Messina, Cateno De Luca al secondo posto tra i sindaci più graditi d’Italia

Messina, Cateno De Luca al secondo posto tra i sindaci più graditi d’Italia
6 luglio 2020

Il sindaco della Città dello Stretto risulta essere molto amato dai cittadini. In questo articolo proveremo a illustrare il segreto del successo di Cateno De Luca, che riesce ad essere ‘indigesto’ al centrosinistra, al centrodestra e ai grillini. Per non parlare del presidente della regione siciliana, Nello Musumeci, che teme una sua candidatura tra due anni… 

Nella speciale classifica dei 105 sindaci della città italiane capoluoghi di provincia più graditi ai cittadini stilata dal quotidiano Il Sole 24 Ore, oltre ai disastrosi risultati di Palermo e Catania, c’è un’altra notizia che riguarda la Sicilia: il secondo posto in classifica raggiunto dal primo cittadino di Messina, Cateno De Luca. Un risultato eccezionale, soprattutto se si pensa che De Luca ha ereditato una città ridotta malissimo, tra crisi finanziaria, raccolta differenziata dei rifiuti praticamente inesistente, un tram che perde un sacco di soldi, le eterne baracche del terremoto di Messina del 1908 (sembra incredibile, ma ci sono ancora) e via continuando con gli annosi problemi di una città che, da sempre, deve peraltro fare i conti con il traffico veicolare fonte di continuo inquinamento.

Qual è il segreto di Cateno De Luca? Ovviamente, bisogna partire dalle cose che ha fatto da quando si è insediato. Noi non viviamo a Messina e possiamo solo analizzare il lavoro dell’attuale sindaco della Città dello Stretto da quello che abbiamo letto sui giornali e sulla rete.

La prima cosa che a noi ha colpito di De Luca sindaco è il suo rapporto diretto con i cittadini di Messina. Da quando si è insediato – utilizzando in modo continuo la rete – il primo cittadino ha cercato in tutti i modi di parlare ed esporre a chi vive a Messina i problemi che andava trovando e le soluzioni che andava prospettando. Ma c’è stata anche una grande capacità di ascolto, che gli ha consentito di sintonizzarsi con l’anima della città.

Nei giorni bui della chiusura per l’emergenza Coronavirus il sindaco di Messina si è intestato, in solitudine, una battaglia per il controllo degli arrivi di persone da Reggio Calabria via mare. In quei giorni il sindacato ORSA denunciava l’arrivo incontrollato, a Messina, di automobili. De Luca ha firmato un’ordinanza che, in realtà, avrebbe dovuto essere firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, per controllare gli arrivi.

Sui controlli delle automobili – e quindi delle persone – che in quei giorni arrivavano a Messina, il sindaco De Luca si è scontrato con il Governo nazionale, mentre il Governo regionale di Nello Musumeci rintracciava al telefono Ponzio Pilato…

Il Governo nazionale – con la Ministra degli Interni Luciana Lamorgese – ha bloccato l’ordinanza del sindaco. Ma il vincitore morale è stato De Luca, che è riuscito a dimostrare la bontà della sua azione amministrativa. Mentre il Governo nazionale e il Governo regionale siciliano non hanno fatto una grande figura: anzi!

Sulla scorta delle polemiche, anche roventi, tra il sindaco De Luca e la Ministra Lamorgese, quest’ultima ha querelato il sindaco. Ma anche questo atto ha rafforzato il primo cittadino di Messina agli occhi dei cittadini.

Un altro punto di forza di De Luca è la sua libertà politica e d’azione: come abbiamo scritto qualche tempo fa, De Luca è stato eletto sindaco di Messina battendo, contemporaneamente, il centrodestra, il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle. Per certi versi, l’elezione di De Luca ha anticipato una tendenza che ormai è un ciclone: la crisi di credibilità politica dei grillini.

Oggi De Luca ha contro quasi tutta la politica: ha contro il centrodestra, ha contro il centrosinistra, ha contro i grillini. Per non parlare della ‘presunta’ Grande informazione, che ha cercato di metterlo più volte in cattiva luce.

Ma più tutti questi soggetti, a vario titolo, brigano per metterlo in difficoltà, più aumenta la sua popolarità. La dimostrazione quasi matematica che, in Italia, vecchia politica e Grande informazione non sono più ‘sintonizzati’ con gli interessi reali dei cittadini.

Un’altra cosa molto importante di De Luca è il suo secco “No” al 5G, in ottemperanza alla corretta richiesta di applicazione del Principio di precauzione. “In assenza di elementi che escludano danni irreversibili per la salute umana e per l’ecosistema come si possono autorizzare simili installazioni?”, ha detto De Luca.

L’esatto contrario di quello che fa oggi la vecchia politica, prona agli interessi delle multinazionali di questo settore. In questo caso, la contrapposizione con il sindaco di Palermo ultimo in classifica è netta: a Palermo le antenne del 5G ci sono (anche se con la solita ambiguità), a Messina non ci sono e i titolari di questa tecnologia della quale si conosce ancora poco o nulla in materia di effetti sulla salute umana sono stati mandati via.

Un altro elemento importante è la competenza di De Luca, che ha alle spalle un’esperienza di parlamentare regionale. Il sindaco di Messina conosce molto bene il Bilancio della Regione. Così, quando hanno cercato di ‘soffiare’ al Comune di Messina un cospicuo finanziamento si è catapultato con le ‘carte’ nel Palazzo Reale di Palermo, la sede del Parlamento dell’Isola.

Immediatamente i soldi per Messina sono ricomparsi. Come mai? L’abbiamo scritto: De Luca conosce bene la materia, mentre i vari presidenti, assessori e deputati vari hanno approvato una manovra economica e finanziaria 2020 piena di ‘buchi’, ovvero capitoli coperti con fondi che non ci sono e che dovrebbero arrivare da Roma (campa cavallo…).

Ora, fino a quando ‘ste cose le scriviamo noi, come si dice in Sicilia, un succeri nenti: ma se finiscono in qualche ricorso, beh, va cunza ‘sta barracca, come si dice sempre in Sicilia…

Cosa insegna il secondo posto di De Luca? Tante cose. Noi ne segnaliamo tre.

Che quando si fanno gli interessi delle multinazionali – è il caso del 5G – i cittadini lo capiscono.

Che gli interessi dei cittadini non coincidono con chi maneggia i grandi appalti: è il caso dei grandi appalti ferroviari.

Che – soprattutto in tempo di emergenza sanitaria (leggere Coronavirus) – i cittadini distinguono benissimo chi sta difendendo gli interessi della città e chi sta mettendo la città al servizio di chi con la stessa città non ha nulla a che spartire.

 

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