Incredibile: un Ministro non sa che in Sicilia (e quindi a Palermo) il conflitto di interessi è stato abolito da decenni!

Incredibile: un Ministro non sa che in Sicilia (e quindi a Palermo) il conflitto di interessi è stato abolito da decenni!
13 agosto 2019

L’attuale Governo nazionale è veramente fuori dal mondo. Come fa il Ministro dei Beni culturali a non sapere che nella nostra Isola il conflitto di interessi non esiste da decenni? Come si può contestare al Comune di Palermo la parentela tra vice sindaco e sovrintendente del Teatro Massimo? Come si può contestare un fatto del genere nel capoluogo della Sicilia, dove l’attuale sindaco Leoluca Orlando è superiore a queste miserie?

Incredibile! Questo Governo nazionale è proprio pessimo: forse è l’unico soggetto, in Italia, a non sapere che, in Sicilia, il conflitto di interessi è stato abolito da decenni. E invece che fa il Ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli? Contesta al Comune di Palermo il fatto che il sovrintendente del Teatro Massimo, Francesco Giambrone, non può ricoprire tale incarico. Perché? Perché suo fratello – Fabio Giambrone – è il vice sindaco!

Questa presa di posizione del Governo nazionale – che a nostro avviso, lo ribadiamo, è incredibile! – non tiene conto non soltanto del fatto che in Sicilia, come già ricordato, il confitto di interessi è stato abolito, ma anche del fatto che, a Palermo, il sindaco Leoluca orlando è tutto: sindaco, legislatore, filosofo, mecenate, protettore del porto eccetera eccetera.

E’ il sindaco Orlando, a Palermo, a decidere se una cosa si può fare o se non si può fare: e se la cosa interessa lui e la sua amministrazione, beh, si fa e basta!

Anche le socratiche Leggi, nella Palermo di Orlando, si devono adeguare: alla bisogna possono anche fare a meno di Socrate e della sua banale cicuta!

Prendiamo la ZTL: quando qualcuno ha fatto notare che la sua istituzione violava una legge regionale, ebbene, il sindaco e l’allora assessore e oggi di nuovo assessore comunale, Giusto Catania, dissero che il Parlamento siciliano non aveva titolo a legiferare sul Comune di Palermo.

La vicenda, è noto, è finita sui tavoli della Corte Costituzione. Che ha dato ragione al Parlamento siciliano. Ma la realtà ha dato ragione al Comune di Palermo: infatti la ZTl è rimasta. Perché nessuno, a Palermo, può mettere in discussione il sindaco Orlando e le sue insindacabili scelte!

Come si permette ‘sto Ministro Bonisoli a fare notare la parentela tra i due Giambrone? Ma dove siamo arrivati?

Peraltro, Fabio Giambrone dovrebbe essere senatore: non lo è solo perché gli sono mancati i voti: tutto qui. E il sindaco – il sindaco in persona, che a Palermo decide tutte le nomine – lo ha fatto suo vice. Il fratello è il sovrintendente del Teatro Massimo. E allora?

A Palermo, siamo! In Sicilia siamo!

Ma come fanno questi governanti romani – esponenti di un Governo per giunta dimissionario – a non sapere che in Sicilia il conflitto dì’interessi è passato dallo stato solido allo stato aeriforme? Ma ‘sto Ministro la conosce la Fisica delle Leggi?

Proprio oggi abbiamo ricordato come gli ‘ambientasti’ in salsa sicula – che dovrebbero controllare l’operato della Regione in materia ambientale – sono pagati dalla stessa Regione per gestire alcune Riserve naturali…

Tutto normale, non vi impressionate! In Sicilia le organizzazioni cooperative gestivano i soldi che la Regione stanziava per le cooperative; le associazioni artigiane gestivano i soldi che la Regione stanziava per gli artigiani; e via continuando con quasi tutti gli altri settori che prevedevano erogazione di fondi regionali.

Scriviamo “gestivano” e “prevedevano” non perché non è più così: in teoria è ancora così, solo che alla Regione, come si usa dire dalle nostre parti, fineru ‘i picciuli…

Ma il principio rimane!

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