Ignazio Corrao sul Governo con il PD: rischia di perdersi l’identità rivoluzionaria del M5S

Ignazio Corrao sul Governo con il PD: rischia di perdersi l’identità rivoluzionaria del M5S
6 settembre 2019

In un post su Facebook l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, analizza il nuovo Governo frutto dell’accordo tra grillini e PD. Tanti spunti. Per esempio: il PD, con il 18%, ha fatto pesare il 40% che non ha! Non solo. Controlla i rapporti con la UE, l’Economia e il Sud. Insomma, chi ha negoziato per i grillini la composizione del Governo è un genio… Anche il commissario UE è finito al PD!

In un lungo post su Facebook l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, eletto nel collegio Sicilia-Sardegna (elezione che va a suo merito, perché, è inutile nasconderlo, hanno provato a rendergli la rielezione molto difficile: ma è stato rieletto lo stesso), di fatto, se non prende le distanze dal nuovo Governo nazionale tra grillini e leghisti poco ci manca.

“Ma voi siete davvero contenti della composizione di questo nuovo governo”?, chiede e si chiede Corrao.

“Possiamo dire – scrive Corrao – che rispetto a un governo di esaltati nordisti di estrema destra (spero che i media capiscano rischi e conseguenze di aver pompato a dismisura per anni uno come Salvini) sarebbe preferibile anche il governo Paolino Paperino eterodiretto dalla Commissione Europea. Ma questo è un altro discorso. Il discorso che ci interessa oggi è la composizione di questo Governo una volta che si è riusciti ad aprire e portare avanti il tavolo negoziale”.

E qui cominciano le critiche.

L’europarlamentare parte dai ‘numeri’: cioè dal numero di parlamentari (deputati e senatori) del Movimento 5 Stelle e del PD. E cioè:

“333 parlamentari per il M5S e 166 per il PD. Quindi a rigor di matematica ti aspetti di venir fuori con una proporzione 2 a 1 a favore del Movimento 5 Stelle”.

Corrao ricorda che la nomina di un Commissario europeo vale 3 o 4 Ministeri:

“Quindi se tieni il Commissario Europeo, e vai a prendere qualche Ministero considerato più ‘pesante’ (Economia, Interni), ci sta che la proporzione numerica scenda e si avvicini a 1 a 1”.

E’ successo, invece, che il PD, partito che ha perso le elezioni politiche del marzo 2018, che ha la metà dei seggi rispetto al Movimento 5 Stelle, si è preso il posto di Commissario europeo, affidato a Paolo Gentiloni, noto per essere stato capo del Governo e, prim’ancora, contestatissimo Ministro degli Esteri (il mare tra la Sardegna e la Francia…).

Al PD – ribadiamo: partito che ha perso le elezioni in Italia – è andata anche la presidenza del Parlamento europeo con David Sassoli.

Ministro con la delega agli Affari europei è Vincenzo Amendola, anche lui del PD.

“Il il PD – osserva l’eurodeputato grillino – ha praticamente lottizzato tutto ciò che ha rilevanza europea”.

Non solo. Al PD è andato anche il più importante Ministero: il Ministero dell’Economia, assegnato a Roberto Gualtieri, anche lui del PD, del quale Luca Pinasco ha tracciato un breve ma efficace profilo.

Ecco il ritratto che di Gualtieri dà Corrao:

“Mio collega eurodeputato di questa e la passata legislatura, anche lui esponente del PD di lungo corso e presidente uscente della commissione economica del Parlamento europeo, sempre ben vicino alle peggiori politiche di austerità dettate dalla Commissione Europea, dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale. Quindi con lui si completa la casella Bruxelles che garantisce che da nessun Ministero si muoverà un euro se non adeguatamente concertato con le istituzioni europee (dal Partito Democratico si intende, con al massimo la collaborazione del buon Giuseppe Conte)”.

Dopo di che, parlando della composizione del Governo, Corrao arriva alle conclusioni alle quali siamo arrivati noi subito dopo aver letto i nomi dei Ministri del Governo Conte bis: ovvero una sproporzione in favore del PD.

Il parlamentare europeo – viaddio c’è un grillino che se n’è accorto! – fa notare anche un dato politico:

“Tutto ciò che ha un grosso peso per il Meridione sta in mano al Partito Democratico. Le Infrastrutture che avevamo noi (vedrete adesso come si farà il Tav) vanno alla De Micheli. Così come vanno al PD il ministero per il Sud, Sanità (perdiamo le ottime Lezzi e Grillo), Affari regionali, Agricoltura e Pesca. Lo dico ironicamente ma lo penso sul serio, faccio i miei più sentiti complimenti a chi ha negoziato per il PD, hanno fatto pesare un 18% quanto un 40%”.

Corrao ricorda di essere sempre stato contrario ad accordi politici con la Lega: e ricorda che lo scorso anno era invece favorevole a un “contratto con il PD”. Ma oggi dice:

“Non posso esprimere apprezzamento e tantomeno sostegno incondizionato. Non ci sono i presupposti minimi… Il mio timore resta vivo e fondato, questo è un governo di scopo che come unico scopo rischia di avere quello di far scomparire l’identità restante di quello straordinario sogno rivoluzionario a cui abbiamo dedicato i migliori anni della nostra vita e che si chiama M5S”.

Una sola domanda all’onorevole Corrao: perché ha votato a favore dell’elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea, visto che questa signora è, come il neo Ministro dell’Economia, Gualtieri, espressione delle “peggiori politiche di austerità dettate dalla Commissione Europea, dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale?”.

 

 

 

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