Pandemia, fughe di migranti e blocco delle attività economiche: che speranze ha la Sicilia?/ MATTINALE 533

Pandemia, fughe di migranti e blocco delle attività economiche: che speranze ha la Sicilia?/ MATTINALE 533
23 marzo 2021
  • Gli interessi economici che stanno dietro agli sbarchi di migranti vengono prima della tutela dei siciliani? 
  • Lo ribadiamo: in piena pandemia turisti, crocieristi e migranti non debbono arrivare in Sicilia, perché possono aggravare lo scenario Covid
  • A noi dispiace essere pessimisti, ma nell’attuale scenario la Sicilia è messa veramente male. Anzi, malissimo
  • … e a Palermo hanno sbagliato a leggere i numeri dei positivi penalizzando ulteriormente le imprese. Si troveranno i responsabili? E chi risarcirà gli imprenditori? 

Gli interessi economici che stanno dietro agli sbarchi di migranti vengono prima della tutela dei siciliani? 

Ieri mattina abbiamo raccontato della variante nigeriana del virus SARS-COV-2 arrivata dalle nostre parti. “Variante nigeriana trovata in Sicilia. La possibile resistenza a plasma iperimmune, anticorpi monoclonali e vaccini“, questo il titolo del nostro articolo di ieri. La notizia di ieri l’abbiamo letta sul Giornale di Sicilia: “Si tratta di un migrante di 16 anni, ricoverato da una decina di giorni nel reparto di Malattie infettive del Policlinico Martino di Messina, dopo la fuga da uno Sprar insieme a un amico, anch’egli contagiato (ma dal ceppo originario del virus) e in degenza nella Città dello Stretto, al Covid center di Villa Contino. Il caso è stato individuato nel laboratorio di diagnostica molecolare dell’ospedale attraverso sequenziamento genetico. L’Asp ha già rintracciato alcune persone entrate in contatto con il minorenne e adesso in attesa del risultato dei tamponi che, in caso di positività, saranno analizzati dal laboratorio del Policlinico”. E’ di ieri la notizia dell’ennesima fuga di migranti da un centro di accoglienza: “Ancora una fuga di migranti da Villa Sikania, i carabinieri bloccano 6 giovani”, così titola il quotidiano on line AGRIGENTO OGGI. L’articolo è di ieri mattina: “Ci risiamo. Proteste e fughe sono, di fatto, diventate sistematiche, praticamente all’ordine del giorno. Una ventina di immigrati, ospiti del centro d’accoglienza Villa Sikania di Siculiana, stamattina, sono riusciti – ed è stato l’ennesimo episodio – a scappare dalla struttura che, al momento, viene utilizzata come punto di sorveglianza sanitaria anti-Covid per quanti, minorenni soprattutto, sbarcano a Lampedusa”.

Lo ribadiamo: in piena pandemia turisti, crocieristi e migranti non debbono arrivare in Sicilia, perché possono aggravare lo scenario Covid

Da quando è esplosa la pandemia non facciamo altro che scrivere che il primo rimedio che si adotta in questi casi è riduzione drastica, se non il blocco, della libera circolazione delle persone. In Sicilia, fino ad oggi è avvenuto e continua ad avvenire l’esatto contrario: nonostante la presenza del Covid-19, arrivano turisti (meno rispetto allo scorso anno), crocieristi (meno rispetto allo scorso anno) e migranti (in numero superiore allo scorso anno. Dopo di che il virus si diffonde – e si diffondono soprattutto le varianti del virus, che viaggiano con le persone – e i Governi bloccano le attività economiche. Inutile scrivere che le persone che arrivano in Sicilia da altri Paesi del mondo sono un fattore di rischio. In Nuova Zelanda – che ha una popolazione che, grosso modo, è pari a quella della Sicilia – lo hanno capito e hanno ridotto al minimo le persone in entrata, con controlli serratissimi sulle poche persone che arrivano. In Sicilia, in questi primi tre mesi dell’anno, sono arrivati con i barconi 5.668 migranti.

A noi dispiace essere pessimisti, ma nell’attuale scenario la Sicilia è messa veramente male. Anzi, malissimo

Dietro questi arrivi – è notizia nota – ci sono interessi economici spaventosi. Tutto previsto: nell’Aprile dello scorso anno abbiamo dato notizia che in Libia erano di nuovo operativi i trafficanti di persone. A cui si sono aggiunti i migranti dalla Tunisia. Arrivano quasi tutti – assembrati su barconi – a Lampedusa. Dove rimangono assembrati  in attesa di trovare posto sulle navi dove, assembrati, osservano il periodi di quarantena. Non tutti vengono trasferiti sulle navi ormeggiate di fronte ad alcuni porti siciliani. Alcuni – i minori – vengono trasferiti in Sicilia. Il trasporto dei migranti da Lampedusa a Porto Empedocle viene effettuato spesso sulla nave di linea. Cioè la nave che viene utilizzata per i comuni passeggeri. Tutto è “sotto controllo”. Però in Sicilia i casi aumentano e i Governi bloccano le attività economiche, “fonte di possibile contagio”. E mentre nei centri dove viene effettuate la vaccinazione anti-Covid gli assembramenti sono all’ordine del giorno, grande severità con i ragazzi che si riuniscono, che vengono subito segnalati alle autorità dai ‘cascittuna’ di turno, redarguiti, multati e additati come cattivi esempi.

… e a Palermo hanno sbagliato a leggere i numeri dei positivi penalizzando ulteriormente le imprese. Si troveranno i responsabili? E chi risarcirà gli imprenditori? 

Mentre succede tutto questo l’economia siciliana va a farsi benedire. E si scopre pure che a Palermo, ma guarda che combinazione, quasi un destino cinico e baro, le ‘autorità’ (chi? non si capisce, né si capirà) hanno sbagliato a contare e invece di censire poco meno di 3 mila positivi al virus ne hanno censiti più di 11 mila! Una ‘cosa da nulla’ che, però, ha comportato un inasprimento delle norme anti-Covid, con ulteriore penalizzazione delle attività economiche. Ulteriori penalizzazioni per ristoranti, bar e, in generale, per le attività economiche cittadine. Chi pagherà? Quello che fregò Polifemo? Ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, lo scorso Gennaio, nel centenario della nascita dello scrittore Leonardo Sciascia (frase che leggiamo su Report Sicilia.com): “Leonardo Sciascia è stato uno dei più grandi intellettuali del Novecento e noi siciliani dobbiamo saperne custodire il pensiero critico, lo spirito libertario e la lucidità di intellettuale indipendente è scomodo. E, soprattutto, dobbiamo cogliere quel pungolo ad abbandonare la rassegnazione, della quale ci accusava lo scrittore di Racalmuto, e credere che, invece, con le idee e il lavoro si possano cambiare le cose. Raccogliere l’eredità di Sciascia significa dimostrare che questa Sicilia non è più irredimibile”. Con tutta la buona volontà: con quello che vediamo in queste ore in Sicilia come facciamo a credergli?

P.s

Dimenticavamo: la signora Angela Mekel dice che in Germania le varianti del virus hanno aggravato la situazione. Lì si accingono a chiudere tutto non si sa per quanto tempo.  

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