica. Ma nessuno a Roma- come a Palermo- difende i loro interessi, neanche quei parlamentari che sarebbero tenuti a farlo e che guardano in silenzio la distruzione della Sicilia.

Ecco i nomi:

i sono i 52 deputati eletti in Sicilia alla Camera dei deputati.

Per la Sicilia occidentale sono:

Magda Culotta, Angelo Capodicasa, Luigi Taranto, Marco Causi, Davide Faraone, Daniela Cardinale, Teresa Piccione, Franco Ribaudo, tutti del PD. Partito che per ovvie ragioni può essere considerato il primo responsabile dei furti di risorse siciliane.

Nella Sicilia orientale, sempre PD, sono Flavia Piccoli Nardelli, Giuseppe Berretta, Giuseppe Lauricella, Fausto Raciti, Giuseppe Zappulla, Maria Gaetana Greco, Luisella Albanella.

Francantonio Genovese e Maria Tindara Gullo, eletti nel PD, hanno cambiato formazione politica, ma non hanno cambiato atteggiamento: rispetto agli scippi finanziari operati dallo Stato ai danni della Sicilia non hanno proferito parola.

I deputati della Camera eletti in Sicilia nel centrodestra che non hanno fatto un a mazza per difendere l’Autonomia siciliana sono:

Angelino Alfano, Saverio Romano, Dore Misuraca, Gabriella Giammanco, Alessandro Pagano, Antonio Martino, Stefania Prestigiacomo, Giuseppe Castiglione, Antonio Minardo, Basilio Catanoso Genovese, Vincenzo Garofalo.

Anche sul fronte grillino registriamo un nulla di fatto in favore dell’Autonomia siciliana. Questi i nomi dei deputati nazionali del Movimento 5 Stelle che, su tale argomento, si sono comportati come tutti gli altri:

Riccardo Nuti Giulia Di Vita, Chiara Di Benedetto, Loredana Lupo, Azzurra Pia Maria Cancelleri, Claudia Mannino, Giuseppe Lo Monaco, Giovanni Di Caro, Giulia Grillo, Tommaso Currò, Maria Marzana, Marialucia Lorefice, Francesco D’Uva, Gianluca Rizzo e Alessio Villarosa, Filippo D’Amico.

Poi ci sono i due deputati nazionali di Scelta Civica:

Gea Schirò, Andrea Vecchio.

Per difendere l’Autonomia non hanno fatto nulla anche i due deputati nazionali dell’UDC eletti sempre in Sicilia:

Giampiero D’Alia e Ferdinando Adornato.

Lo stesso discorso vale per i 25 Senatori eletti in Sicilia.

Per i centrodestra non hanno fatto niente per difendere l’Autonomia siciliana i seguenti Senatori:

Renato Schifani, Simona Vicari, Giuseppe Marinello, Vincenzo Gibiino, Antonio D’Ali’, Giuseppe Ruvolo, Antonio Scavone, Mario Ferrara, Bruno Mancuso, Salvatore Torrisi, Francesco Scoma, Bruno Alicata, Giuseppe Pagano. Marcello Gualdani.

Idem per i Senatori eletti nel PD:

Pamela Orru’, Beniamina Padua, Amedeo Bianco.

Corradino Mineo, eletto nel PD, è uscito da questo partito. Ma non ci sembra che abbia detto qualcosa in difesa dell’Autonomia siciliana.

Per il Megafono c’è il Giuseppe Lumia, altro mancato autonomista.

Anche i Senatori del Movimento 5 Stelle eletti in Sicilia non si sono mai interessati di problemi legati all’Autonomia della Sicilia. Sono:

Mario Giarrusso, Vincenzo Santangelo, Nunzia Catalfo, Ornella Bertorotta.

Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino hanno lasciato i grillini. Ma anche loro, per l’Autonomia siciliana, non hanno fatto nulla.

Ovviamente, i parlamentari nazionali eletti in Sicilia sono sempre in tempo per fare qualcosa per l’Autonomia siciliana. Se sarà così, noi lo segnaleremo. Per ora non possiamo che considerarli pre-ascari in evoluzione…

Andiamo ai deputati regionali. I 90 parlamentari di Sala d’Ercole.

Se il Parlamento siciliano lo vorrà, in occasione dell’approvazione del Bilancio regionale 2017, i deputati potranno mandare all’aria il secondo ‘Patto scellerato’ siglato da Renzi e da Crocetta. sarà solo questione di volontà politica.

In questa fase non possiamo che sospendere il giudizio su di loro, in attesa di vedere come si comporteranno in occasione della discussione e della votazione della manovra economica e finanziaria 2017.

In questa fase possiamo affermare che alcuni  parlamentari regionali si sono distinti, nel dibattito di Sala d’Ercole di qualche giorno fa, per avere contestato in modo preciso e incisivo il secondo ‘Patto scellerato’ Renzi-Crocetta.

Ovviamente, da loro ci aspettiamo il resto.

Aggiornamento

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  • A dire il vero uno o due parlamentari dei 5stelle a Roma divennero celebri per aver fatto un'interrogazione parlamentare nel 2014 se non erro, chiedendo perché il gettito corrisposto alla Regione Siciliana fosse inferiore al 100%.

    La risposta del ministro fu sorprendente: bisogna distinguere tra riscosso e maturato!

    Pigghiaru la lingua e si la misiru ammenzu li feddi dû .....

    Da allora, non pervenuti

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