Coronavirus in Sicilia: non è più logico chiudere tutto evitando lo stillicidio?/ SERALE

11 novembre 2020

Le chiusure parziali non servono. Possono anche invertire il trend: ma appena si molla un po’, zact!, il virus riparte. Bisogna dare una bella ‘botta in testa’ al virus. Perché non applicare il modello della Nuova Zelanda – che ha lo stesso numero di abitanti della Sicilia – dove il virus è praticamente sparito?   

Gli aggiornamento sulla pandemia in Sicilia li leggiamo su Blog Sicilia:

Sono 1.487 i nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 9839 tamponi effettuati; 27 i decessi, che portano il totale a 762. Con i nuovi casi salgono così a 23.564 gli attuali positivi con un incremento di 732. Di questi, 1.578 sono i ricoverati con un incremento di 35: 1376 in regime ordinario con un aumento di 22 ricoveri e 202 in terapia intensiva con un aumento di 7 ricoveri. In isolamento domiciliare sono 21.986. I guariti sono 728″.

E ancora:

“I nuovi positivi sono così distribuiti per province: Palermo 531, Ragusa 281, Trapani 225, Messina 138, Catania 131, Siracusa 76, Caltanissetta 60, Enna 30 Agrigento 15.  Il presidente della Regione, Nello Musumeci, nel frattempo commenta i dati della situazione epidemiologica dell’Isola che sembra aver avuto un flebile rallentamento nel corso dei giorni scorsi, anche se oggi non si conferma il trend”.

“I dati – dice Musumeci – confermano una tendenza che registriamo ormai da oltre una settimana in Sicilia. Ma non c’è tempo per sentirsi risollevati: si corre e basta!”. Il presidente della Regione fa riferimento all’ultimo report settimanale dell’Istituto superiore della sanità che include l’Isola tra le cinque regioni con l’indice Rt sotto la soglia di 1.5, anche se è ancora classificata a ‘rischio alto’ e per questo è zona ‘arancione’”.

A nostro modesto avviso, i dati non sono affatto tranquillizzanti. Lo scorso Luglio, in Sicilia, il Coronavirus era quasi assente: i pochi casi erano arrivati da fuori: per esempio, i turisti bergamaschi di Febbraio.

Poi i casi dei siciliani che vivevano nel Nord Italia tornati di corsa e in modo disordinato.

Poi, i primi giorni di Agosto, sono cominciati i primi casi di positivi arrivati da ragazzi siciliani in vacanza a Malta.

Poi c’è stato un crescendo rossiniano: turisti, crocieristi, altri siciliani in vacanza in giro per l’Italia e all’estero, migranti. E ancora il caos nei trasporti pubblici. E il rilassamento quasi generale: poche mascherine e spiagge prese d’assalto.

Per chiudere – ciliegina sulla torta – la follia della riapertura delle scuole. Noi abbiamo provato a spingere il presidente Musumeci a prendere almeno tempo prima di riaprire le scuole. Ma il presidente è rimasto ammaliato dalle sirene romane, stando alle quali nelle scuole Coviddi uncinnè… 

Cosa si aspettavano di diverso gli attuali governanti della Sicilia? Sconti per comitive da parte del virus? A questo punto perché continuare con lo stillicidio? Alcuni chiusi, altri aperti, altri aperti a metà. Risultato: zero! E polemiche.

Quello che il presidente pensa sia una tendenza positiva è, in realtà, un trend ingannevole: la chiusura parziale e un aumento dell’uso delle mascherine avrà magari ridotto i casi: ma appena si molla un po’, zact!, il virus dilaga!

Al virus va data una bella ‘botta in testa’. Come? Facendo quello che ha fatto la Nuova Zelanda. In questo Paese – che ha lo stesso numero di abitanti della Sicilia – oggi non c’è più il virus. Applicare il modello neozelandese significa bloccare tutto: anche i migranti.

Fermare tutto per trenta giorni. Se non abbiamo capito male i medici non sarebbero contrari. Sperando che con la chiusura la sanità dell’Isola ‘respiri’ un po’. Questo aiuterebbe a studiare meglio qual è, oggi, l’effettiva presenza del virus dopo oltre cinque mesi di errori!

 

 

 

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