5G: dalla Sicilia a Milano continua la battaglia per applicare il Principio di precauzione

5G: dalla Sicilia a Milano continua la battaglia per applicare il Principio di precauzione
5 luglio 2020

Ancora non abbiamo capito (ma lo capiremo, tranquilli) che cosa c’è dietro il pronunciamento del TAR Sicilia che ha annullato il blocco del 5G a Cefalù. Intanto diamo una bella notizia: un folto gruppo di cittadini di Milano si è rivolto all’avvocato di Palermo, Giuseppe Cannizzo, per capire cosa stanno combinando da quelle parti con il 5G. Qui trovate tutti i particolari di questa storia

Mentre ancora ci si interroga sul pronunciamento del TAR Sicilia che ha annullato il blocco del 5G a Cefalù (ci si interroga, in particolare, sulla difesa del Comune di Cefalù: com’è stato difeso davanti ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale? e da chi è stato difeso? chi assisterà il Comune nel ricorso al CGA? si difenderà come si sta difendendo il Comune di Giardini Naxos?), arriva una bella notizia: l’avvocato Giuseppe Cannizzo, che noi conosciamo e stimiamo, è stato contattato da un folto gruppo di cittadini di Milano che chiedono chiarezza sul 5G.

La notizia è importante. L’avvocato Cannizzo è il legale che – insieme con un folto gruppo di cittadini – ha scoperchiato il pentolone del 5G a Palermo, dove sono spuntate 56 antenne. 

Il fatto che sia stato chiamato da un folto gruppo di cittadini milanesi per fare chiarezza sul 5G a Milano significa che la battaglia civile non contro la tecnologia 5G, ma per fare chiarezza sul 5G, chiedendo l’applicazione del Principio di precauzione sta riscuotendo il gradimento di tanti cittadini.

Abbiamo capito quale sarà la strategia delle società che, per fare denaro, vogliono piantare le antenne del 5G sopra le teste dei cittadini italiani, ignorando il Principio di precauzione. Come hanno fatto a Cefalù (dove, lo ribadiamo, non si capisce che tipo di difesa abbia approntato il Comune), si rivolgeranno alla magistratura amministrativa, provando a trasformare in un mero fatto amministrativo una questione che attiene alla salute pubblica!

In questa storia non possiamo non notare il silenzio dei rappresentanti delle quattro forze politiche che danno vita all’attuale Governo nazionale: PD, Movimento 5 Stelle, Italia Viva di Renzi e Liberi e Uguali. Se i silenzio di queste quattro forze politiche perdurerà, noi inviteremo i cittadini sensibili ai tempi di 5G e salute a non votare per i candidati di questi partiti alle prossime elezioni amministrative.

Anzi, giusto per cominciare a mettere i puntini sulle i cominciamo con l’invitare i nostri lettori che sul 5G la pensano come noi a condividere e diffondere questo articolo. Ci sembra un buon viatico per stanare i rappresentanti di questa quattro forze politiche.

Ma torniamo all’avvocato Cannizzo in ‘missione’ a Milano e alla sua “istanza di accesso civico generalizzatoex art. 5, comma 2 e seguenti del D.Lgs. n. 33/2013 e s.m.i–infrastruttura di rete e servizi 5G per la città metropolitana di Milano”. L’istanza è stata presentata al comune di Milano e ad altri uffici, compresa l’ARPA della Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

Dopo la premessa, con la citazione dei regolamenti europei, l’avvocato cannizzo ricorda che “nel 2005 è stato adottato dall’Unione Europea, il c.d. Principio di Precauzione secondo cui ‘Quando le attività umane possono portare a un danno moralmente inaccettabile, che è scientificamente plausibile ma incerto, si dovranno intraprendere azioni per evitare o diminuire tale danno'”;

“che la sentenza del TAR Lazio n. 500 del 15 gennaio 2019 ha imposto l’obbligo di procedere a campagne di informazione ed educazione ambientale previste dall’articolo 10 comma 1 della Legge 36/2001, condannando i Ministeri Ambiente, Salute e Istruzione ad ottemperare”;

“che, secondo l’OMS circa il 3% della popolazione è affetta da problemi di elettrosensibilità (per l’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Berna gli elettrosensibili arrivano al 5% degli elvetici mentre in Svezia studi indicano tale valore nel 10%)”;

“che il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Commissione Europea, che afferma come il ‘5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche’ ed ha evidenziato un chiaro segnale agli Stati membri, sopratutto all’Italia, sui pericoli socio-sanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G (che rileva gravissime criticità, in parte sconosciute sui problemi di salute e sicurezza dati) confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione di tale nuova tecnologia 5G”;

“che è stato dimostrato in quattro studi (Rea 1991 Havas 2006, 2010, McCarty et al. 2011) che è possibile identificare persone con ipersensibilità elettromagnetica e dimostrare che possono essere testati usando risposte obiettive, misurabili, dimostrando che questi soggetti sono realmente ipersensibili se confrontati con i normali controlli”;

“che altri studi dimostrano che ci sono veri e propri cambiamenti fisiologici nei soggetti con Elettrosensibilità e che due studi (De Luca, Raskovic, Pacifico, Thai, Korkina 2011 e Irigaray, Caccamo, Belpomme 2018) hanno dimostrato che le persone elettrosensibili hanno alti livelli di stress ossidativo e una prevalenza di alcuni polimorfismi genetici, che potrebbero suggerire una predisposizione genetica”;

“che il Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e I° Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011 hanno richiamato gli stati membri a riconoscere l’Elettrosensibilità come una disabilità, al fine di dare pari opportunità alle persone che ne sono colpite”;

che il 15 Gennaio 2019 il TAR del Lazio ha condannato i Ministeri di Salute, Ambiente e Pubblica Istruzione a promuovere un’adeguata campagna informativa ‘avente ad oggetto l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile’, mentre una serie di sentenze emesse nell’ultimo decennio dalla magistratura internazionale e italiana attestano il danno da elettrosmog, l’elettrosensibilità e il nesso causale telefonino-cancro, anche oltre ogni ragionevole dubbio (Cassazione 2012), tanto che note compagnie internazionali di assicurazione come Swiss Re e Llyoid’s non coprono più il danno”.

L’avvocato Cannizzo ricorda che “il 5G è una tecnologia altamente pericolosa – come già evidenziato da studi e verifiche scientifiche da parte dell’Istituto Ramazzini di Bologna ( Dott.ssa Fiorella Belpoggi ), dal CNR di Bologna ( Prof. Fiorenzo Marinelli) , dalla SIMA ( Prof.Ernesto Burgio), dal Nuovo Saline ONLUS (Dott. Gianluca Milillo) poiché si basa su microonde (c.d. onde millimetriche) a frequenze più elevate delle precedenti con maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radiofrequenze vengono assorbite (in particolare i tessuti umani)”.

Non solo. “Gli studi sugli effetti biologici di questo tipo di radiazione elettromagnetica – scrive l’avvocato Cannizzo – sono appena agli inizi e indicazioni preliminari (le sperimentano in Russia per le terapie del dolore) paiono mostrare effetti sulle terminazioni nervose periferiche (stanchezza, sonnolenza e parestesia)”; e “che proprio per il carattere di novità, sperimentazioni del genere dovrebbero valutare l’impatto SULLA SALUTE UMANA E SULL’AMBIENTE e prendere in considerazione il rischio attribuibile a tale intervento prima che lo stesso sia realizzato, potendo fare ancora valutazioni ex-ante sul se e come realizzarlo”.

“Malgrado la sperimentazione del 5G sia già stata avviata, – precisa sempre il legale – non esistono studi che, preliminarmente alla fase di sperimentazione, escludano e/o valutino il rischio sanitario per l’uomo e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi a quelle esistenti”.

“Spetta al Sindaco – scrive l’avvocato Cannizzo – la responsabilità penale, civile, amministrativa di accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario, che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale”; e spetta sempre al Sindaco “spetta al Sindaco, nella Sua veste di ufficiale di Governo e massima autorità sanitaria locale in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3-ter del D. Lgs. n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibile per i cittadini, di adottare le migliori tecnologie disponibili e di assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione”.

Nella sua nota l’avvocato Cannizzo ricorda che “nel 2011 la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo e che il l° novembre 2018 il National Toxicology Program ha diffuso il rapporto finale di uno studio su cavie animali dal quale è emersa una «chiara evidenza che i ratti maschi esposti ad alti livelli di radiazioni da radiofrequenza, come 2G e 3G, sviluppino rari tumori delle cellule nervose del cuore». Il rapporto aggiunge anche che esistono anche «alcune evidenze di tumori al cervello e alle ghiandole surrenali». Precisando che trattasi ancora a situazioni connesse a 2G e 3G, mentre ora il progetto delle compagnie è quello di introdurre in modo ubiquitario, capillare e permanente il 5G”.

Il legale ricorda ancora che “nel marzo 2018, inoltre, sono stati diffusi i primi risultati dello studio condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni) che ha verificato aumenti statisticamente significativi nell’incidenza degli schwannomi maligni, tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all’intensità di campo più alta, 50 V/m. Inoltre, gli studiosi hanno individuato un aumento dell’incidenza di altre lesioni, già riscontrate nello studio dell’NTP: iperplasia delle cellule di Schwann e gliomi maligni (tumori del cervello) alla dose più elevata”.

Sui rischi del 5G “si è espresso anche il noto epidemiologo ed epigenista di fama internazionale Dott. Ernesto Burgio – già Presidente del Comitato Scientifico SIMA – che ha manifestato profonde preoccupazioni dichiarando che “non si dovrebbe consentire l’esperimento ‘in vivo’ su milioni di persone di qualcosa che non è mai stata verificata”. Mentre “il Prof. Fiorenzo Marinelli, ricercatore presso l’istituto di genetica molecolare presso il CNR di Bologna – ricorda ancora l’avvocato Cannizzo – ha confermato le evidenze sugli effetti biologici importanti determinati dalla tecnologia 5G che dovrebbero imporre il principio di precauzione. Medesime indagini epidemiologiche, che hanno evidenziato danni preoccupanti, sono state anche eseguite dal Dott. Gianluca Milillo, Presidente del Nuovo Saline ONLUS e dalla Dott.ssa Sharon Golderg”.

Per non parlare del Ministro Regionale di Bruxelles, Celine Fremault, che “ha bloccato la sperimentazione del 5G dichiarando che ‘servono standard di sicurezza’ e ‘non si può vendere la salute del cittadino'”.

Il legare ricorda in oltre che “più di duecento Sindaci di Comuni italiani hanno bloccato la sperimentazione del 5G fino a quando non si provveda ad una verifica della tecnologia prima dell’installazione”.

A questo punto l’avvocato Cannizzo chiede “di sapere se sono state inoltrate al Comune di Milano richieste, da parte di compagnie telefoniche, riguardanti l’installazione di impianti e/o antenne con tecnologia 5G o se, attualmente, sono state installate antenne con tale tecnologia; in tal caso si chiede, ai sensi dell’art. 5 comma 2 e seguenti del D.Lgs. n. 33/2013 e s.m.i.di potere esercitare il diritto d’accesso civico generalizzato, mediante rilascio di copia di tutti gli atti relativi e conseguenti ad ogni istanza e/o progetto riguardante il Comune di Milano che preveda l’impiego della tecnologia 5G, nonché ogni altro atto ad essi connesso e/o collegato; di tutti gli atti relativi all’eventuale installazione delle antenne telefoniche per l’implementazione della tecnologia 5G ivi incluse le autorizzazioni ad oggi rilasciate ai sensi del D. Lgs. n. 259/2003, nonché i pareri tecnici e sanitari ed ogni altro atto ad essi connesso e/o collegato; di ogni eventuale parere tecnico e scientifico relativo all’implementazione della tecnologia 5G nel territorio del Comune di Milano!.

L’avvocato Cannizzo “diffida il Comune di Milano, nella persona del Sindaco pro tempore, nelle more di verifiche scientifiche che valutino l’impatto ed i rischi di tale tecnologia 5G sulla salute umana e sull’ambiente, a non autorizzare l’installazione di antenne o impianti con tecnologia 5G nonché all’immediata sospensione ed interruzione della sperimentazione e/o utilizzazione della suddetta tecnologia nel Comune di Milano”. E avverte lo stesso Sindaco che, “decorsi infruttuosamente gg. 30 dalla presente, si vedrà costretto ad adire l’autorità giudiziaria, in tutte le competenti sedi, a tutela degli interessi e dei diritti dei propri assistiti e per l’accertamento di eventuali ipotesi di reato ascrivibili ai rappresentati e/o funzionari dell’amministrazione comunale di Milano”.

Foto tratta da Inno3

 

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