Se la Russia causa guerra bloccherà l’export di grano il prezzo dello stesso grano nel mondo potrebbe superare gli 800 dollari a tonnellata

24 maggio 2022
  • Poiché in questo momento il cambio euro-dollaro è quasi alla pari, il prezzo del grano, in Europa, potrebbe schizzare a 80-100 euro al quintale. La Russia attacca l’Occidente: con le sanzioni ha innescato la crisi alimentare globale   
  • Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parla di possibile “fame nel mondo”
  • Ai problemi provocati dalla guerra in Ucraina si aggiunge la siccità, che potrebbe provocare una riduzione globale della produzione di cereali 

Poiché in questo momento il cambio euro-dollaro è quasi alla pari, il prezzo del grano, in Europa, potrebbe schizzare a 80-10 euro al quintale. La Russia attacca l’Occidente: con le sanzioni ha innescato la crisi alimentare globale   

La guerra in Ucraina continuerà. La nostra tesi è che sia in corso uno scontro epocale tra Stati Uniti d’America da una parte e Cina dall’altra parte. L’America sta difendendo l’area del dollaro, mentre i Paesi che commercializzano con la Cina – Russia, India, una parte importante dell’Africa e una parte del Sudamerica – sono sempre più intenzionati a fare a meno del dollaro negli scambi commerciali internazionali. La guerra in Ucraina – questa è la nostra tesi – rientrerebbe in tale scenario. E siccome siamo davanti a una guerra – che non è solo militare in Ucraina (con l’ipotesi che si estenda anche a Taiwan, come ha detto senza giri di parole il presidente USA, Joe Biden) ma anche commerciale e alimentare – è interessante seguire l’andamento dei mercati agricoli internazionali, che sono alla base dell’alimentazione umana. Molto interessante, al riguardo, il report di oggi di Sandro Puglisi, analista dei mercati mondiali. Scrive Puglisi che “Lunedì il Cremlino ha affermato che l’Occidente ha innescato una crisi alimentare globale imponendo le sanzioni più severe della storia moderna alla Russia per la guerra in Ucraina. La guerra – e il tentativo dell’Occidente di isolare la Russia come punizione – hanno fatto salire vertiginosamente il prezzo del grano, dell’olio da cucina, dei fertilizzanti e dell’energia”

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parla di possibile “fame nel mondo”

Il messaggio che arriva a chiare lettere dalla Russia è che la situazione è grave e potrebbe peggiorare. Puglisi cita una dichiarazione del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov (nella foto sopra tratta da DW): “La Russia – dice Dmitry Peskov – è sempre stata un esportatore di grano piuttosto affidabile. La fonte del problema che porta alla fame nel mondo sono coloro che ci hanno imposto sanzioni e le sanzioni stesse”. Da settimane si parla di carichi di grano dell’Ucraina bloccati dalla Russia. Accusa respinta dalla Russia, che afferma invece che è l’Ucraina ad aver impossibile la navigazione commerciale. Puglisi cita ancora Peskov, secondo il quale la Russia “non ha impedito all’Ucraina di esportare grano in Polonia attraverso la linea ferroviaria, nonostante il fatto che l’Occidente stesse inviando armi nella direzione opposta”. La verità è che la guerra crea problemi alla logistica. E potrebbe creare problemi di rifornimento globale del grano, se è vero che la Russia è il primo produttore al mondo di cereali e che quest’anno – a differenza di quanto sta avvenendo in altre aree del mondo – non sta scontando problemi di siccità.

Ai problemi provocati dalla guerra in Ucraina si aggiunge la siccità, che potrebbe provocare una riduzione globale della produzione di cereali 

“Molte dichiarazioni politiche – scrive Puglisi – affermano che la Russia sta usando le esportazioni di grano come arma”. E qui il discorso si complica. L’analista dei mercati mondiali cita una dichiarazione di SovEcon, la società di consulenza agricola russa, stando alla quale la nuova previsione sul raccolto di grano russo ammonterebbe a “88,6 milioni di tonnellate (+1,2 milioni di tonnellate). SovEcon stima che le esportazioni russe di grano 22/23 siano di 41 milioni di tonnellate, il 20% del commercio globale. Se venisse tolto dal mercato globale S&D, i prezzi del grano potrebbero salire alle stelle a 20 $/bu o a 800 $/ton o più, ha aggiunto Sovecon“. Questo passaggio è importantissimo. I russi fanno sapere che detengono il 20% della produzione globale di grano e che il protrarsi della guerra in Ucraina potrebbe comportare il blocco dell’esportazione del grano russo con un aumento spaventoso del prezzo dello stesso grano in tutto il mondo. Si potrebbe materializzare la previsione di Mario Pagliaro, che lo scorso anno ha ventilato la possibilità che il prezzo del grano possa arrivare a 80-100 euro al quintale. Vero è che molti Paesi stanno provando a trovare un’alternativa alimentare al grano, ma è altrettanto vero che in questo momento, in alcune aree del Pianeta, non si sa cosa succederà con la siccità. Ci sono problemi di siccità negli Stati Uniti e in Francia (due grandi produttori di cereali), ci sono problemi di siccità in Canada (altro grande produttore di grano che lo scorso anno, a causa della siccità, ha perso quasi il 50% della produzione), ci sono problemi di siccità in India, ci sono problemi di siccità in Africa, ci sono problemi di siccità nel Nord Italia. La situazione è complicata e solo tra circa un mese-un mese e mezzo si potrà ragionare con i ‘numeri’, perché per ora si discute solo di previsioni, in parte negative, ma pur sempre previsioni.

 

 

 

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