La vergogna TAV: cari grillini la serietà e i principi valgono molto di più delle poltrone di governo/ MATTINALE 348

La vergogna TAV: cari grillini la serietà e i principi valgono molto di più delle poltrone di governo/ MATTINALE 348
25 luglio 2019

In queste ore è in corso una sceneggiata: il presidente del Consiglio Conte che dice sì alla TAV e Luigi Di Maio che dice no alla TAV e si rimette al Parlamento. Questa è una farsa, perché Di Maio sa benissimo che il Parlamento dirà sì alla TAV. Su argomenti così seri si aprono le crisi di Governo, altro che recite! La verità è che c’è un accordo con la solita UE dell’euro. Un vicenda senza vergogna che è la prosecuzione di altri sette-otto voltafaccia dei grillini! 

Una recita. Volgare. Ipocrita. Insopportabile. Parliamo della TAV, l’Alta velocità ferroviaria. Il buco in una montagna che servirà solo a riempire le tasche di soldi a chi se ne occuperà. Una delle tante vergogne dell’Unione Europea dell’euro. Affari & soldi. Ma ancora più volgare, più ipocrita e più insopportabile è la sceneggiata dei grillini, che dicono di opporsi, ben sapendo che, alla fine, il buco nella montagna si farà.

Sì, è veramente odiosa la sceneggiata messa in campo dal Movimento 5 Stelle per giustificare l’ennesimo voltafaccia con gli elettori che, anche in questo caso, sono caduti nella trappola di questi signori dalle mille facce.

A parole i grillini sono sempre stati contrari alla TAV. Ma, adesso, così come hanno fatto con l’ILVA di Taranto, così come hanno fatto con la TAP, così come hanno fatto con i fanghi industriali inseriti nel ‘decreto Genova’, così come hanno fatto con le trivelle autorizzate da Renzi e compagni mai bloccate, così come hanno fatto con gli agricoltori del Sud, così come hanno fatto facendo eleggere la ‘mastina tedesca’ alla presidenza della Commissione UE, adesso deve passare anche il progetto per la contestatissima Alta Velocità ferroviaria.

Però, questa volta, non se la sono sentiti di metterci la faccia con il solito Luigi Di Maio, quello che fa l’esatto contrario di quanto promesso in campagna elettorale e ride, ride, ride sempre: no, questa volta hanno optato per la sceneggiata: il capo del Governo, Giuseppe Conte, quello con la faccia buona e l’eloquio forbito, annuncia il voltafaccia:

“La TAV? Non farla costerebbe più che non farla…”.

I soldi al posto dei valori, degli impegni politici assunti con le persone: i picciuli, si direbbe in Sicilia, prima di tutto. Così vuole l’Unione Europea dell’euro: e se lo chiede l’Europa, si sa, non si può dire no.

Per un Giuseppe Conte che, mettendosi sotto i piedi gli impegni assunti con gli elettori, dice: “La TAV si deve fare”, c’è un Luigi Di Maio che replica: “Rispetto il presidente Conte, ma noi restiamo contrari: deciderà il Parlamento”. Ben sapendo che, in Parlamento, la maggioranza vuole la TAV, perché con la TAV c’è ‘biada’ per tutti…

E Beppe Grillo il comico che dice? Non ride più? O meglio, non fa più ridere? E’ dispiaciuto, mischino! Anche lui è contrario all’Alta velocità ferroviaria, ma…

Insomma, Conte, Di Maio, Grillo sono ‘intelligenti’: rimangono contrari alla TAV, ma lasciano la parola al Parlamento, dove la Lega di Salvini è pronta a votare sì alla TAV con Forza Italia e con il PD che sta preparando la mozione di sfiducia contro lo stesso Ministro Salvini: la sfiducia a Salvini sì, ma la TAV ce la teniamo!

Signori grillini: aprire una crisi di Governo, far cadere il Governo sulla TAV, che è la vostra battaglia delle battaglie – così almeno avete fatto credere agli italiani – non se ne parla nemmeno, vero? Meglio prendere in giro gl’italiani: l’Alta velocità val bene le poltrone del Governo, è vero signor Luigi Di Maio?

Il voltafaccia di Conte sulla TAV è solo l’ennesima tappa di ripetuti tradimenti dei grillini ai danni dei cittadini-elettori. C’è un filo che lega tutti i voltafaccia del Movimento 5 Stelle. Riassumiamoli ancora una volta, questi voltafaccia.

La sfacciataggine di Di Maio che, alla faccia di quello che il Movimento 5 Stelle si era impegnato a fare in campagna elettorale, va in Tv, sorridendo, annunciando che l’acciaieria inquinante dell’ILVA di Taranto non chiuderà.

La sfacciataggine atto secondo con la TAP, il folle gasdotto che sventrerà il Salento, ‘mangiandosi’ uliveti e spiaggia: in campagna elettorale era un “No”, una volta al Governo il “No” è diventato sì.

E che dire dei fanghi industriali usati per ‘concimare’ le campagne? Una porcata della quale si sa poco o nulla (a che punto siamo con ‘sti fanghi?, quelli veri, non quelli politici: dei secondi siamo molto informati, soprattutto in queste ore…). Un regalo del Movimento 5 Stelle, i fanghi (veri), inserito nel ‘Decreto Genova’.

E delle trivelle a caccia di idrocarburi ne vogliamo parlare? “Non abbiamo autorizzato nuove trivelle”, dicono i grillini. E ci mancherebbe! Bisognava fermare le trivelle autorizzate dal Governo Renzi. Ma non si può fare. Perché? Perché sennò si pagano le penali… Ecco i soldi che prendono il posto degli impegni assunti. Facce di bronzo!

E della ‘mastina tedesca’ – la signora Ursula von der Leyen – quella che voleva penalizzare in modo molto più pesante i greci, quella che voleva togliere l’oro ai Paesi europei indebitati – di questa esponente ultraliberista eletta con i voti determinanti degli europarlamentari grillini alla presidenza della Commissione Europea ne vogliamo parlare?

Adesso è arrivata la TAV. Sapete qual è il nostro dubbio? Che sia in corso il solito ricatto politico della UE dell’euro. Tutto da lì, parte: tutto il fango politico che c’è in Italia arriva da lì, da questa squallida Unione Europea dell’euro tutta affari: ILVA, TAP, fanghi industriali, trivelle e, naturalmente, la ‘mastina tedesca’ sono tutte cose che arrivano dall’Europa.

Che volete: l’Italia non è il Regno Unito, dove il nuovo primo Ministro, Boris Johnson, annuncia che a fine ottobre il suo Paese sarà fuori dalla UE. No, noi abbiamo Conte che adesso vuole la TAV…

Sì, avremo l’Alta velocità ferroviaria sulle montagne, anzi, dentro le montagne. Così lo spread rimarrà basso e l’Italia potrà continuare a indebitarsi per tirare a campare: perché questa è l’Unione Europea dell’euro: un covo di strozzini che taglieggia i Paesi indebitati per derubarli, come hanno fatto con la Grecia. 

Sabato i NO TAV scenderanno di nuovo in piazza. Daranno battaglia. Noi siamo con loro, con la giusta battaglia in favore del territorio.

Però, anche se la Sicilia è lontana, ci auguriamo che i NO TAV si tengano lontano dalla politica-politicante italiana della quale i grillini sono – e non da oggi – parte integrante.

Sarebbe veramente incredibile se i grillini – tipo la sindaca di Torino Chiara Appendino o lo stesso Grillo – si dovessero presentare alla manifestazione per contestare la TAV. Evitateci, per favore i grillini di lotta e di governo…

Foto tratta da nextquotidiano.it

 

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