Le Finanziaria siciliana 2021: tutti i ‘numeri’ della legge, al di là del bene e del male/ MATTINALE 453

Le Finanziaria siciliana 2021: tutti i ‘numeri’ della legge, al di là del bene e del male/ MATTINALE 453
15 aprile 2021
  • Con molta probabilità questa Finanziaria batterà tutti i record in termini di articoli impugnati
  • Stop elegante al Fondo Jeremie FESR
  • La lingua italiana fatta a pezzi per nascondere che fine fa il denaro pubblico
  • Quota 100 per i dipendenti regionali, ma non ci sono i soldi. Idem per i lavoratori del settore forestale. Come lasciare i Couni senza soldi svuotando il Fondo per le Autonomie locali 
  • Stabilizzazione dei precari ASU: pagherà sempre il Fondo per le Autonomia locali
  • 36 milioni di euro alla Fondazione “Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù”
  • ‘Maneggi’ & assunzioni nei Consorzi di Bonifica: pagheranno gli agricoltori? Invece di controllare il grano al glifosato che arriva in Sicilia…
  • “Riconoscimento della disciplina sportiva ‘Koshido Budo’”: alta finanza locale…
  • Contributi ai lavoratori stagionali
  • Ristori per i settori della ristorazione, del wedding, delle cerimonie e della moda
  • Ristori per il settore dell’organizzazione di eventi

Con molta probabilità questa Finanziaria batterà tutti i record in termini di articoli impugnati

Oggi proveremo a raccontare i passaggi che noi riteniamo più significativi (spesso non positivi) della legge Finanziaria 2021 – conosciuta anche come legge di stabilità della Regione siciliana – approvata dal Parlamento siciliano. Cominciando col dire che questo provvedimento, con molta probabilità, batterà tutti i record in termini di articoli impugnati. Roma, a nostro modesto avviso, potrebbe fare una strage. Per almeno tre motivi. In primo luogo perché questa legge, che non esistiamo a definire assurda e fuori dal mondo reale, ignora l’accordo siglato dal Governo regionale con il Governo nazionale per ridurre le spese. Ne siamo assolutamente convinti e l’abbiamo scritto in tutte le salse: lo Stato, sul fronte finanziario, ha appioppato alla Sicilia è un accordo-capestro. Ma se al Governo di Nello Musumeci non piaceva perché l’ha firmato? Per poter dire ai cittadini siciliani, dopo che la legge verrà in buona parte impugnata: “Noi ci abbiamo provato, ma Roma ha bloccato tutto?”. Il secondo motivo per il quale questa legge verrà impugnata è legato al fatto che una legge Finanziaria è stata trasformata è stata trasformata in una legge-calderone o legge omnibus: ci sono articoli che dovrebbero essere discussi come leggi di settore nelle Commissioni legislative di merito per essere approvate, appunto, come leggi a se stanti; e ci sono articoli di legge veramente ‘miserabili’, che stanziano cifre ridicole, per le quali sarebbe stato sufficiente un provvedimento amministrativo. Insomma, in questa Finanziaria del caos c’è di tutto e di più e – terzo motivo per il quale potrebbe essere impugnata – in alcuni capitoli tutt’altro che secondari non c’è copertura finanziaria, ma solo l’attesa di improbabili fondi europei ancora da riprogrammare. La responsabilità di questo è solo in parte dell’attuale Governo e dell’attuale Assemblea regionale e, in massima parte, del precedente Governo di Rosario Crocetta e dei ‘Patti scellerati’ siglati da quest’ultimo con l’ex capo del Governo nazionale, Matteo Renzi e, naturalmente, della precedente Assemblea regionale. Fatte queste precisazioni proviamo, adesso, ad analizzare questa benedetta legge Finanziaria siciliana 2021.

Stop elegante al Fondo Jeremie FESR

Intanto va precisato che sono oltre 100 articoli: l’esatto contrario di una legge ‘snella’. Perché tutti questi articoli? Perché Governo e Parlamento, avendo deciso, insieme, che non sarebbero stati rispettati gli accordi con Roma per effettuare i tagli, hanno dato il via libera a tutti i parlamentari. Infatti, ognuno dei 70 deputati dell’Ars ha chiesto e ottenuto almeno ‘una cosa’. L’articolo 1 fa riferimento all’accordo Stato-Regione ignorato: non commentiamo… L’articolo 3 è una presa per i fondelli: racconta la favola di una “Riduzione spese e maggiori entrate per il patrimonio regionale”: noi non riusciamo a capire da dove dovrebbero arrivare questi risparmi: magari ci sbagliamo. Idem per l’articolo 4. L’articolo 5 accentra gli acquisti, a cominciare dai prodotti sanitari legati all’emergenza Covid. L’articolo 6 riguarda i rimborsi relativi al conferimento dei rifiuti. L’articolo 7 è un’elegante stop all’utilizzazione del Fondo Jeremie FESR: per attivarlo servono circa 500 mila euro, stanziandone 25 mila questo strumento non si può attuare. L’articolo 8 non verrà sicuramente impugnato perché interessa lo Stato: si tratta, infatti, di un contributo di 18 milioni di euro a Riscossione Sicilia spa passata sotto le bandiere dello Stato. Non solo la Sicilia non riscuote più i tributi a ruolo, ma dà anche soldi allo Stato che gestirà questo servizio.

La lingua italiana fatta a pezzi per nascondere che fine fa il denaro pubblico ‘sminnittiato’

L’articolo 11 riguarda i concorsi: che nesso ci sia tra concorsi e una legge Finanziaria non riusciamo a comprenderlo: in ogni caso, è solo una norma-propaganda. L’articolo 12 prevede 300 assunzioni: altra norma inutile perché senza copertura finanziaria. L’articolo 13 prevede una stabilizzazione per il personale dell’ex Dipartimento Foreste (non sono tanti, comunque). L’articolo 14 dovrebbe essere impugnato. Perché? Perché prevede interventi in favore di personale che viene equiparato ai dipendenti regionali. L’articolo 15 prevede una spesa di 350 mila euro per il personale dei Parchi siciliani.  L’articolo 16 è un mistero: “Contribuzione aggiuntiva dipendenti regionali collocati in aspettativa sindacale”. Perché questi soldi in aggiunta? Non l’abbiamo capito: però c’è il parere favorevole della Ragioneria generale della Regione. L’articolo 17 è già stato oggetto di polemiche violentissime: si tratta dell’aumento della retribuzione al portavoce del presidente della Regione. Vi invitiamo a legge questo articolo perché è un esempio di come non dovrebbero essere scritte le leggi: “1. Al comma 3 dell’articolo 127 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modificazioni le parole da ‘quello’ sino ad ‘Assessori regionali’ sono sostituite dalle parole ‘al limite di cui al secondo periodo del comma 3 dell’articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014, n. 13 e successive modificazioni‘”. Con queste parole incomprensibili si eroga denaro pubblico!

Quota 100 per i dipendenti regionali, ma non ci sono i soldi. Idem per i lavoratori del settore forestale. Come lasciare i Comuni senza soldi svuotando il Fondo per le Autonomie locali 

L’articolo 18 è un capolavoro di fantasia: si parla della Quota 100, la legge approvata per superare la legge Fornero e far andare in persone le persone, in questo caso i dipendenti regionali. Norma giustissima che, però, è priva di copertura finanziaria. L’articolo 19 va a sanare un errore di contabilità: in pratica, sono state calcolate allo ‘sparagno’ i soldi per pagare le pensioni! Dell’articolo 20 abbiamo già scritto: vorrebbero pagare il trattamento integrativo ai dipendenti dell‘Eas (Ente acquedotti siciliani) con i soldi del Fondo pensioni della Regione: mah… L’articolo 21 si occupa di comandi nel personale della sanità, mentre l’articolo 22 interviene in favore dell’attività forestale e dei lavoratori di questo settore: ma è un articolo privo di copertura finanziaria (in attesa dei fondi europei da riprogrammare). L’articolo 23 è una messa presa in giro: si tratta del Fondo regionale per le Autonomia locali (cioè per i Comuni e le ex Province) che fino a pochi anno fa ammontava a poco più di 900 milioni di euro e che è stato ridotto, sulla carta, a 330 milioni di euro. Perché scriviamo sulla carta? Perché da questi 330 milioni di euro – anche se non è scritto in modo chiaro – verranno decurtati di una somma considerevole per pagare altre spese! L’articolo 24 finanzia un improbabile associazionismo tra Comuni, mentre l’articolo 25 va a finanziare, con il citato Fondo per le Autonomia locali (e quindi togliendo fondi ai Comuni), una miriade di cose: un milione e 250 mila euro ai Comuni siciliani che ospitano migranti (non dovrebbero pagare il Ministero degli Interni che autorizza gli sbarchi e l’Unione europea che ci dice di accogliere i migranti?), oltre 2 milioni e 700 mila euro alla Soaco spa, società che gestisce l’aeroporto di Comiso; soldi non quantificati (ma si può fare?) ai Comuni in riequilibrio finanziario approvato dalla Corte dei Conti; ci sono una decina di interventi disposti dall’assessorato alle Autonomie locali; premi ai Comuni che hanno superato la soglia del 65% della raccolta differenziata dei rifiuti; fondi in favore delle Comunità alloggio per disabili psichici; fondi per il trasporto dei rifiuti in favore degli arcipelaghi della Sicilia; e soldi ai Borghi siciliani “più belli d’Italia”. Ci piacerebbe capire quanti fondi rimarranno ai Comuni siciliani: vabbé tanto aumentano la TARI e le altre tasse…

Stabilizzazione dei precari ASU: pagherà sempre il Fondo per le Autonomia locali

L’articolo 26 prevede  una dilazione dei pagamenti. Non ci dite in favore di chi perché non si capisce. Non ci credete? E allora leggete: “Al comma 3 dell’articolo 9 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 15 e successive modificazioni le parole “quinquennio 2017-2021” sono sostituite dalle parole “sessennio 2017-2022” e le parole “sette esercizi finanziari” sono sostituite dalle parole “otto esercizi finanziari”. Tutto chiaro, no? Articolo 27: un milione di euro per i Comuni in zona rossa (che aumentano di giorno in giorno). Articolo 28: altri 200 mila euro per l’accoglienza migranti. Articolo 29: oltre 200 mila euro per i Comuni colpiti dagli incendi. L’articolo 30 è bizzarro: 200 mila euro per contrastare l’abbandono dei rifiuti nelle strade extraurbane. Non sarebbe più logico effettuare i controlli e multare i cittadini che inquinano? Articolo 31: altri 2 milioni di euro per i Comuni con i ‘buchi’ di Bilancio. Insomma, portare in deficit un Comuni è un affare… L’articolo 32 impone l’obbligo, per i Comuni, di rendicontare i fondi erogati supponiamo dalla stessa Regione. Articolo 33: articolo di legge scritto in modo incomprensibile; noi lo ‘traduciamo’ così: ci sono Comuni in dissesto con il personale in sovrannumero? Tranquilli: si pagano con il solito Fondo per le Autonomie locali (alla faccia dei servizi da fornire ai cittadini!). Articolo 36: stabilizzazione dei circa 5 mila precari ASU. Chi paga? Vediamo se indovinate… il solito Fondo per le Autonomie locali! A questo punto vi chiederete: ma i sindaci dei Comuni siciliani perché non si sono catapultati davanti Palazzo Reale, sede del Parlamento siciliano, per scatenare un sano ‘bordello’? In effetti, a pensarci bene, dovrebbero essere i cittadini a scendere in piazza, anche perché i Comuni non fanno altro che aumentare tasse e imposte!

36 milioni di euro alla Fondazione “Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù”

Seguono articoli sul bullismo e sul cyberbullismo (ma che c’entrano con la Finanziaria?), sulla “Tutela della sicurezza di anziani, minori e disabili” (ma che c’entra con la Finanziaria?), aumento dei contributo alle partorienti che vivono nelle Isole Minori (da 3 mila a 5 mila euro), interventi per i disabili. Articolo 44: “Contributo straordinario in favore dell’IPAB Giovanni XXIII di Marsala”. Sono 130 mila euro: perché solo a questa IPAB se tutte le IPAB sono in crisi? L’articolo 46 dovrebbe essere impugnato: “Interventi e semplificazione amministrativa in materia di formazione professionale”: argomento che nulla ha a che spartire con la Finanziaria! Idem per l’articolo 47 (Diritto allo studio). Articolo 48: contributo di 70 mila euro al Convitto Audiofonolesi siciliano. L’articolo 49 non lo comprendiamo: oltre 36 milioni di euro alla Fondazione “Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù”. Si attendono spiegazioni. Articolo 50: “Fondazione “Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù” (che c’entra con la Finanziaria?). Articolo 51: “Tariffe per l’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie” (magari qui un legame c’è con la Finanziaria). Articolo 52: assunzioni di operatori socio-sanitari. L’articolo 53 stanzia 4 milioni e 200 mila euro per curare i piccoli di oltre 6 mesi di età affetti da SMA. Articolo 54: “Istituzione dei Centri regionali di riferimento NIPT (Non Invasive Prenatal Test)”: 4 milioni di euro! Articolo 55: “Terapia pazienti affette da endometriosi” (in Finanziaria?). Articolo 56: “Contributo Remesa per la prevenzione di malattie zoonotiche”. Articolo 57: “Avvio progetti per la fornitura di cannabis terapeutica” 8in Finanziaria?). Articolo 58: interventi ne demanio forestale. Articolo 59: ne abbiamo già scritto: lo sconto del 70% ai cacciatori!

‘Maneggi’ & assunzioni nei Consorzi di Bonifica: pagheranno gli agricoltori? Invece di controllare il grano al glifosato che arriva in Sicilia…

Articolo 60: ‘maneggi’ sui Consorzi di Bonifica, con riferimento al personale (che c’entra con la Finanziaria?). Articolo 61: nuove assunzioni nei Consorzi di Bonifica: chi dovrebbe pagare? Gli agricoltori? Norma economicamente illogica. Incredibile l’articolo 62: “Interventi in favore dell’Asca. Al fine di garantire i necessari controlli per la sicurezza alimentare sull’intera filiera agro-industriale, senza alcun onere a carico delle aziende con sede in Sicilia, favorendo la migliore collocazione dei prodotti ortofrutticoli e vinicoli siciliani sui mercati internazionali, è autorizzata, per l’esercizio finanziario 2021, la spesa di 500 migliaia di euro in favore dell’Agenzia per la sicurezza e il controllo degli alimenti di Ispica (Asca) (Missione 16, Programma 1)”. 500 mila euro per ‘controllare’ i prodotti siciliani che dovrebbero essere esportati! Invece di controllare il grano che arriva in Sicilia con le navi – spesso al glifosato – si dovrebbero spendere 500 mia euro per controllare i prodotti agricoli da esportare: c’è da ridere! Articolo 63: ripristino dell’Organismo pagatore della Regione per le erogazioni in agricoltura. Ci starebbe: ma chi dovrebbe pagare? Articolo 64: “Interventi per il consorzio agrario provinciale di Caltanissetta” (in liquidazione): 127 mila euro: ma che c’entra la Regione? Articolo 65: “Interventi in favore del personale del disciolto Consorzio Ites” (consorzio di ricerca Gian Pietro Ballatore): 180 mila euro. Non convincente. Articolo 66: “Messa in sicurezza beni demaniali marittimi e rimozione dei rifiuti abbandonati sul demanio marittimo” (che c’entra con la Finanziaria?). Articolo 67: “Interventi per la gestione del porto turistico di Licata” (non commentiamo). Seguono un paio di articoli sul demanio marittimo, sugli strumenti urbanistici e, all’articolo 71, il Fondo per le demolizioni in favore dei Comuni. Articolo 72: “Contrasto al lavoro irregolare nel settore edile” (che c’entra con la Finanziaria?). Articolo 73: “Commissione tecnica specialistica per il supporto allo svolgimento delle istruttorie per il rilascio di tutte le autorizzazioni ambientali di competenza regionale” (triplicano i commissari: chi pagherà?). Articolo 74: interventi per i parchi archeologici.

“Riconoscimento della disciplina sportiva ‘Koshido Budo’”: alta finanza locale…

Seguono altri articoli che nulla hanno a che vedere con la Finanziaria (per esempio l’articolo 82: “Riconoscimento della disciplina sportiva ‘Koshido Budo’”: alta finanza locale…). Articolo 87: “Incentivi per l’acquisto di auto elettriche” (200 mila euro). Articolo 88: palleggi di fondi tra Regione e Crias: rischio di perdita di tempo. Articolo 89: interventi per la cooperazione. Articolo 91: “Proroga di termini per le cooperative giovanili” (?). Seguono articoli inventati fuori dal tema finanziario. Per esempio: articolo 95: “Parchi gioco inclusivi”. L’articolo 96 è un po’ più in tema: “Contributo per i comuni sedi di transito e per i porti delle isole minori”. Articolo 97: 2 milioni di euro per il Porto rifugio di Gela: per Ulisse quando lascerà Itaca? Poi interventi per i cinema e per gli esercenti delle attività fotografiche.

Contributi ai lavoratori stagionali

L’articolo 101 interessa i lavoratori stagionali e lo riportiamo per esteso:
“1. Al fine di destinare un contributo una tantum ai lavoratori stagionali siciliani, in considerazione degli effetti economici della crisi da Covid-19, è istituito un fondo di 10.000 migliaia di euro a valere sulle risorse destinate ai programmi della politica unitaria di coesione.

2. Il contributo una tantum di cui al comma 1 è riconosciuto prioritariamente ai lavoratori dipendenti stagionali e ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente legge, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione né di rapporto di lavoro dipendente né di Naspi alla data di entrata in vigore della presente legge.

3. I contributi di cui al presente articolo sono erogati anche ai lavoratori iscritti al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno sette contributi giornalieri versati dall’1 gennaio 2019 alla data di entrata in vigore della presente legge.

4. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il dipartimento regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro provvede all’emanazione di apposito avviso”.

Ristori per i settori della ristorazione, del wedding, delle cerimonie e della moda

Articolo 103: “Ristori per i settori della ristorazione, del wedding, delle cerimonie e della moda”. Anche questo ci sembra importante per i tanti operatori di questi settori:

“l. Al fine di ristorare le imprese e le attività commerciali dei settori della ristorazione, del wedding, delle cerimonie, dell’abbigliamento e delle calzature, particolarmente colpiti dalla crisi economica conseguente all’epidemia da Covid-19, la Regione è autorizzata a concedere agevolazioni, in forma di sovvenzioni dirette, di contributi a Fondo perduto, sulla base dei regimi di aiuto applicabili, compreso il nuovo quadro di riferimento temporaneo come da comunicazione della Commissione 2020/C 91 I/01.

2. Con decreto dell’Assessore regionale per le attività produttive sono individuati, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, i codici Ateco delle imprese aventi diritto alla misura di cui al comma 1.

3. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa è determinata in 2.000 migliaia di euro, comprensiva degli oneri derivanti dalle attività di gestione delle agevolazioni, a valere sulle risorse destinate ai programmi della politica unitaria di coesione”.

Ristori per il settore dell’organizzazione di eventi

Articolo 104: “Ristori per il settore dell’organizzazione di eventi”. Importante per gli oeratori del settore:

1. In considerazione delle perdite di fatturato subite a seguito delle misure di contenimento per la limitazione della diffusione della pandemia da Covid-19, alle imprese o alle ditte individuali operanti nel settore dell’organizzazione di eventi e di eventi matrimoniali (c.d. wedding planner) e di feste e cerimonie è riconosciuto un contributo a fondo perduto commisurato all’ammontare dei costi documentati nel 2020 per canoni di locazione ed utenze elettriche, telefoniche ed idriche, fino ad un importo massimo di 30 migliaia di euro ad impresa.

2. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa è determinata in 3.000 migliaia di euro a valere sulle risorse destinate ai programmi della politica unitaria di coesione”.

Misure di sostegno a favore delle imprese dell’intrattenimento

Articolo 105: “Misure di sostegno a favore delle imprese dell’intrattenimento”

1. Al fine di contrastare gli effetti economici conseguenti all’emergenza epidemiologica da Covid-19, la Regione è autorizzata ad erogare contributi a fondo perduto a favore delle imprese operanti nel settore dell’intrattenimento e del pubblico spettacolo e dell’organizzazione di fiere ed eventi, codice Ateco 8230.

2. Con decreto dell’Assessore regionale per le attività produttive, di concerto con l’Assessore regionale per l’economia, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione del presente articolo, privilegiando le imprese che presentino una riduzione del proprio fatturato pari ad almeno il cinquanta per cento nel periodo ricompreso tra l’inizio e la fine attività svolta nel corso del 2020.

3. Per le finalità di cui al presente articolo, la relativa spesa è determinata in 1.000 migliaia di euro a valere sulle risorse destinate ai programmi della politica unitaria di coesione.

Articolo 107: “Rimborso pedaggi autostradali”. Articolo destinato a “a tutti i residenti della provincia di Messina” peri quali è previsto “un contributo, fino a un massimo di duecento euro a persona, come rimborso dei pedaggi corrisposti in entrata e in uscita dal casello di Villafranca-Ponte Gallo”. Non sarebbero bello estenderlo a tutti gli abitanti della Sicilia che entrano ed escono da un casello stradale?

Foto tratta da il Sito di Sicilia

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