Paolo Amenta: “Tanti Comuni siciliani non pagheranno né gli stipendi di Dicembre, né le tredicesime”

Paolo Amenta: “Tanti Comuni siciliani non pagheranno né gli stipendi di Dicembre, né le tredicesime”
17 dicembre 2019

Non è più un allarme, ma un dato di fatto ciò che il vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta, comunica in questa intervista. In effetti, l’allarme sui conti dei Comuni e delle Province siciliane Amenta lo lancia dal 2016. Ora è arrivata la resa dei conti. Con il blocco degli stipendi in tanti Comuni. Il 27 Dicembre assemblea straordinaria a Palermo. Invitati il capo del Governo Conte, il presidente della Regione Musumeci e tutti i parlamentari siciliani   

“Una trentina di Comuni siciliani in difficoltà finanziarie? La nostra sensazione è che il presidente della Regione siciliana non abbia il polso della situazione. Lo scenario è molto più drammatico. Sono tanti, altro che una trentina!, i Comuni della nostra Isola che, questo Dicembre non pagheranno né gli stipendi, né le tredicesime. E a partire dal prossimo anno tutti i Comuni siciliani non saranno nelle condizioni di assicurare i servizi ai cittadini. L’assemblea straordinaria che abbiamo convocato il 27 Dicembre a Palermo farà chiarezza sui veri ‘numeri’ della crisi finanziaria dei Comuni siciliani e delle Province”.

Paolo Amenta, vice presidente dell’ANCI Sicilia (Associazione Nazionale Comuni Italiani), si occupa proprio di questioni finanziarie. E’ abituato a dire le cose per quelle che sono. E l’ha fatto tante volte. A cominciare dal 2016. Anche se, spesso, la politica siciliana e nazionale ha fatto finta e continua a fare finta di non sentirlo.

Proviamo a capire come stanno le cose.

Partiamo ovviamente dal pronunciamento della Corte dei Conti, che ha certificato un disavanzo, nel Bilancio regionale, di 2,1 miliardi di euro. Notizia vecchia di almeno due anni. 

“La notizia non è nuova. Ma i problemi arrivano adesso”.

Fa riferimento al Fondo regionale per le Autonomia locali? 

“Esattamente”.

Che succederà?

“Già, nel corso degli ultimi anni è stato ridotto da quasi un miliardo all’anno a 340 milioni di euro all’anno. Fondi erogati sempre con notevole ritardo. Da quello che abbiamo capito la Regione, per tre anni, dovrà approntare 380 milioni di euro all’anno”.

Temete che saltino i 340 milioni di euro del Fondo per le Autonomie locali?

“Purtroppo non è un’ipotesi remota”.

Ieri il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha lanciato l’allarme. Ha detto che sarebbero a rischio i conti di una trentina di Comuni della nostra Isola

“La situazione è molto più grave. Ribadisco: tanti Comuni siciliani questo Dicembre non pagheranno né gli stipendi, né le tredicesime. E ci sono problemi gravissimi per le rate dei mutui”.

Il presidente Musumeci dice di aver incontrato i vertici di Cassa Depositi e Prestiti e delle banche. 

“E’ evidente che il presidente Musumeci non sa che Cassa Depositi e Prestiti ha voluto rimborsati i prestiti dai Comuni siciliani. Mentre le banche, le rate dei mutui dei Comuni le hanno già trattenute, perché li accantonano mese per mese. L’appello del presidente Musumeci è arrivato in ritardo”.

Qual è quest’anno la situazione per le rate dei mutui?

“Sono sempre 115 milioni di euro per la quota investimenti deliberati e ripartiti dalla Conferenza Regione-Autonomie. Negli anni passati li hanno presi dal Fondo pensioni dei dipendenti regionali; poi dai risparmi della sanità. Oggi non sappiamo quello che succederà”.

Perché?

“Perché nel 2019 i cosiddetti risparmi della sanità non coprono il fabbisogno di 115 milioni di euro, ma poco meno di 45 milioni”.

Ma secondo lei è normale pagare le rate dei mutui dei Comuni con i ‘risparmi’ di una sanità siciliana dove mancano i medici e gli infermieri negli ospedali pubblici?

“No, non è normale. E’ un tema che abbiamo più volte affrontato con interviste su I Nuovi Vespri. In tempi non sospetti, a partire dal 2016, abbiamo ripetutamente lanciato l’allarme sulle Province siciliane, sui Comuni, sui tagli dello Stato alla spesa sociale in Sicilia, sui tagli ai fondi per i disabili psichici, sulla mancanza degli impianti per il compostaggio. Quest’ultimo è un altro problema serio sottovalutato”.

Cioè?

“Se non si attiveranno nuovi impianti di compostaggio a metà del prossimo anno salterà tutta la raccolta differenziata dei rifiuti in Sicilia”.

E adesso cosa contate di fare? 

“Il 27 Dicembre ci vediamo tutti a Palermo, nello spazio dei Cantieri Culturali alla Zisa. Ci saranno i sindaci e, in generale, gli amministratori dei Comuni siciliani. Abbiamo invitato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il presidente della Regione Musumeci e tutti i parlamentari siciliani: i parlamentari nazionali eletti in Sicilia e i parlamentari regionali. La politica, a tutti i livelli, si dovrà assumere le proprie responsabilità. E’ arrivato il momento che Regione siciliana e Comuni si mettano insieme per trattare con lo Stato”.

 

2018/ Paolo Amenta (ANCI) all’Ars: “Se crollano i Comuni, crolla l’intera Sicilia”

 

 

 

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