Dalla Regione siciliana un bando da 15 milioni di euro per valorizzare la frutta in guscio o secca

25 febbraio 2021
  • C’è questo ed altro nell’intervista dell’assessore all’Agricoltura, Tony Scilla, a ITALIFRUIT NEWS
  • Speriamo bene, perché negli ultimi anni la Sicilia è stata invasa da frutta secca estera
  • Le riflessioni del presidente dell’Associazione della frutta in guscio, Corrado Bellia
  • Si spera che i tempi burocratici siano brevi

C’è questo ed altro nell’intervista dell’assessore all’Agricoltura, Tony Scilla, a ITALIFRUIT NEWS

La Sicilia punta sulla frutta secca o in guscio. Mandorle, nocciole, pistacchi e, perché no?, anche carrube. E lo fa con un bando da 15 milioni di euro – fondi europei – per valorizzare queste colture. Ne scrive in un ampio servizio di approfondimento ITALFRUIT NEWS, giornale on line che si occupa di orto frutta.  “Se per anni il settore ha vissuto sugli scudi, è stato poi abbandonato per altri tipi di colture più redditizie, fino alla riscoperta di questi ultimi tempi – leggiamo nell’articolo -. Chi conosce il valore di questi frutti ha investito in terreni e impianti dedicati, soprattutto per la mandorla, considerata prodotto di punta per i consumatori moderni. Dopo numerosi tentativi di valorizzazione del settore, ora sembrano arrivare finalmente le risorse. A seguito delle richieste inoltrate dall’Associazione regionale della Frutta in guscio all’assessore all’agricoltura siciliana Toni Scilla, è stata predisposta la formulazione di un bando da 15 milioni di euro destinati alla filiera della frutta in guscio, dalla produzione alla commercializzazione. Il giornale ha intervistato il nuovo assessore regionale all’Agricoltura della Sicilia, Tony Scilla, che, in effetti, a giudicare dalle prime mosse, merita un certo apprezzamento.  Sulla follia di un mega parco eolico in 18 milioni di metri quadrati di mare tra le Egadi e la Tunisia, Scilla ha già detto che prima vengono gli interessi dei pescatori. Ora si muove per rilanciare un settore – la frutta secca o in guscio – che in Sicilia vanta una grande tradizione. Insomma, un po’ di differenza con il predecessore c’è. La prova del nove sarà il grano duro: se metterà in campo iniziative concrete a tutela del grano duro siciliano segnerà vera discontinuità con i suoi predecessori.

Speriamo bene, perché negli ultimi anni la Sicilia è stata invasa da frutta secca estera

Dice Scilla a ITALFRUIT NEWS a proposito della frutta secca o in guscio: “Stiamo lavorando al bando e contiamo di accelerare le tempistiche, per presentare le graduatorie già entro l’anno. Quello della frutta in guscio rappresenta un settore strategico per l’economia siciliana, espressione non solo di un processo economico ma di un intero territorio. Un territorio che va rilanciato attraverso un concetto di filiera e che ci consenta di vincere sul mercato le sfide della globalizzazione”. non siamo molto d’accordo sulla globalizzazione, ma è chiaro che la frutta secca, oltre che essere venduta nel mercato locale (e già sarebbe un bel successo, considerato che la Sicilia è letteralmente invasa da frutta secca americana, turca, iraniana e via continuando), specie se di alta qualità (vedi il pistacchio), va anche esportata. L’articolo riporta gli obiettivi per la valorizzazione di questo settore illustrati dal presidente dell’Associazione della frutta in guscio, Corrado Bellia: la creazione di un gruppo di lavoro per la filiera, la costituzione di un Osservatorio regionale, la promozione del made in Italy e l’apertura verso l’innovazione. “Prima di tutto va creato un gruppo di lavoro per la categoria che rimanga fisso all’interno dell’assessorato e non sia influenzato dai cambiamenti politici interni – dice Bellia -. Una struttura che si occupi in maniera specifica della frutta in guscio valorizzando tutte le nostre tipicità: dal consorzio della mandorla di Avola al pistacchio di Bronte, passando dal pistacchio della valle dei Platani, alla nocciola dei Nebrodi, fino al carrubo, alla noce e al castagno. Solitamente la classe politica punta a provvedimenti di breve periodo, mentre in questo caso si dovrebbe ragionare come gli architetti: progettare oggi per realizzare domani. E’ inutile andare avanti con interventi spot o tamponando la situazione, servono strategie a lungo periodo”.

Le riflessioni del presidente dell’Associazione della frutta in guscio, Corrado Bellia

L’Associazione della frutta in guscio propone anche la costituzione di un Osservatorio regionale e nazionale in questo settore: “Ad oggi – dice sempre Bellia – non sappiamo dire con precisione quante sono le superfici dedicate alla frutta in guscio e i pochi dati che abbiamo non sono affidabili. Solo un ente pubblico come questo osservatorio potrebbe testimoniare la grande crescita che questo settore sta vivendo. Dati fondamentali anche per capire e prevedere le dinamiche dei prezzi: si tratta di elementi di base per uno stato moderno come il nostro e che sono già in uso in altri Paesi come in California con l’Almond Board of California”. Poi c’è la promozione del prodotto: “Solo promuovendo il prodotto siciliano e italiano di qualità – dice sempre Bellia a ITALFRUIT NEWS – si può pensare di competere con la merce estera, disponibile a prezzi più bassi ma di minor qualità. Non si tratta di dare contributi a piccole realtà ma di mettere a punto un piano di promozione a livello nazionale: per quanto riguarda il bando siciliano vanno messi in rete tutti i soggetti della filiera”. Aggiunge l’assessore regionale Scilla: “Chi compra frutta in guscio siciliana deve essere certo della provenienza dei prodotti. E un modo per tutelare le piccole e medie imprese ed anche il territorio. Con questi 15 milioni vogliamo garantire il rilancio dell’attività economica per le piccole imprese, tenendo conto delle specificità territoriali. Se il settore è cresciuto notevolmente e produce Pil e posti di lavoro, allora anche la politica deve essere indirizzata su questi ragionamenti e deve sostenere la filiera. Se attraverso l’agroalimentare riusciamo a rilanciare l’economia meridionale, allora il Sud potrebbe finalmente trasformarsi da problema a risorsa per l’intero Paese”.

Si spera che i tempi burocratici siano brevi

Le idee ci sono. Bisognerà capire, in primo luogo, in quanto tempo l’idea si trasformerà in realtà. In parole semplici: quanto ci

metterà l’assessorato regionale all’Agricoltura a rendere operativo questo bando? Questa è una domanda fondamentale. Ricordiamo che, certe volte, bastano interventi, anche dai costi irrisori, per migliorare la situazione. Fino a pochi anni fa – per citare un esempio – i noccioleti dei Nebrodi erano stati quasi del tutto abbandonati. E’ bastato un piccolo intervento per controllare il cosiddetto ‘Cimiciato del nocciolo’ per far tornare gli alberi produttivi. Poi i noccioleti dei Nebrodi sono stati colpiti da un aumento in atteso della popolazione di Ghiri, che ha provocato grandi danni. Ora, per fortuna, sembra che la situazione si sia stabilizzata. Anche per la mandorlo – albero che fa parte della tradizione mediterranea – ci sono stati problemi. Tanto che cinque anni fa le mandorle californiane avevano di fatto sostituito le mandorle siciliane, peraltro con prezzi elevati. Da non dimenticare i pistacchi siciliani: i pistacchi di Bronte e i pistacchi di Raffadali. Insomma, la Sicilia ha le carte in regola per puntare sulla frutta in guscio o secca.

 

Foto di prima pagina tratta da Pittimùso Prodotti tipici siciliani d’accellenza

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