E’ ufficiale: la ZTL istituita per la seconda volta dal Comune di Palermo è illegittima

E’ ufficiale: la ZTL istituita per la seconda volta dal Comune di Palermo è illegittima
8 giugno 2017

Lo ha stabilito, indirettamente, la Corte Costituzionale, che ha rigettato il ricorso contro la norma regionale che interviene sull’istituzione delle ZTL. Il Comune di Palermo sosteneva che l’Ars non aveva i titoli per legiferare su tale materia. Invece la Consulta dice l’esatto contrario. Di fatto, la ZTL istituita dal Comune di Palermo ignorando la legge regionale diventa automaticamente illegittima – Aggiornamento 1: comunicato stampa di Siciliani Liberi

A quattro giorni dal voto per le elezioni comunali di Palermo arriva la ‘botta’ per l’Amministrazione comunale di Leoluca Orlando: la ZTL (Zona a Traffico Limitato) è illegittima. Lo ha stabilito, indirettamente, la Corte Costituzionale, che ha rigettato il ricorso sui provvedimenti che riguardano proprio la ZTL di Palermo.

La storia è semplice. Mentre nella primavera dello scorso anno a Palermo infuriava la polemica sull’Amministrazione comunale, che per fare ‘cassa’, dopo la ‘bocciatura’ del TAR Sicilia, riproponeva, di fatto, una tassa di circolazione automobilistica contrabbandata come ZTL, il parlamentare regionale di Forza Italia, Giuseppe Milazzo (che allora era anche consigliere comunale a Palermo), presentava un emendamento alla legge Finanziaria regionale 2016 che poneva alcuni ‘paletti’.

Per la cronaca, l’Amministrazione Orlando, dopo la ‘bocciatura’, da parte dei giudici del TAR Sicilia, della prima formulazione della ZTL, ha proposto una nuova ZTL, o presunta tale, in un’area molto più ridotta rispetto alla prima formulazione. In pratica, la nuova Zona a Traffico Limitato riguarda il Centro storico della città, più qualche altra area.

Poco prima che la Giunta Orlando adottasse la nuova, ‘presunta’ ZTL, l’Assembla regionale siciliana, su proposta del già citato Milazzo, approvava una norma, inserita, come già ricordato, nella Finanziaria regionale 2016 che introduce due novità:

  1. le tariffe differenziate per i residenti e per i non residenti, per non creare disparità tra i cittadini;
  2. il principio che la ZTL – nel caso in oggetto si parla della nuova formulazione della ZTL – sarebbe dovuta comunque passare per l’approvazione da parte del Consiglio comunale.

Tutto queste cose il nostro blog le ha scritte, con dovizia di particolari, il 24 febbraio dello scorso anno (come potete leggere qui).

Davanti a questa legge regionale il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania, rispondevano che l’Assemblea regionale siciliana non aveva titolo per legiferare su tale materia.

A nostro modesto avviso, avevano torto, perché il Parlamento siciliano ha tutto il diritto di legiferare sugli Enti locali della nostra Isola. Principio che, di fatto, è stato confermato dalla Corte Costituzionale.

Il parlamentare regionale di Forza Italia, Giuseppe Milazzo, dice che il pronunciamento della Consulta è una vittoria del suo partito. E questo è vero. Ma è anche una sconfitta politica del centrosinistra: del centrosinistra di Palermo e del centrosinistra che governa la Regione siciliana.

Di fatto, il Comune di Palermo ha adottato una ZTL senza tenere conto delle indicazioni del Legislatore regionale. Una sorta di ‘insubordinazione’ gratuita che, però, potrebbe creare problemi alla politica e alla burocrazia del Comune.

Nelle legge regionale, come già accennato, c’è scritto che i Comuni che hanno adottato le ZTL hanno 90 giorni di tempo per dotarsi di un regolamento sulle tariffe: regolamento che dovrà distinguere tra residenti e non residenti e che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale.

In effetti, non è molto ragionevole che chi vive dentro l’area nella quale viene istituita la ZTL è costretto a pagare il balzello, mentre chi vive fuori dal perimetro della stessa ZTL paga il balzello solo se decide di entrare con la sua automobile.

La legge regionale interviene proprio su questo punto, imponendo una differenziazione delle tariffe, per evitare disparità tra cittadini.

Il Comune di Palermo ha ignorato le prescrizioni previste dalla legge regionale.

Il problema è che la ZTL ha cagionato costi per i cittadini che hanno pagato il pass e danni economici per i commercianti.

Ora si scopre che la legge regionale non è affatto illegittima, ma che illegittima è l’istituzione della ZTL, perché il Comune di Palermo ha ignorato una legge del Parlamento siciliano.

Dunque, non sono illegittime le ZTL in senso generale, diventano illegittime se vengono istituite ignorando quanto previsto dalle legge regionale.

Il fatto non è di poco conto, perché il dibattito c’è stato, ma i rappresentanti del Comune non hanno nemmeno considerato il dubbio: hanno sempre detto e ribadito che il Parlamento siciliano non aveva titolo per legiferare su tale materia!

Anche adesso insistono, pasticciando sul vero problema. Nessuno, infatti, mette in dubbio che un Comune possa istituire una ZTL; solo che nell’istituirla il Comune non può ignorare una legge regionale.

Ora la situazione, per il Comune di Palermo, potrebbe complicarsi: perché i cittadini che hanno pagato il pass e, soprattutto, i commercianti che hanno subito un danno economico potrebbero mettere nel conto l’ipotesi di rivalersi sul Comune. Si tratta di un’ipotesi che non può essere scartata a priori.

Tra l’altro, su tale questione si deve ancora pronunciare il TAR Sicilia (Tribunale Amministrativo Regionale), che fino ad oggi non è mai entrato nel merito di questa vicenda. I giudici del TAR si sono pronunciati due volte sulla richiesta di sospensione del provvedimento. E l’hanno fatto con due pronunciamenti diversi.

Il primo pronunciamento, lo ricordiamo, ha bloccato la prima formulazione della ZTL, accogliendo la richiesta di sospensiva e dettando al Comune una serie di prescrizioni.

Il secondo pronunciamento ha invece respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento, così la seconda formulazione della ZTL, da parte del Comune di Palermo, è rimasta in piedi.

Ora è arrivato l’indiretto pronunciamento della Corte Costituzionale, che ha sostanzialmente ribadito che l’Assemblea regionale siciliana può legiferare su tale materia.

L’articolo della legge Finanziaria regionale del 2016 che interviene sulla ZTL (non soltanto su quella di Palermo, ma anche su altri Comuni della nostra Isola) è valido e si applica.

Per chi ha ignorato una legge adesso potrebbero cominciare i problemi.

Aggiornamento 1 – Massimo Merighi, vicesindaco designato di Siciliani Liberi con Ciro Lomonte candidato a sindaco di Palermo:

“Ritirare il provvedimento ZTL e restituire i soldi dei pass”

“C’è voluta la Corte Costituzionale, ma alla fine abbiamo avuto ragione!”.

Ad affermarlo è Massimo Merighi, vicesindaco in pectore di Siciliani Liberi e promotore e primo firmatario, insieme a Marcello Robotti, di una serie di ricorsi contro la ZTL istituita da Laoluca Orlando e Giusto Catania.

“Non sappiamo più come dirlo: se sindaci e assessori vogliono che i cittadini siano rispettosi delle leggi, devono anche essere i primi a rispettarle! Orlando e Catania sapevano benissimo di questo ricorso pendente, e hanno deciso di mantenere in vigore una ZTL illegittima, prima che il TAR la bocciasse in primo e in secondo grado, concedendo la sospensiva alle associazioni Bispensiero e Vivo Civile, presiedute rispettivamente da me e da Marcello Robotti”.

Merighi vede oggi le istanze, di cui è stato promotore, riconosciute dalla Consulta. E torna virale il video di qualche giorno fa in cui sbugiardava le antiche promesse elettorali di Orlando, che in tempi di ricerca di voti spergiurava di essere contro le strisce blu, le ZTL e gli abusi dell’Amministrazione (QUI IL VIDEO).

“La vittoria è stata già ottenuta ai tempi – prosegue Merighi – perché abbiamo costretto il Comune e rivedere il provvedimento e soprattutto abbiamo impedito all’Amministrazione di ampliare nuovamente la ZTL, mantenendola ristretta entro il quadrilatero che dalla Stazione Centrale giunge alla via Cavour e impedendone l’estensione fino alla via Notarbartolo e oltre. Ma la questione, come anche quella relativa alle zone blu, non può che essere risolta definitivamente in chiave politica”.

“Quello che possiamo garantire ai nostri elettori – conclude Merighi – è che, se verrà eletto Ciro Lomonte sindaco di Palermo, ritireremo il provvedimento ZTL il giorno dopo l’elezione, restituendo i soldi ai palermitani che hanno fatto il pass. Perché è giusto. Dopo verranno incremento dei servizi e pedonalizzazioni. Nel rispetto della legge e non per fare cassa sulle spalle dei palermitani!”.

P.S. 2 – All’amico Merighi ricordiamo che una delle protagoniste dell’opposizione – sul piano del Diritto, trattandosi di una giurista – alla ZTL è stata la vice presidente del Consiglio comunale uscente, Nadia Spallitta, anche lei candidata a sindaco di Palermo. 

Se altri esponenti politici vorranno intervenire noi siamo a disposizione. 

P.S.

Questa storia della ZTL di Palermo è cominciata male e sta finendo peggio.

Intanto, come questo blog scrive da tempo, Palermo non ha istituito una ZTL, ma una nuova tassa di circolazione automobilistica per fare ‘cassa’.

La ZTL, per definizione, è un’area della città circoscritta che viene chiusa al traffico automobilistico per ridurre l’inquinamento. Chi, per motivi di urgenza, deve percorrerla con l’automobile paga un ‘botto’ di soldi.

Quello che ha fatto il Comune di Palermo è un’altra cosa. Il Comune ha istituito una mega ZTL imponendo il pagamento di circa 100 euro all’anno per consentire agli automobilisti di percorrerla.

Sul piano logico non è più una ZTL, ma una tassa di circolazione automobilistica per fare ‘cassa’.

Il fine della ZTL, infatti, non è fare ‘cassa’, ma ridurre l’inquinamento provocato dagli scarichi della automobili. Il fatto che le automobili circolino dentro l’area della ZTL pagando l’obolo di 100 euro all’anno al Comune non significa che l’inquinamento venga ridotto. Semmai è un inquinamento ‘monetizzato’.

Queste cose le abbiamo scritte nel dicembre del 2015, quando il Consiglio comunale di Palermo approvava la prima formulazione della ZTL poi bloccata dal TAR Sicilia. Indicando anche i nomi dei consiglieri comunali che hanno approvato la ZTL (come potete leggere qui). 

Qui un articolo de La Repubblica edizioni di Palermo sulla ZTL

 

 

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