Qual è la posizione delle ‘Sardine’ sul nuovo scippo ai danni del Sud chiesto dalla Lega e avallato da PD e grillini?/ MATTINALE 465

23 novembre 2019

Lo chiediamo non tanto e non soltanto perché, come appurato alla manifestazione delle ‘Sardine’ a Palermo, la ‘testa’ di questo Movimento è a Bologna, ma perché ci sembra importante capire se, rispetto ai temi del Sud, questo movimento presenta discontinuità con le tesi antimeridionali di PD e grillini  

Una cosa, dopo la manifestazione delle ‘Sardine’ andata in scena a Palermo, pensiamo sia piuttosto chiara: la ‘testa’ di questo movimento si trova a Bologna, in Emilia Romagna. In realtà, si era capito che le cose stavano così, Ma ieri sera c’è stata, in un certo senso, la prova, con la testimonianza di Tony Pellicane, un uomo legato ai valori ‘forti’ della sinistra che, da sempre, a Palermo, opera in favore degli ultimi e, in particolare, a tutela dei senza casa.

“Le sardine invadono Palermo: cori e striscioni contro l’intolleranza”, titolava ieri il quotidiano la Repubblica. Poi, però, si è scoperto che il movimento che dovrebbe essere “contro l’intolleranza” non sembra essere molto tollerante: o, almeno, tollerante non lo è stato con i rappresentanti di Potere al Popolo che sono stati denunciati per avere occupato un edificio abbandonato in via Cavour, ribattezzato ‘La casa del Popolo’, mettendolo a disposizione dei ceti meno abbienti di Palermo:

“Ci hanno negato la possibilità di portare uno striscione con su scritto ‘Contro i decreti sicurezza, solidarietà ai 22 denunciati della Casa del Popolo’. Abbiamo chiesto di leggere un comunicato di solidarietà con i 22 denunciati: prima ci dicono che era un problema, poi viene fuori che da Bologna hanno dato il diniego alla possibilità di leggere un comunicato”, ha raccontato su Facebook Toni Pellicane.

Al di là di questo aspetto – che comunque è importante – avendo appurato che la ‘testa’ del Movimento delle ‘Sardine’ è a Bologna, vorremmo porre ai protagonisti di questa nuova avventura sociale e politica qualche domanda sul Sud.

In queste ore la sinistra che governa l’Emilia Romagna ha deciso di abbracciare le tesi leghiste sull’Autonomia differenziata, detta altrimenti ‘Secessione dei ricchi’. Come anche i protagonisti del Movimento delle ‘Sardine’ di certo sapranno, la Lega di Salvini, che governa la Lombardia e il Veneto, chiede per queste due Regioni la citata Autonomia differenziata.

Questa Autonomia differenziata, come abbiamo più volte raccontato, si risolverebbe in un’ulteriore penalizzazione ai danni delle Regioni del Sud, come raccontiamo da oltre un anno a questa parte.

Come anche i protagonisti dell movimento delle ‘Sardine’ di certo sapranno, anche la Regione Emilia Romagna governata dal PD, presieduta da Stefano Bonaccini, come già accennato, ha deciso di cavalcare le tesi leghiste, chiedendo a gran voce l’Autonomia differenziata.

Siccome tra circa due mesi in Emilia Romagna si vota per le elezioni regionali, il PD emiliano ha deciso di emulare la Lega nella speranza di raggranellare voti. Un svolta leghista, quella del Partito Democratico emiliano, sulla pelle del Sud. “Non volete perdere l’Emilia Romagna e le sacrificate il Sud? Perderete il Sud! E magari anche l’Emilia Romagna”, ha scritto il leader del Movimento 24 Agosto, Pino Aprile.

La cosa veramente incredibile è che, in favore dell’Autonomia differenziata fatta contro il Sud, si è schierato un Ministro del PD nato nel Sud Italia, e precisamente in Puglia, Francesco Boccia.

A sostegno di questo nuovo scippo ai danni del Sud si è schierato anche il Movimento 5 Stelle: il vice presidente della Commissione per il Federalismo fiscale e portavoce dei Cinquestelle, Vincenzo Presutto, in un’intervista sostiene le stesse cose sostenute dal citato Ministro Boccia: prima Autonomia differenziata alle Regioni secessioniste (cioè Veneto, Lombardia e Emilia Romagna) e solo dopo, entro un anno, la definizione dei Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni, ovvero i servizi da erogare ai cittadini – sanità, scuola, trasporti, protezione civile… eccetera – che in un Paese civile dovrebbero essere uguali in tutte le città.

Siamo arrivati al punto: rispetto a questo nuovo, vergognoso scippo ai danni del Sud chiesto dai leghisti delle Regioni Lombardia e Veneto, dal PD dell’Emilia Romagna e avallato dal Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio qual è la posizione del movimento delle ‘Sardine’?

La cosa ci interessa non tanto e non soltanto perché la ‘testa’ di questo movimento è a Bologna, in Emilia Romagna, ma perché riteniamo giusto capire e illustrare ai cittadini – soprattutto ai cittadini del Sud Italia – qual è la posizione delle ‘Sardine’ su una questione che per il Sud è fondamentale.

Foto tratta da Globalist 

 

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