Discarica di Bellolampo e gestione dei rifiuti: qualcuno accerterà mai le responsabilità del Comune di Palermo?

Discarica di Bellolampo e gestione dei rifiuti: qualcuno accerterà mai le responsabilità del Comune di Palermo?
15 settembre 2019

Com’è possibile che il Comune di Palermo non sia mai stato chiamato in causa per le gestione della discarica di Bellolampo? E’ il Comune che deve occuparsi di tutto: a cominciare dalla realizzazione delle vasche. Invece sono intervenuti Stato e Regione: perché? Tmb, raccolta differenziata (o quasi) fallita, rifiuti per le strade: anche in questo caso nessuna responsabilità del Comune di Palermo? E perché i Comuni di Lentini, Alcamo ed Enna si debbono prendere i rifiuti di Palermo?  

Chissà se un giorno qualcuno farà luce sui danni che la discarica di Bellolampo, a Palermo, ha prodotto all’ambiente. E sui danni che il Comune di Palermo ha provocato con la gestione dei rifiuti.

Nel dicembre del 2017 abbiamo scritto un articolo anticipando quello che sarebbe successo a Palermo con la discarica di Bellolampo. Il titolo dell’articolo dice già tutto:

“Discarica di Bellolampo: si va verso il disastro, ma non gliene frega niente a nessuno”. 

Ribadiamo: l’articolo è stato scritto in tempi non sospetti: dicembre 2017. Oggi il caos è arrivato. In verità con un po’ di ritardo rispetto alle nostra previsioni: ma è arrivato.

Qui di seguito il sommario del nostro articolo del dicembre 2017:

“Tra due mesi la discarica di Palermo sarà satura. Forzando la mano, verranno innalzati gli argini per guadagnare altri due mesi. Poi la discarica di Bellolampo verrà chiusa. E sarà il caos, perché anche le altre discariche della Sicilia sono quasi tutte sature”.

Sapete perché ci siamo sbagliati? Perché non immaginavamo che, alzando gli argini della sesta e ultima vasca della discarica di Bellolampo sarebbero stati ammassati rifiuti per un altro anno e mezzo!

A questo punto – a nostro modesto avviso – oltre a verificare i punti nevralgici di tutto quello che ora leggerete, sarebbe interessante verificare cosa hanno combinato nella sesta vasca, che era già satura un anno e mezzo fa e che è stata ulteriormente riempita di rifiuti.

Intanto vediamo quello che sta succedendo.

Con un anno e mezzo di ritardo rispetto alle nostre previsioni, anche la sesta vasca della discarica di Bellolampo si è riempita. A questo punto qualcuno – ma chi? – ha deciso che i rifiuti di Palermo debbono essere portati ad Alcamo, ad Enna e a Lentini.

Si tratta di una decisione a nostro avviso totalmente sbagliata: perché mai gli effetti dell’inadeguatezza degli amministratori comunali di Palermo debbono essere scaricati sui Comuni di Alcamo, Enna e Lentini? E come mai i sindaci di Alcamo, Enna e Lentini non si sono opposti? Di che ‘colore’ politico sono gli amministratori comunali di Lentini, Alcamo ed Enna?

Tra l’altro, nella discarica di Lentini ci sono stati problemi. E, in ogni caso, quella di Lentini è una vecchia discarica che andrebbe chiusa.

Ribadiamo: la scelta di trasportare i rifiuti di Palermo in altre parti della Sicilia è sbagliatissima. E illustriamo anche il perché.

A Palermo – questo ormai è assodato, solo la ‘Grande informazione’ (in testa il mondo televisivo) non si è accorto che la raccolta differenziata è fallita su tutta la linea. Così, in un modo o nell’altro, i rifiuti di palermo vengono caricati su mezzi gommati e portati nella discarica di Bellolampo.

Qui dovrebbero subire il trattamento meccanico biologico per poi essere rimessi sui mezzi gommati e portati in mezza Sicilia.

In tutto questo i mezzi gommati entrano ed escono dalla discarica di Bellolampo e poi percorrono le strade di mezza Sicilia. I mezzi gommati, a cominciare dai copertoni, vengono puliti e disinfettati dopo che escono dalla discarica di Bellolampo e dalle discariche di Alcamo, Enna e Lentini?

Non è una questione di decoro, ma di salute pubblica. O no?

Ci sono Regioni italiane che già trasportano i rifiuti fuori dall’Italia come Lazio, Campania, Puglia e Calabria. Perché Palermo non fa la stessa cosa? Perché la Sicilia non fa la stessa cosa, dal momento che quasi tutte le discariche sono sature?

Si continua con il vecchio metodo per fare guadagnare soli ai soliti noti? O forse perché portare i rifiuti all’estero costerebbe di meno e invece il servizio deve ‘costare di più’? O perché – come sembra stia succedendo a Palermo – ci sono problemi nel trattamento meccanico biologico dei rifiuti?

Come scrive Il Giornale di Sicilia, i gestori delle discariche di Lentini, Alcamo ed Enna non vogliono più i rifiuti di Palermo. Perché? Scrive sempre Il Giornale di Sicilia:

“A causare il blocco dei mezzi – secondo quanto riferito dall’Arpa di Catania – sarebbero i presunti errori nella trattazione dei rifiuti da parte del Tmb (Trattamento meccanico biologico). Già ieri gli uffici catanesi di Arpa avevano rimandato indietro, dalla discarica di Motta Sant’Anastasia, i 22 camion ricolmi di rifiuti arrivati da Bellolampo”.

L’Arpa non è un ufficio qualunque: è l’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, contesta i rilievi tecnici dell’Arpa e chiede di essere ascoltato dalla commissione nazionale Antimafia.

Noi siamo molto perplessi. A noi sembra quasi impossibile che i tecnici dell’Arpa sbaglino su questioni ambientali.

Siamo così arrivati al cuore di questa storia: le responsabilità del Comune di Palermo in ordine alla gestione della discarica di Bellolampo.

Stando alle nostre conoscenze, la discarica di Bellolampo non è di proprietà del Comune di Palermo, ma è di proprietà della Regione siciliana. Ma, da sempre, a gestirla è il Comune del capoluogo siciliano.

Da sempre assistiamo alla seguente sceneggiata.

I cittadini di palermo pagano una TARI salatissima per avere un cambio un servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che definire penoso è poco. Lo testimonia la presenza, in città, di rifiuti abbandonati nelle strade. Questo avviene nel centro della città e in periferia.

Il Comune fa sapere che sono gli abitanti dei centri vicini che scaricano l’immondizia nelle strade delle periferie. E invece i cittadini che vivono nelle periferie effettuano la raccolta differenziata dei rifiuti?

E chi è che riempie il centro cittadini di immondizia e di discariche abusive?

La responsabilità – a Palermo – è sempre dei cittadini, mai del Comune che non sembra avere i soldi per gestire correttamente la questione rifiuti.

La raccolta differenziata è un mezzo fallimento per colpa dei cittadini o perché il Comune l’ha organizzata male? L’assenza di isole ecologiche è pure colpa dei cittadini?

Di chi è la responsabilità della chiusura della discarica di Bellolampo? Perché la settima vasca non c’è? Non dovrebbe essere il Comune di Palermo ad approntare i soldi per realizzare la settima vasca? Che fine fanno i soldi dei cittadini di Palermo versano ogni anno per avere in cambio un servizio rifiuti pessimo?

Com’è possibile che i privati che hanno gestito e gestiscono le discariche private della Sicilia si sono arricchiti, mentre il Comune di Palermo (con la RAP, società controllata dallo stesso Comune), pur incassando i soldi della TARI e avendo incassato anche i soldi – o almeno una parte di questi soldi – dei Comuni che hanno conferito i rifiuti a Bellolampo non ha le risorse per la settima vasca?

Ci sono o no, nella gestione di Bellolampo e, in generale, nella gestione dei rifiuti a palermo troppo cose che non quadrano? E come non si fa luce su questi fatti?

(Superfluo chiedere perché la ‘Grande informazione’ non se ne occupa: sarebbe una domanda superflua, da momento che l’attuale amministrazione comunale gode dell’appoggio del PD, di Forza Italia e, adesso anche del Movimento 5 stelle…).

 

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