Palermo, non ci sono soldi per far girare le attuali linee di Tram, ma Roma ne finanzia altre! / MATTINALE 481

Palermo, non ci sono soldi per far girare le attuali linee di Tram, ma Roma ne finanzia altre! / MATTINALE 481
19 dicembre 2019

Roma – con i Governi Renzi e Crocetta – è riuscita a fare fallire la Regione siciliana che si accinge a tagliare altri servizi sanitari a 5 milioni di siciliani. E mentre succede tutto questo il Governo nazionale ha invece trovato i soldi – centinaia di milioni di euro – per realizzare altre linee di Tram a Palermo. Pur sapendo che le prime quattro linee di Tram sono fallimentari e verranno fermate per mancanza di soldi!

In Sicilia i passati Governi – nazionale e regionale – di centrosinistra hanno svuotato le ‘casse’ della Regione siciliana lasciando un ‘buco’ di 2,1 miliardi di euro. Proprio ieri abbiamo cominciato un ‘viaggio’ nel quale raccontiamo come il Governo Renzi e il Governo Crocetta hanno ‘terremotato’ i conti pubblici della nostra Isola. 

Il risultato è che, in Sicilia, ci saranno altri tagli nella sanità pubblica, nei trasporti, nella gestione dei boschi, nei Consorzi di bonifica, nella spesa sociale (cioè tagli alle categorie più deboli) e via continuando.

E mentre in Sicilia si tagliano i servizi essenziali cosa fa il Governo nazionale di PD, Movimento 5 Stelle, Italia Vera di Renzi e Libero e Uguali? Finanzia nuove linee di Tram al Comune di Palermo!

La ‘filosofia’ del Governo Conte bis è la seguente: si possono tagliare altri servizi essenziali ai siciliani, ma i grandi appalti del Comune di Palermo vanno tutelati!

Andiamo, adesso, a Palermo.

LE QUATTRO NOTIZIE – Sul Tram di Palermo ci sono due notizie che si inseguono e altre due notizie di cui non si parla. Cominciamo con le notizie che si inseguono.

La prima delle due notizie che si inseguono è che il presidente del consiglio di amministrazione dell’AMAT, Michele Cimino (già parlamentare regionale e assessore regionale di Forza Italia, oggi esponente del gruppo politico che fa capo all’eterno Salvatore ‘Totò Cardinale da Mussomeli a Palermo alleato del sindaco Leoluca Orlando e di Rifondazione comunista), ha detto che il Tram di Palermo è, tecnicamente, muru cu ‘u muro cu ‘u spitali, cioè non ha più soldi per esistere.

La spiegazione la si può leggere in un articolo pubblicato quaqlche giorno fa da la Repubblica:

“Dal primo gennaio il Tram potrebbe fermarsi: l’annuncio è in una lettera inviata dal presidente del consiglio di amministrazione Michele Cimino al sindaco Leoluca Orlando. La gara per l’affidamento della manutenzione del tram – il contratto attualmente in vigore scade il 31 dicembre – è andata deserta. E soprattutto la Bombardier, la ditta che si occupa della manutenzione, vanta un credito di 9 milioni di euro e ha già annunciato con una lettera formale che fermerà gli operai. Senza il “global service”, il servizio di manutenzione h24, i treni non possono essere messi in funzione. Le quattro linee – dalla stazione centrale a Brancaccio e dalla stazione Notarbartolo a Borgo Nuovo, al Cep e in corso Calatafimi – potrebbero fermarsi dal giorno di Capodanno. Un danno di immagine incalcolabile”.

Insomma, i picciuli per far girare le attuali linea di Tram di Palermo fineru, cioè sono finiti.

La parte, come dire?, più simpatica della lettera di Cimino è la seguente:

LA ZTL SU MISURA PER IL TRAM – “Nella lettera inviata a Orlando, Cimino torna anche sulla beffa Ztl: secondo le previsioni, la Zona a traffico limitato avrebbe dovuto fruttare 30 milioni di euro, somme che dovevano servire a coprire i costi del Tram. Invece gli incassi superano appena i 10 milioni e l’azienda si è ritrovata nelle grane finanziarie. Adesso il Comune ha aumentato il corrispettivo del contratto di servizio, pagando anche i chilometri percorsi sulle rotaie. Ma non basta. Tanto che nella lettera Cimino ipotizza che il costo del pass, 80 euro, possa essere adeguato alle previsioni iniziali: 120. «Il piano di risanamento passa anche attraverso l’assunzione dei nuovi conducenti che ci permetteranno di aumentare le corse» scrive Cimino che però annuncia che i nuovi autisti nella migliore delle ipotesi, entreranno in servizio dopo la prossima estate”.

Dunque la Ztl di Palermo, presentata come il mezzo per ridurre l’inquinamento, “doveva fruttare 30 milioni di euro”, invece gli “incassi superano appena i 10 milioni”. Ma la Ztl non doveva servire per ridurre l’inquinamento? No, a quanto pare sarebbe dovuta servire per fare soldi. Come? Con nuovi pass e nuove multe…

Notevole, no?

Prosegue l’articolo:

“La penuria di guidatori, ha danneggiato fortemente anche il servizio Tram che ha dovuto cedere dieci autisti ai bus riducendo la frequenza dei treni e aumentando i tempi di attesa: intorno ai 20 minuti”.

Insomma, l’aumento di attesa per il Tram – che lo ricordiamo serve, sì e no, l’1% dei cittadini palermitani – è di 20 minuti. Non vi diciamo, invece, quali sono i tempi di attesa per il 99% degli altri palermitani che aspettano i bus che non passano mai…

Finale dell’articolo de la Repubblica:

“Adesso l’incubo di uno stop. Una minaccia che arriva mentre il Comune rischia di perdere i finanziamenti europei per le nuove linee, circa 300 milioni, perché mancano i progetti esecutivi. Il governo nazionale starebbe studiando una proroga”.

Ma, oplà! – e qui arriva la seconda notizia che insegue ed è inseguita dalla prima notizia – ecco un articolo de Giornale di Sicilia:

ARRIVARU I PICCIULI PU ‘U TRAM – “Nuovi fondi per il Tram a Palermo. Le linee che porteranno a Bonagia e Mondello, e quella lungo il mare (dalla Stazione Centrale a piazza Boiardo passando per il Foro Italico, via Crispi e via Duca della Verdura) saranno finanziate nel 2020 con i fondi della legge 205/2017 per il sostegno del trasporto pubblico di massa. A prevederlo il Decreto del Ministero dei Trasporti dell’11 dicembre scorso per la ripartizione delle somme che, per il Comune di Palermo, ha previsto che entro il mese di aprile del prossimo anno l’Amministrazione fornisca la documentazione necessaria “per il perfezionamento del procedimento”. Il Comune aveva chiesto un contributo di circa 450 milioni di Euro”.

Ma come: non ci sono più soldi per far muovere i primi 15 Km di Tram e il Governo nazionale – che, ma guarda che combinazione!, è dello stesso colore politico della Giunta comunale di Leoluca Orlando – è già pronto a finanziare nuovi, grandi appalti per altre linee di Tram? Ma se non ci sono i soldi per far andare avanti le prime quattro linee di Tram il Governo nazionale finanzia altre linee di Tram?

Questa, signori è la ‘classe dirigente’ del centrosinistra ‘bocciata’ dagli elettori italiani nel marzo del 2018 e rimessa in pista – cioè riportata al Governo dell’Italia – dal Movimento 5 Stelle!

Già, il Movimento 5 Stelle. I grillini di Palermo al Consiglio comunale di Palermo presentano la mozione di sfiducia al sindaco orlando, mentre a Roma erogano al Comune di Leoluca Orlando i soldi per altre linee di Tram, pur aprendo che non ci sono più soldi per far muovere i Tram delle prime quattro linee!

E questa è la ‘classe dirigente’ del Movimento 5 Stelle!

Andiamo alle altre due notizie di cui non si parla.

LO STRANO CASO DELLA BOMBARDIER – La prima notizia di cui non si parla è un’interrogazione presentata da due consiglieri comunali di Palermo, Giulia Argiroffi e Ugo Forello. Qui trovate un nostro articolo che la illustra.

Noi vi riproponiamo le tre domande di questa interrogazione:

Prima domanda:

“Considerato che il bando doveva individuare con il concorso di idee quale soluzione scegliere, come sia possibile che la soluzione poi presentata e scelta sembri coincidere con quanto annunciato dalla Bombardier?”.

Seconda domanda:

“Considerato che tale sistema era sperimentale ed ancora non conosciuto come potevano i progettisti conoscere le caratteristiche tecniche?”.

Terza domanda:

“In che modo, anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate l’11/01/2017, lo studio di fattibilità presentato a base del bando di gara rispetti il divieto previsto nella Direttiva 2014/24/UE del Parlamento Europeo e
del Consiglio sugli appalti pubblici già trasposta nel D.lgs 50/2016 che prevede all’art. 42, che ‘le specifiche tecniche non possono menzionare una fabbricazione o provenienza determinata o un procedimento particolare caratteristico dei prodotti o dei servizi forniti da un operatore economico specifico, né far riferimento a un marchio, a un brevetto o a un tipo, a un’origine o a una produzione specifica che avrebbero come effetto di favorire o eliminare talune imprese o taluni prodotti”, previsione che è stata trasposta all’art’68 comma 6 del D.lgs 50/2016.

Non sono fatti secondari: si parla di legalità, non certo di cosa di poco conto…

ASPETTANDO IL TAR SICILIA – Il tema della legalità introduce la seconda notizia di cui non si parla: i giudici del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia (TAR) che ancora non si pronunciano su un ricorso che riguarda le procedure amministrative seguite dal Comune di Palermo nella vicenda Tram.

La cosa è un po’ strana, perché, cinque mesi fa, i giudici del CGA – sigla che sta per Consiglio di Giustizia Amministrativa, in Sicilia organo di appello del TAR (in pratica, il Consiglio di Stato per la Sicilia) – hanno auspicato una   “sollecita definizione del giudizio nel merito da parte del Tribunale competente”.

Quanto tempo si dovrà aspettare per poter leggere il pronunciamento di merito dei giudici del TAR Sicilia?

Per la cronaca, sempre sul Tram, c’è un secondo ricorso al TAR.

Noi attendiamo fiduciosi.

Foto tratta da il Sicilia 

QUI L’ARTICOLO DE LA REPUBBLICA 

QUI L’ARTICOLO DEL GIORNALE DI SICILIA 

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