La strumentalizzazione della sinistra in Lombardia e l’errore del Movimento 24 Agosto/ MATTINALE 482

La strumentalizzazione della sinistra in Lombardia e l’errore del Movimento 24 Agosto/ MATTINALE 482
7 aprile 2020

Mentre in Lombardia si continua a morire di Coronavirus è iniziata la strumentalizzazione politica da parte della ‘sinistra’ protagonista, a fine Febbraio, di “Milano non si ferma” e “Bergamo non si ferma”. In questa triste storia del Nord Italia ferito, almeno per noi, Governo Conte bis, Regione Lombardia leghista e ‘sinistra’ lombarda stanno sullo stesso piano. E questo ci rende incomprensibile l’atteggiamento del Movimento 24 Agosto per l’equità Territoriale   

In Lombardia si muore ancora di Coronavirus, così come si muore nel resto del Nord Italia (un po’ meno rispetto ai giorni caldi, quando erano i mezzi dell’esercito che trasportavano i cadaveri). Così come si muore, anche se molto meno, nel resto d’Italia. Ebbene, con i morti ancora caldi è cominciata la strumentalizzazione politica. E, guarda caso, a guidarla è quella parte politica – il centrosinistra – che, al pari del centrodestra a ‘trazione’ leghista, ha grandi responsabilità in tutto quello che è accaduto in Lombardia da Febbraio ad oggi.

Tutto ci saremmo aspettati, ma non che, per strumentalizzazione politica, pur di danneggiare gli avversari, si sarebbero utilizzati pure i morti. Ma in Italia, Paese delle stragi impunite, da Piazza Fontana a Capaci e via D’Amelio, tutto si può utilizzare, tutto diventa utile, anche se ciò che è utile, come ci ricorda San Paolo, non sempre edifica.

Adesso le ‘grandi firme’ del ‘grande giornalismo d’inchiesta’ del nostro tempo si sono accorte che, nei giorni dell’inferno, in Lombardia, quando i morti per Covid-19, o Coronavirus crescevano di ora in ora i centri che ospitavano gli anziani venivano abbandonati a se stessi. Uno scoop…

La ‘scoperta’ è di qualche giorno fa e non dei primi giorni di Marzo, con un mese di ritardo sugli eventi. Per un mese e forse più dei centri per gli anziani, a cominciare dal milanese Pio Albergo Trivulzio, non si occupava nessuno. Ed è anche logico: nel Nord Italia ‘produttivo’, quello che non si ferma, erano troppo impegnati a tenere aperte le aziende e a fronteggiare l’impressionante catena di morti che ogni giorno uscivano dagli ospedali di Milano, Bergamo e di altre città lombarde.

In quei giorni, ogni sera, davanti alle immagini delle bare che scorrevano nei telegiornali, ci domandavamo se tutti i morti che venivano fuori ogni giorno da Milano, da Bergamo, da Brescia – queste le città che sono rimaste impresse nella nostra mente – erano stati assistiti negli ospedali. E visto che la scena si ripeteva ogni sera, ogni sera, ogni sera ci domandavamo: ma quanti medici, quanti infermieri, quanti posti letto di terapia intensiva ci sono in Lombardia?

I conti non tornavano. Ma non abbiamo mai pensato di andare a fare le pulci al sistema sanitario lombardo in un momento così terribile. Sapevamo, questo sì, che in Lombardia la sanità è un grande affare per i privati, ma la cosa non ci stupisce (del resto, non è che in Sicilia, e specialmente a Palermo, le cose siano molto diverse: basti pensare agli americani dell’ISMETT, struttura sanitaria privata che si occupa anche di trapianti di organi: struttura che, fino a qualche anno fa, costava alla Regione siciliana la bellezza di 100 milioni di euro all’anno con la ‘benedizione’ di tutta la politica nazionale e siciliana; oggi non conosciamo quanto costa, visto che nel Bilancio regionale il dato non compare: chissà perché).

I giorni passavano – il riferimento è sempre a Marzo – così siamo venuti a sapere che nell’ultima decade di Febbraio, quando il Coronavirus era già presente, oltre al celebre slogan “Milano non si ferma”, anche Bergamo ha addirittura organizzato un fine settimana con tanti inviti e tanta gente: proprio l’ultimo fine settimana di Febbraio.

Un video testimonia che, a fine febbraio, a Bergamo, non avevano calcolato i possibili pericoli legati al Coronavirus, mentre in Sicilia, già una settimana prima, il presidente della Regione, Nello Musumeci, aveva lanciato l’allarme.

Nessuno, fino a metà Marzo, si è preoccupato dei centri per il ricovero degli anziani. Eppure, in questi luoghi, sono presenti le due condizioni che avrebbero dovuto destare grande preoccupazione: il fatto che gli anziani, rispetto a questa patologia, sono i soggetti più deboli; e il pericolo legato al fatto che vivono in tanti a stretto contatto: cosa che va assolutamente evitata.

Solo negli ultimi dieci giorni di Marzo la questione comincia a trovare un certo interesse. Il tema riguarda non soltanto il Nord Italia, sempre alle prese con un’emergenza tremenda, ma anche il Centro Italia e il Sud Italia.

Nel Sud – siamo già arrivati a fine Marzo – presidenti delle Regioni e sindaci hanno allertato la popolazione, invitandola a restare in casa. Nel frattempo è iniziato il grande esodo di meridionali che, dal Nord Italia, si riversa nel Sud. Ma vuoi perché la gente, nel Sud, checché se ne dica, rimane in casa, vuoi per il clima, ventosità in testa, che sembra limitare la diffusione di questa infezione (è la tesi che, per primo, ha lanciato in solitudine il nostro amico Domenico Iannantuoni), il grande aumento dei casi di Covid-19 non c’è stato (alla faccia di uno dei ‘grandi giornali del Nord’ che ha titolato “Il virus alla conquista del Sud”.

Nel frattempo abbiamo anche scoperto che anche in Italia – nel Nord Italia dove la situazione è stata ed è ancora in parte grave – come avvenuto in Cina, molte persone ammalate sono rimaste in casa senza cure, tra disperazione e paure. Cosa sia successo non è difficile immaginarlo.

Così come abbiamo scoperto – e questa scoperta ci riguarda tutti, da Nord a Sud, non è soltanto storia amara della Lombardia – che per quasi un mese di Coronavirus-Covid-19 ci siamo dimenticati dei centri per gli anziani (in Sicilia è stato il ‘caso’ di Villafrati a farci prendere coscienza del problema). Così come, sempre in ritardo, e sempre in Sicilia, ci siamo dimenticati dell’Oasi di Troina dove, per motivi di cura, sono presenti tante persone.

Oggi, con il senno del poi – ribadiamo: mentre la pandemia è ancora in corso e mentre in Lombardia e, in generale, nel Nord Italia le morti, i contagi e i ricoveri non si fermano, ma sono soltanto un po’ diminuiti – assistiamo, attoniti, alla strumentalizzazione politica contro la Regione Lombardia.

Sia chiaro: questa non è una difesa della Regione Lombardia che, al pari del Governo nazionale, dei vertici dei Comuni di Milano e Bergamo e del sistema economico lombardo e, in generale, del Nord Italia, ha le proprie, pesanti responsabilità.

Ma ci sembra veramente incredibile quello che succede in queste ore, ovvero il tentativo di una parte politica – ribadiamo, mentre ancora ci si continua ad ammalare e si continua a morire – di utilizzare la vicenda delle case di cura per colpire la Lega che amministra la Regione Lombardia.

Come se non ci fossero stati errori del Governo nazionale, errori del Comune di Milano e del Comune di Bergamo. Ma, ovviamente, il Governo nazionale è di centrosinistra e va ‘assolto’ a prescindere; i Comuni di Milano (“Milano non si ferma”) e di Bergamo (“Bergamo non si ferma”) sono di centrosinistra e vanno assolti a prescindere.

Che scene penose! Che ipocrisia tanto a chilo! E ci dispiace, e molto, che a questa strumentalizzazione politica in chiave antileghista – con lo stesso ‘spirito’ uguale e contrario a quello dei leghisti – si siano aggiunti anche gli amici del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale.

Cari amici del Movimento 24 Agosto: è tutto il Nord Italia che in questa pandemia ha combinato enormi danni (anche al Sud), condizionando il Governo nazionale che si è mosso con grande ritardo per tutelare l’unico ‘valore’ che al Nord riconoscono e nel quale si riconoscono e si rispecchiano: il denaro!

E ancora in queste ore il Governo Conte bis ne sta combinando un’altra, con una manovra imperniata sui prestiti: prestiti che, in quanto tali, gli imprenditori che stanno fermi non hanno motivo di chiedere: nessuna persona di buon senso – specie se è un imprenditore – si indebita per non lavorare. Chi chiederà questi soldi in prestito al Governo, questo ci sembra ovvio, lo farà per lavorare.

Quindi c’è un Governo che, da un lato, dice che bisogna restare a casa perché l’emergenza non è finita e, dall’altro, lancia prestiti che dovrebbero servire alle imprese per tornare a lavorare!

Ci sarebbe da chiedere al presidente del Consiglio Conte, che un giorno sì e l’altro pure ci regala in televisione i suoi esercizi di retorica, quale aiuto concreto il suo Governo stia fornendo non soltanto agli imprenditori che non possono tornare al proprio lavoro ma anche ai milioni di italiani chiusi in casa su ordine del suo stesso Governo.

Ce lo chiediamo e lo chiediamo dal momento che l’energia elettrica si deve pagare, il gas di città pure, il telefono anche, idem l’acqua; gli affitti, per chi vive in affitto, si devono pagare; i mutui, per chi chiede la sospensione, non vengono sospesi: ne viene solo dimezzato, in media, il pagamento; quanto alle tasse, sono state sospese per due mesi, così ci è sembrato di capire: forse Conte e i suoi valenti Ministri pensano che a Giugno la pandemia sarà finita?

Cari amici del Movimento 24 Agosto, visto che vi occupate di politica, anche questi dovrebbero essere gli argomenti, non certo le strumentalizzazioni politiche in una Lombardia ancora ferita a morte. O anche voi non volete disturbare i ‘manovratori’ di Palazzo Chigi? Sbagliamo, o questo è il Governo che, poco prima dell’esplosione del Coronavirus, aveva pronta l’Autonomia differenziata per massacrare il Sud?

Foto tratta da MbNews

 

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