Palermo, il ‘giallo’ di 55 antenne 5G in cerca d’autore: ci sono, ma non si capisce chi ne ha autorizzato l’installazione!

Palermo, il ‘giallo’ di 55 antenne 5G in cerca d’autore: ci sono, ma non si capisce chi ne ha autorizzato l’installazione!
23 maggio 2020

Così scopriamo – grazie all’impegno dell’avvocato Giuseppe Cannizzo, cittadino on la schiena dritta – che, a Palermo, ci sono 55 antenne della tecnologia 5G, ma non si capisce chi ne abbia autorizzato l’installazione. Così andiamo alla ricerca degli ‘autori’ di questa storia pirandelliana. Il Comune. L’assessore Leonardo Piampiano. L’ARPA Sicilia…

Palermo: le antenne del 5G ci sono, pare che siano oltre 50 antenne – ma è come se non ci fossero, perché nessuno ne ha autorizzato l’installazione!

Ecco svelato il gioco del Comune di Palermo amministrato dal centrosinistra dove, ufficialmente, i grillini sono all’opposizione: quei grillini che, a Roma, governano con il centrosinistra e che nel capoluogo della Sicilia e a Roma, quando si parla di tecnologia 5G, si comportano come i pesci dentro il barile.

Ricordate il nostro articolo del 7 Maggio scorso, quando vi abbiamo raccontato di un folto gruppo di cittadini che ha inoltrato al Comune di Palermo la richiesta di accesso agli atti? Ecco, ora è arrivato il momento di raccontarvi la seconda puntata di questa storia.

Il protagonista di questa inchiesta – perché, alla fine, è una era e propria inchiesta – è l’avvocato Giuseppe Cannizzo, cittadino con la schiena dritta che, di fatto, si sta sostituendo a una politica che, a Palermo – ad eccezione di un paio di consiglieri comunali – praticamente non c’è.

Ma andiamo alla seconda puntata della nostra storia.

Il nostro protagonista – il citato avvocato Cannizzo – scrive a:

Spett.le
Sportello Unico Attività Produttive
c/o Comune di Palermo
suapfacile@cert.comune.palermo.it

Al Signor Assessore
Leopoldo Piampiano
Tezzo mail all’indirizzo
l.piampiano@comune.palermo.it

Al Capo Area Sviluppo Economico
servizimprese@comune.palermo.it

Al Signor Sindaco del
Comune di PALERMO
Prof. Leoluca Orlando
Trasmessa a mezzo PEC all’indirizzo
gabinettosindaco@cert.comune.palermo.it

Al Presidente ed ai Consiglieri tutti del
Consiglio Comunale di PALERMO
Trasmessa a mezzo PEC all’indirizzo
consigliocomunale@cert.comune.palermo.it

Spett.le
Comune di Palermo
VII Commissione
Trasmessa a mezzo mail all’indirizzo
settimacommissione@comune.palermo.it

e p.c Spett.le ASP
direzionesanitaria@asppalermo.org

Al Signor Prefetto di Palermo
gabinetto.prefpa@pec.interno.it

OGGETTO della sua lettera:

“Integrazione richiesta ex L. n. 241/90 e ss.mm.ii. inoltrata il 7 maggio 2020 – infrastruttura di rete e servizi 5G per la città metropolitana di Palermo”.

“Premesso – scrive l’avvocato l’avvocato Cannizzo – che con la precitata istanza ex l 241/90, inoltrata anche all’Assessore Leonardo Piampiano (SUAP), veniva richiesto l’accesso agli atti relativi alle infrastrutture di rete e servizi 5G per la città metropolitana di Palermo e precisamente si chiedeva copia

(i) di tutti gli atti relativi e conseguenti al ‘Progetto di sviluppo di una infrastruttura di rete e servizi 5G per la città metropolitana di Palermo’ pubblicato in data 19 marzo 2019 sul sito ufficiale del Comune di Palermo (www.comune.palermo.it), nonché ogni altro atto ad essi connesso e/o collegato;

(ii) di tutti gli atti relativi all’installazione delle antenne telefoniche per l’implementazione della tecnologia 5G ivi incluse le autorizzazioni ad oggi rilasciate ai sensi dell’art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003, nonché ogni altro atto ad essi connesso e/o collegato;

nonché (iii) di ogni parere tecnico e scientifico relativo all’implementazione della tecnologia del 5G a Palermo e del Progetto di cui sopra”.

Per la cronaca, il SUAP è una sigla ‘mistica’: sta per Sportello Unico per le Attività Produttive.

Apprendiamo così che “con Nota del 14 maggio 2020, il Comune di Palermo comunicava al sottoscritto procuratore di avere inoltrato la suddetta richiesta ex L .241/90 all’assessore Piampiano (SUAP) – cui veniva inoltrata p.c. la stessa nota – il quale veniva invitato ‘a disporre le opportune direttive ai propri uffici affinché predispongano i necessari atti amministrativi volti a riscontrare all’istante quanto rappresentato nella nota de qua” (Cfr. pec del 14.05.2020 – Ufficio Gabinetto del Sindaco)”.

IL SINDACO ORLANDO? NON HA CONTEZZA – A questo punto entra in scena il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando:

“Con successiva nota del 18 maggio 2020, prot. n. 605754 del 18/05/2020 – trasmessa all’Assessore allo Sviluppo Economico, Al Capo Area Sviluppo Economico, al Dirigente del Servizio SUAP ed al sottoscritto procuratore p.c.- il Sindaco di Palermo, premettendo di non avere contezza dello stato di realizzazione del ‘Progetto di sviluppo di una infrastruttura di rete e servizi 5G per la città metropolitana di Palermo né di quanto evidenziato dallo studio legale che riferisce di permessi già rilasciati per installazione di antenne…” invitava l’Assessore allo Sviluppo Economico ed i destinatari in indirizzo, ‘a fornire urgente riscontro a quanto richiesto dallo studio legale, compulsando, ove ritenuto, eventuale altro ufficio interessato alla pratica de qua’”.

Insomma, il sindaco di palermo non sa nulla delle antenne del 5G installate a Palermo!

A questo punto entra in scena la VII Commissione consiliare del Comune di Palermo:

Con una pec del 20.05.2020 “la VII Commissione Consiliare del Comune di Palermo trasmetteva copia del verbale (VERBALE n. 97 del 20.05.2020) relativo alla seduta tenutasi il 20 maggio 2020 ‘in occasione della quale è stato sentito in audizione sul punto applicazione sistema 5G, l’Assessore alle Attività Produttive, Leopoldo Piampiano’. In tale occasione l’Assessore Piampiano rilevava, in ordine al sistema 5G ‘che la sperimentazione non è ancora stata ultimata e che, dalle interlocuzioni con il Dirigente del SUAP, è emerso che nessuna attivazione in tal senso è stata avviata’”.

LE ANTENNE? NON SONO ATTIVATE – Insomma: le antenne del 5G ci sono – a noi ne risultano installate una cinquantina – ma non sono state attivate.

“L’Assessore – leggiamo sempre nella lettera dell’avvocato Giuseppe Cannizzo – affermava anche che ‘a Palermo ……… non ci sono punti attivati, seppure autorizzati”.

Autorizzati? Autorizzati da chi? La vicenda – come ora vedremo – diventa un ‘giallo’ a tutti gli effetti.

Apprendiamo, così, che, secondo l’assessore comunale Piampiano, “l’attivazione dei punti dipende dall’ARPA: essendo una sperimentazione su base nazionale ed essendo che Palermo non è una città per la quale è stata avviata la sperimentazione, l’Assessore – scrive sempre l’avvocato Cannizzo – rassicura che, presso il Comune di Palermo, questa non è stata avviata”. (così in verbale n. 97 del 20.05.2020).

La cosa desta in noi perplessità: l’ARPA – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente – autorizza l’installazione delle antenne del 5G?

ANTENNE AUTORIZZATE DALL’ARPA? NO – “Non è così – ci spiega l’avvocato Cannizzo -. l’ARPA esprime pareri. L’autorizzazione le rilascia il Comune di Palermo”.

Apprendiamo così che l’ARPA, “nel periodo tra l’8 novembre 2019 e il 6 maggio 2020 – scrive sempre l’avvocato Cannizzo – rilasciava n. 55 (cinquantacinque) pareri (di cui 35 positivi e 20 negativi) relativi alle antenne 5G installate dalle compagnie telefoniche Vodafone, TIM e Wind nell’area metropolitana di Palermo”; e apprendiamo anche “che il Decreto Legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (c.d. Codice delle comunicazioni elettroniche) prevede che i gestori telefonici interessati all’implementazione della rete di banda larga mobile debbano richiedere ed ottenere preventivamente da parte degli Enti locali le relative autorizzazioni, espresse e/o tacite”; e apprendiamo “che alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Orlando al Giornale di Sicilia (quotidiano del 12.05.2020), sembrerebbe che il Comune di Palermo non avesse alcuna contezza, ad oggi, dello stato di realizzazione di progetti di sviluppo di infrastrutture di rete e servizi 5G per la città di Palermo, né di permessi rilasciati per l’installazione di antenne 5G”.

Qui arriva la parte, come dire?, pirandelliana di questa storia:

“Dalle affermazioni rilasciate dall’Assessore alle Attività Produttive, Leopoldo Piampiano, in sede di audizione dinanzi la VII Commissione Consiliare e di cui al verbale n. 97 del 20.05.2020 – scrive l’avvocato Giuseppe Cannizzo – non si comprende quando, a quale titolo e da quale Ente ,sia stata autorizzata l’installazione di n. 55 antenne 5G da parte delle Compagnie telefoniche Vodafone, TIM e WIND”.

LE ANTENNE 5G IN CERCA D’AUTORE – Insomma: a Palermo ci sarebbe 55 antenne di tecnologia 5G in cerca d’autore!

Dalle stesse affermazioni dell’assessore, scrive sempre l’avvocato Cannizzo, “non si comprende se la sperimentazione abbia avuto inizio e ‘non è ancora stata ultimata’, oppure se ‘nessuna attivazione in tal senso è stata avviata’; non si comprende, inoltre, chi abbia rilasciato l’autorizzazione ed a chi spetterebbe attivare gli impianti 5G che, a dire dell’assessore, sarebbe di competenza dell’ARPA”.

Il ‘mistero’ diventa sempre più interessante:

“Da quanto dichiarato dall’assessore – scrive l’avvocato Cannizzo – non si comprende il motivo per cui a Palermo, che ‘non è una città per la quale è stata avviata la sperimentazione’, si trovino installate ben 55 antenne 5G per le quali l’ARPA ha rilasciato – nel periodo compreso tra ottobre 2019 ed aprile 2020 – 35 pareri positivi e 20 pareri negativi. Si rammenta che la tecnologia 5G è una tecnologia assolutamente nuova ed i cui effetti sull’ambiente e sugli esseri viventi sono ad oggi sconosciuti sebbene diversi studi ne avessero già evidenziato la grave pericolosità”.

Che succederà, adesso, dopo questa bella scoperta? Intanto bisogna capire come stanno le cose, stanando questi signori del Comune di Palermo, ma anche i parlamentari regionali e i parlamentari nazionali eletti in Sicilia, perché quello che sta avvenendo a Palermo potrebbe essere avvenuto anche in altri Comuni della nostra Isola: nulla può essere escluso, a questo punto.

CHE RISCHI STANNO SUBENDO I CITTADINI? L’avvocato Cannizzo precisa “che ai sensi dell’art. 8 della Legge n. 36 del 22 febbraio 2001 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici) le Regioni, come anche i Comuni ed altri Enti, ‘nell’esercizio delle funzioni relative all’individuazione dei siti di trasmissione e degli impianti per telefonia mobile… si attengono ai principi relativi alla tutela della salute pubblica, alla compatibilità ambientale ed alle esigenze della tutela dell’ambiente e del paesaggio”;

che, ad oggi, il Comune di Palermo, non ha chiarito se e quando ha autorizzato l’installazione delle antenne 5G… e se ha rispettato, ai fini dell’autorizzazione, tutte le procedure ed attività istruttorie previste dalle normative vigenti a tutela della salute UMANA e del rispetto per l’ambiente ed il paesaggio“;

“che nessuna campagna d’informazione e/o consultazione è stata svolta, preliminarmente all’installazione delle antenne, nei confronti della cittadinanza per informarla sui possibili rischi di tale tecnologia che, inevitabilmente, viene a subire – o subirà – inconsapevolmente”.

A questo punto l’avvocato chiede la trasmissione “di tutte le istanze inoltrate dalle compagnie telefoniche – con le relative autorizzazioni ove esistenti – per l’installazione delle antenne 5G nell’area metropolitana di Palermo. Ciò, al fine di comprendere in virtù di quale principio e/o per quale interesse o vantaggio per la cittadinanza sia stata permessa e/o autorizzata tale installazione, pur non rientrando la città di Palermo tra le città designate dal Ministero per lo Sviluppo Economico per avviare la sperimentazione della tecnologia 5G”.

C’E’ UNA CONSULENZA SCIENTIFICA? – L’avvocato chiede inoltre “la trasmissione di tutti i pareri, tecnici e sanitari, che l’Ente Comunale avrebbe richiesto, valutato ed adottato ai fini dell’autorizzazione all’installazione delle n. 53 antenne 5G”. E chiede di “conoscere se è stata acquisita, ai fini dell’autorizzazione all’installazione delle n. 53 antenne 5G (inattive?), una consulenza che avesse confermato evidenze scientifiche sui danni alla salute e se fosse stata espletata un’attività istruttoria finalizzata alla raccolta puntuale di tutti gli elementi relativi ad eventuali fasce protette (sottocategorie di protezione richiesta, minori, malati oncologici, elettrosensibili, bambini) nonché a zone sensibili (asili nido, scuole, ambulatori ecc…) interessate dal CEM generato dalla SRB in questione”.

Il legale chiede di conoscere “se l’Amministrazione comunale ha provveduto a richiedere ai suddetti gestori e/o compagnie telefoniche una garanzia formale con assunzione di responsabilità sotto i profili civili e penali, circa la certa assenza di alcun rischio per la salute e incolumità pubblica”.

“Per le superiori richieste – scrive sempre l’avvocato Cannizzo – si chiede di comunicare ogni Vs. determinazione, adottata nei termini di cui al suddetto Codice delle comunicazioni elettroniche. Ciò, al fine di accertare il rispetto e l’osservanza, da parte di Codesta Pubblica amministrazione, del c.d. Principio di precauzione, principio esplicitato in diversi documenti legali accettati dall’Italia, a partire dalla dichiarazione di Rio del 1992 sino all’art. 191 del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea e, dunque, vincolante per tutti i soggetti pubblici e privati e, inoltre, per accertare il rispetto della tutela dei diritti costituzionali della persona umana di cui agli artt. 1, 2, 3, 32 e 33 della Costituzione”.

Il legale avverte “che, non ottemperando nei termini di legge alle superiori richieste, i miei assistiti si vedranno costretti ad adire l’autorità giudiziaria, in tutte le competenti sedi, al fine di accertare ogni responsabilità civile e penale conseguente all’arbitraria concessione di autorizzazioni relative all’installazione delle numerose antenne 5G (n.53) oggi presenti nell’area metropolitana di Palermo che, rappresentando una tecnologia nuova – ancora in fase di sperimentazione – non potevano essere installate in violazione delle normative e principi costituzionali posti a salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini e senza valutazioni scientifiche che ne escludessero la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. Facendo ogni ampia riserva di richiedere l’intervento della Procura della Repubblica territorialmente competente, al fine di chiarire le superiori circostanze, si rimane in attesa di Vs. riscontro. La presente, che viene inoltrata alla competente autorità sanitaria locale ed alla Prefettura per opportuna conoscenza, vale quale atto di costituzione in mora ad ogni effetto di legge”.

Foto tratta da Nurse Times

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