Salvini, Salvini, ma che combini? Da Capitano a capitone pronto per essere ‘cucinato’…/ MATTINALE 376

Salvini, Salvini, ma che combini? Da Capitano a capitone pronto per essere ‘cucinato’…/ MATTINALE 376
21 agosto 2019

Ha fatto tutto il leader della Lega. Ha aperto la crisi di Governo, se n’è pentito e adesso rivuole il ‘giocattolo’. Ma la politica non è un gioco per ragazzini scapestrati. Non sappiamo come finirà questa crisi di Governo. Ma sappiamo che, di mezzo, c’è l’Europa dell’euro: ed è da lì che arriverà la soluzione (imposta). Quanto a Salvini, va detto che ieri, al Senato, ha mostrato solo tutti i suoi limiti, facendosi ‘cucinare’, proprio come il capitone a Napoli a Natale…

Matteo Salvini è milanese. Da quelle parti c’è il risotto, al limite anche il panettone, ma non il capitone. Il capitone si mangia a Napoli, soprattutto a Natale. E ieri era il 20 di agosto. Ebbene, come ha fatto, ieri, al Senato, il leader leghista a trasformarsi da ‘Capitano’ in capitone non lo sappiamo: ma sappiamo che si è fatto prendere e ‘cucinare’ alla napoletana come un vero capitone!

Sì, da ‘Capitano’ a capitone, per Salvini il tragitto è stato breve. E’ durato appena 12 giorni. Ha fatto tutto ‘lui’. L’8 agosto, dopo due vittorie parlamentari – la prima vittoria, vera, sul ‘Decreto sicurezza’ fatto inghiottire ai grillini; la seconda vittoria, finta, frutto di una messa in scena con gli stessi grillini, ovvero il voto al Senato sulla TAV – il ‘Capitano’, a sorpresa, ha deciso di aprire la crisi di Governo.

Perché ha fatto questo? Dice il ‘Capitano-capitone’ che l’ha fatto perché i grillini avevano sempre qualcosa da dire o da aggiungere alle ‘riforme’. La scusa è sembrata a tutti une fesseria, perché Salvini, nel Governo Giallo-Verde, ha fatto e imposto quello che ha voluto.

Una spiegazione diversa l’ha fornita il senatore Saverio De Bonis. Eletto senatore della Basilicata nelle file del Movimento 5 Stelle, De Bonis non fa più parte dell’arcipelago grillino, dopo che si è ribellato ai ‘capi’ del Movimento 5 Stelle che, nel dicembre del 2018, in occasione della discussione sulla legge Finanziaria, hanno ‘bocciato’ gli interventi in favore dell’agricoltura del Sud messi a punto in un emendamento dallo stesso De Bonis.

Spiega il senatore ormai ex grillino e tra i protagonisti dell’ormai imminente Partito meridionalista che vedrà la luce il 24 agosto nel Parco della Grancia a due passi da Potenza:

“Salvini sapeva già dello sfratto. Le forze liberiste che a Strasburgo hanno eletto la nuova presidente della Commissione Ursula von der Leyen saranno le stesse a dare un nuovo Governo all’Italia. Ormai anche Prodi, l’ex premier e padre nobile dei Dem avalla esplicitamente l’ipotesi di un accordo tra PD e M5s (e verosimilmente parte di FI). Ma il MAXI INCIUCIO LIBERISTA dovrà essere un accordo di legislatura: ‘Bisogna partire’, ha osservato, ‘dalle ragioni che hanno portato al declino del governo attuale e preparare le basi di una maggioranza costruita attorno a un progetto di lunga durata, sottoscritto in modo preciso da tutti i componenti della coalizione. E’ un compito difficilissimo ma non impossibile. È stato messo in atto in Germania’. Salvini, dunque, sapeva già del preavviso di sfratto sin da dopo le europee…e si è inventato tutta la sceneggiata. Un nuovo Governo deve comunque fare i conti con il Mezzogiorno”.

In effetti, a volerci pensare, i quindici europarlamentari appena eletti del Movimento 5 Stelle, in perfetto accordo con il proprio modo di fare – e cioè andare dove va il vento, cambiando idea a seconda della convenienza del momento: gente seria, insomma! – rimangiandosi del tutto l’antieuropeismo del grillismo prima maniera, sono stati determinanti nell’elezione della signora Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea!

Nasce da qui la “maggioranza Ursula” evocata da Romano Prodi, la cui figura riemerge ogni volta che nel PD deve maturare qualche decisione politica di peso.

Però, se è vera la tesi di De Bonis, ebbene, l’errore commesso dal nostro ‘Capitano-capitone’ è doppio: avrebbe dovuto lasciarsi sfrattare dagli ‘europeisti’ in coppia con i grillini e passare per vittima; invece Salvini ha anticipato gli eventi aprendo lui la crisi di Governo.

Dicono, i suoi, che non si aspettava un eventuale asse tra il Movimento 5 Stelle e il PD che, alla Camera e al Senato, per l’80% circa è controllato da Matteo Salvini. Non si aspettava, il ‘Capitano-capitone’ che il peggiore nemico dei grillini – Renzi – proponesse, di fatto, un Governo grillini-PD.

Pensava, Salvini, che il nuovo segretario del PD, Nicola Zingaretti, il generale senza truppe, avrebbe approfittato dell’occasione per andare al voto e ridimensionare drasticamente Renzi, che la sua partita l’ha persa e l’ha vinta alle elezioni politiche del 4 marzo 2018: l’ha persa perché il PD ha perso le elezioni; l’ha vinta perché la maggioranza dei parlamentari eletti fa capo a lui.

Non ha calcolato, Salvini, che in Italia la sovranità politica ha fatto la fine della sovranità monetaria: e cioè che c’è una BCE anche per la politica… Eppure avrebbe dovuto saperlo: è così dagli anni ‘mitici’ del “ce lo chiede l’Europa”, quando Mario Monti alleggeriva le tasche degli italiani con l’IMU e creava la neo-categoria non esattamente kantiana degli “esodati”.

Con molta probabilità, il ‘Capitano-capitone’ non si è accorto che l’Europa ha bloccato la nomina di Paolo Savona a Ministro dell’Economia; e non si è accorto nemmeno che Zingaretti non controlla il PD, il cui vero segretario politico è ancora Renzi, che ieri, al Senato, ha parlato non da semplice senatore, ma da quello che Zingaretti non riesce ad essere: ovvero da segretario politico del Partito Democratico.

Insomma, fuori dai porti italiani il ‘Capitano-capitone’ di politica non ne ‘mastica’ proprio: se c’è da tenere sulle navi i disgraziati che hanno già pagato 4-5 mila euro a testa per arrivare in Italia, Salvini è bravissimo; ma se c’è andare a tremila in politica, come già detto, il nostro ‘Capitano’ si trasforma in capitone e si fa cucinare dal primo che passa!

Non sappiamo come finirà ‘sta storia. De Bonis, ieri, sulla propria pagina Facebook dava per possibile la “pace” tra grillini e leghisti.  A noi sembra uno scenario improbabile. Anche se in politica, si sa, tutto è possibile.

Chissà, magari, nonostante Renzi, la sinistra italiana, nel suo complesso, farà suo il “No” secco alla citata “maggioranza Ursula”, come ha spiegato in modo molto chiaro, su Facebook, l’ex sottosegretario Stefano Fassina:

“La ‘Maggioranza Ursula’, in riferimento alla neo-Presidente della Commissione Europea, proposta da Romano Prodi al PD e al M5S per continuare l’europeismo liberista ancora dominante aggraverebbe la svalutazione del lavoro, allargherebbe la divaricazione territoriale e consegnerebbe ancor più larghe fasce di popolo alla Lega e a Matteo Salvini. No! Vorrebbe dire non aver imparato nulla dalla devastante esperienza del Governo Monti. Serve una maggioranza per il primato della nostra Costituzione sui Trattati Ue. O meglio elezioni”.

Il problema è che le elezioni consegnerebbero l’Italia a Salvini!

Brutto scenario, quello che si prospetta per l’Italia. Da una parte la “maggioranza Ursula”, ovvero ancora le politiche liberiste, che nel nostro Paese hanno già prodotto 13 milioni di poveri e l’abbandono del Sud; dall’altra parte le elezioni anticipate, la matematica vittoria del centrodestra capeggiato da Salvini e l’altrettanto matematica applicazione dell’Autonomia differenziata, con lo scippo di altri 90 miliardi di euro circa al Sud.

Signori, noi, al Sud, dobbiamo essere pragmatici: tra i due mali dobbiamo scegliere il minore. La “maggioranza Ursula” è indigesta (figuratevi per noi che siamo da sempre contro l’Europa liberista); ma Salvini e la sua Lega, per noi meridionali, sono il peggiore dei mali possibili!

Tra l’altro, il Partito meridionalista che vedrà la luce, come già ricordato, il 24 agosto deve ancora organizzarsi e strutturarsi.

Fassina dice cose giuste, ma le elezioni con la vittoria di Salvini, per noi del Sud, sarebbero una jattura.

 

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