Coronavirs/ Il Nord Italia ha commesso errori gravi, il Sud si organizzi per salvarsi da sé/ MATTINALE 477

Coronavirs/ Il Nord Italia ha commesso errori gravi, il Sud si organizzi per salvarsi da sé/ MATTINALE 477
2 aprile 2020

Si organizzi, il Sud Italia, per tenersi al riparo dalla pandemia di Coronavirus che non è uno scherzo. E si organizzi per gestire la fase di ricostruzione del proprio sistema economico. Avendo chiaro un punto: che dall’Italia arriveranno altri problemi, non certo soluzioni. Soprattutto dal punto di vista economico

di Economicus

Gli errori dell’Italia, di chi ha governato l’Italia dal 2001 ad oggi sono stati tanti. Ce n’è uno, in particolare, che dovrebbe interessare i 20 milioni di italiani del Sud. E’ un elemento di diseconomia segnalato qualche mese da dall’EURISPES: e cioè che dal 2001 al 2017 le Regioni del Nord Italia hanno tolto alle Regioni del Sud Italia 840 miliardi di euro. 

Ora, a parte la scorrettezza dei grandi mezzi d’informazione italiani – quelli che si ‘preoccupano’ delle fake news altrui – che hanno nascosto la notizia, quasi tutti hanno fatto finta di non vedere un fatto che non può non sfuggire a chi si occupa di economia: e cioè che questo drenaggio di fondi dalle Regioni del Sud in favore delle Regioni del Nord non è stato altro (e, per inciso, continua ad esserlo) che il prezzo che il sistema Italia ha pagato all’entrata in vigore della moneta unica europea: prezzo che lo Stato italiano, in combutta con il Nord Italia, ha scaricato in buona parte sulle Regioni del Sud.

E oggi? Oggi è l’Italia del Nord che ha creato, in massima parte, il disastro con il Coronavirus. Un Italia del Nord che, nell’ultima settimana di Febbraio, pur di non perdere gli affari, ha creato i presupposti per diventare una delle aree più colpite del mondo dall’attuale pandemia, con un numero impressionante di contagi e di morti.

E’ sbagliato – e lo dico da osservatore esterno, perché non vivo in Italia da oltre quarant’anni – parlare di Governo dell’Italia come del Governo di tutta l’Italia. In Italia il Governo si occupa del Nord e di una parte del Centro Italia, non certo del Sud. E quando si occupa del Sud lo fa solo per depredarlo in favore del Nord. dal 1860 ad oggi non è cambiato nulla. 

Il Sud, per i Governi italiani – compreso l’attuale Governo Conte bis – è una colonia e da colonia viene trattato. Il modo con il quale  l’attuale esecutivo ha alleggerito il Nord, agevolando il trasferimento di migliaia e migliaia di persone dal Nord al Sud Italia è l’ennesima testimonianza della scarsa, se non nulla considerazione in cui viene tenuto il Sud in Italia.

Si dice che è sempre stato così: ed è vero. Ma mai, come a partire dal 2001, l’Italia ha massacrato con una ferocia politica senza precedenti il Sud Italia. E la cosa incredibile che i primi carnefici del Sud sono proprio i politici meridionali che occupano ruoli di vertice a Roma!

I cosiddetti ‘ascari’ – come li definisce il direttore de I Nuovi Vespri – c’erano già a tempi di Crispi e di Giolitti, e c’erano anche durante il fascismo: ma mai, a livello economico, si è arrivati a tanto.

La vicenda dell’ILVA di Taranto grida vendetta. Nel silenzio generale hanno chiuso gli impianti pericolosi per la salute umana nelle acciaierie del Nord. Ma gli stessi impianti che hanno danneggiato l’ambiente e la salute delle persone – lavoratori dell’ILVA di Taranto e cittadini di Taranto – sono stati mantenuti aperti a Taranto. Il tutto con la ‘benedizione’ delle organizzazioni sindacali!

Come nella Prima Guerra mondiale, quando i generali mandavano i meridionali a morire nelle trincee, anche l’acciaio l’Italia ha seguito la stessa impostazione: una cosa che fa male all’ambiente e alla salute, se non si può fare al Nord, si può fare al Sud. Ed è ancora così!

Se leggete la storia della colonia penale che a fine ‘800 era presente nelle isole Eolie vi accorgerete che Taranto è stata trattata peggio di come venivano trattati i carcerati nell’arcipelago eoliano!

Da Londra, dove vivo, leggo ogni mattina I Nuovi Vespri. E così ho letto qualche giorno fa le denunce del sindacato autonomo ORSA e, ieri, le denunce degli esponenti di altre organizzazioni sindacali a proposito di quanto avviene nello Stretto di Messina. E mi meraviglio che nessuno abbia notato il sistema messo a punto per fare arrivare in Sicilia i siciliani provenienti dal Nord.

La politica li fa arrivare dal Nord fino a Reggio Calabria ignorando le attuali disposizioni adottate dal Governo nazionale. E la politica di Reggio Calabria – che è la politica dello stesso ‘colore’ dell’attuale Governo italiano – si incarica di attaccare i politici siciliani che vorrebbero maggiori controlli sulle persone che arrivano dalla Calabria.

Con questo trucchetto mediatico la Sicilia – che in piena pandemia ha tutte le ragioni del mondo per pretendere il controllo sanitario sulle persone che arrivano in Sicilia dal Nord Italia – viene fatta passare come un’Isola governata da gente senza pietà: governanti siciliani che rifiutano di ricevere i siciliani che arrivano dal Nord: che vergogna!

Così i politici siciliani che chiedono tutela per la propria terra e severi controlli sanitari su chi arriva da fuori dalla Sicilia passano, mediaticamente, dalla ragione al torto. Tutto questo mentre i Decreti adottati dal Governo nazionale impediscono – almeno sulla carta – gli spostamenti di persone da un Comune all’altro!

Che succederà? Mi occupo di numeri, non di virus. Quello che posso dire è che nel Regno Unito – cosa che ho già scritto proprio per I Nuovi Vespri – non credono molto nel vaccino contro il Coronavirus. Molto più razionali le eventuali cure, che già ci sono, ma che diventeranno efficaci fra un po’ di tempo.

Nel Regno Unito, come del resto negli Stati Uniti, non sono convinti che il Coronavirus concluderà il proprio ciclo con la fine dell’estate. Qui sono convinti invece che durerà qualche anno e, forse, più di qualche anno.

Leggo che in Italia vorrebbero tornare a vivere normalmente per Pasqua: qui, invece, ci si prepara a una seconda ondata autunnale del virus. Se non ho letto male, anche negli Stati Uniti d’America si preparano a una seconda ondata del Coronavirus in autunno: così mi pare abbia detto Anthony Fauci, che forse qualcosa, in materia di virus, la conosce.

Che dire? Ci auguriamo che abbiano ragione gli italiani. Anche se quello che sta succedendo nel mondo ci dice l’esatto contrario.

Quello che posso dire – tornando ai ‘numeri’ – è in Italia la crisi economica sarà pesantissima, molto più pesante che nel resto d’Europa. Questo perché una classe politica italiana compromessa con la fallimentare Unione europea dell’euro ha anteposto gli interessi dell’Europa Unita che non c’è agli interessi degli italiani.

Leggo di stime incredibili. Il Ministro dell’Economia italiana, Roberto Gualtieri, dice che l’Italia perderà l’1% del PIL. Non mi sembra che questo signore abbia chiaro quello che succederà nel mondo.

Leggo di previsioni che raccontando di 100 miliardi di euro di perdite per l’Italia. I meno ottimisti arrivano anche a 200 miliardi di euro. Questo è il tema di un articolo che scriverò domani. Vi anticipo soltanto tre cose.

La prima è che le perdite, in Italia, potrebbero arrivare anche a 300 miliardi di euro.

La seconda è che se il MES sarebbe un disastro, non meno disastrosi sarebbero gli Eurobond, che indebiterebbero l’Italia in modo assai ‘pesante’.

La terza cosa – che è quella che mi interessa di più da meridionale, anche se della diaspora – è un invito che rivolgo alle Regioni del Sud: organizzatevi da voi a partire dall’agricoltura. Pensate a una valuta del Sud: penso a biglietti a corso legale senza debito promossi dalle stesse Regioni del Sud.

Fate da voi. Non aspettatevi nulla di buono dallo Stato italiano.

Foto tratta da FASI.biz 

 

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