Unicredit e lo sciopero in Sicilia: dopo l’attacco di Raffa (FABI) anche la politica prende posizione

Unicredit e lo sciopero in Sicilia: dopo l’attacco di Raffa (FABI) anche la politica prende posizione
26 luglio 2019

Unanime la critica all’atteggiamento illiberale di Unicredit. In difesa dei lavoratori del gruppo bancario e del diritto di sciopero scendono in campo Steni Di Piazza (Movimento 5 Stelle). Giuseppe Lupo (PD), Alessandro Aricò (Diventeràbellissima) e Vincenzo Figuccia (UDC-Cambiamo la Sicilia) 

Unicredit. La FABI Sicilia difende il diritto alla sciopero e chiama in causa Mattarella, solidarietà dei politici siciliani*

Se i vertici della CISL sembravano preoccupati per il silenzio della politica siciliana rispetto a quanto sta succedendo in Unicredit, ecco che la politica siciliana risponde manifestando solidarietà ai lavoratori di questo gruppo bancario che nei giorni scorsi ha annunciato 10 mila esuberi. Annuncio che è stato fortemente criticato dal leader stoico della FABI siciliana, Carmelo Raffa.

E proprio ieri il lo stesso Raffa è intervenuto a proposito della decisione del Gruppo Unicredit di non consentire ai lavoratori che sono in ferie di esercitare il diritto di sciopero: sciopero proclamato per il prossimo 29 luglio a Messina e provincia.

Raffa ha parlato di violazione dell’articolo 40 della Costituzione Italiana (che garantisce il diritto di sciopero) da parte di Unicredit. E si è rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “custode della Costituzione italiana”, chiedendone un intervento al fine d’impedire al secondo Gruppo bancario italiano di commettere una palese violazione delle norme. 

Intanto, come già accennato, si registra una levata di scudi della politica siciliana contro Unicredit.

“Il diritto di sciopero non può essere negato ai lavoratori, Unicredit faccia chiarezza”, dice Steni Di Piazza, parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle, vice presidente commissione Finanza al Senato:

“Esprimo solidarietà ai lavoratori di Unicredit – aggiunge Di Piazza – e ribadisco la difesa di diritti essenziali come sancito dalla nostra Costituzione”.

“Ci sono due vicende, distinte fra loro ma in qualche modo simili, che stanno evidenziando il rischio di una pericolosa negazione del diritto di sciopero, che è garantito dalla nostra Costituzione – sottolinea Giuseppe Lupo, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana -.
Auspichiamo che nella vertenza sollevata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori Bancari, così come in quella del Petrolchimico nel Siracusano, si trovi una soluzione. Sarebbe inaccettabile se l’atteggiamento del governo gialloverde tentasse di orientare negativamente il mondo dell’impresa”.

Per Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, “il diritto di sciopero è uno dei capisaldi della nostra Costituzione e va garantito a tutti i lavoratori. Pertanto, la decisione del Gruppo Unicredit di negarlo a propri dipendenti in occasione dello sciopero indetto per il 29 luglio a Messina e provincia è assurda e illiberale. Bene hanno fatto i sindacati a diffidare l’Azienda affinché si astenga da questo comportamento che lede un diritto sacrosanto dei lavoratori, ai quali va la nostra piena solidarietà. Auspichiamo con forza che Unicredit ritorni sui propri passi”.

Prende anche le distanze dall’atteggiamento discriminatorio tenuto da Unicredit il deputato regionale Vincenzo Figuccia, coordinatore provinciale dell’Udc e leader di Cambiamo la Sicilia:

“E’ una deriva che va prontamente bloccata. L’atteggiamento di Unicredit creerebbe un precedente gravissimo. la presa di posizione di questa azienda di credito va respinto, perché il diritto di sciopero, costituzionalmente sancito, deve essere esercitato liberamente. Un’azienda che compie questi errori rischia di allontanarsi dai propri lavoratori e dalla comunità intera. Auspichiamo in una pronta retro marcia di Unicredit e auspichiamo, inoltre, l’autorevole attenzione del Presidente Mattarella”.

 

Foto tratta da triesteallnews.it

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