Elezioni europee in Sicilia e Sardegna: perché non bisogna votare Lega, PD e Forza Italia/ MATTINALE 238

Elezioni europee in Sicilia e Sardegna: perché non bisogna votare Lega, PD e Forza Italia/ MATTINALE 238
13 aprile 2019

In questo articolo, a partire da fatti che interessano la nostra vita di ogni giorno – l’alimentazione, la salute, la sanità pubblica – proveremo a illustrare perché alle elezioni europee di maggio i meridionali e, in particolare, i Siciliani non devono votare per la Lega, per il PD e per Forza Italia. Quelle che leggerete sono considerazioni oggettive, che sono sotto i vostri occhi. Baste osservare e riflettere

Siamo arrivati al momento della chiusura delle liste per le elezioni europee di maggio. La discussione è tutta incentrata sui candidati, poche, pochissime notizie su quello che interessa veramente gli elettori: e cioè l’influenza che ha avuto l’Unione Europea sulle nostre vite e, soprattutto, sulle vite delle nuove generazioni della Sicilia e della Sardegna, due Regioni che compongono la circoscrizione nella quale, per l’appunto, noi siciliani e i sardi siamo chiamati a votare.

Piuttosto che guardare ai candidati e ai programmi, in questo momento è utile soffermarsi su quello che hanno fatto e su quello che non hanno fatto il Parlamento europeo e la Commissione europea uscente.

Ricordiamo che, solo negli ultimi cinque anni, e solo per un ristretto numero di questioni, Parlamento europeo e Commissione europea sono stati quasi ‘costretti’ a dialogare. Mentre fino a cinque anni fa il Parlamento europeo era un gusci vuoto che distribuiva ricchi stipendi ai burocrati e ricche indennità ai parlamentari.

Negli ultimi cinque anni, anche in forza di trattati internazionali – e sotto la spinta di un’opinione pubblica che, in maggioranza, non è più controllabile da chi ha governato l’Europa unita senza avere alle spalle il consenso popolare – la Commissione europea è stata costretta a far passare dal Parlamento alcune decisioni.

Quasi tutte le questioni legate all’agricoltura, negli ultimi cinque anni, sono state votate dal Parlamento europeo. Mentre sul più importante trattato commerciale internazionale degli ultimi – il CETA – abbiamo assistito e continuiamo ad assistere a una vergognosa applicazione di tale trattato senza che tutti i Parlamenti sovrani dei Paesi europei (ma lo sono ancora, ‘sovrani’, i Parlamenti dei Paesi europei?) si siano ancora pronunciati!

A parte questo, per noi meridionali, per noi che viviamo nel Sud Italia, è più che mai necessario riflettere sui danni che l’Unione europea nel suo complesso – con riferimento a Commissione europea e Parlamento europeo – ha provocato alle nostre vite: alla nostra alimentazione (e quindi alla nostra salute), alla nostra agricoltura e alla nostra sanità pubblica.

In queste ore i ‘capi’ di due partiti politici che, a Bruxelles e a Strasburgo, hanno appoggiato, sostenuto e avallato tutte le decisioni che hanno danneggiato il Sud Italia – ci riferiamo al PD e a Forza Italia – ci presentano candidati ‘lisci e pettinati’ che ci parlano di un’Europa “che lavora per la Sicilia”, di una “Sicilia legata all’Europa” e bla bla bla.

La realtà è ben diversa. Queste due forze politiche, al Parlamento europeo che ci stiamo lasciando alle spalle, hanno lavorato sistematicamente contro il Sud e contro la Sicilia.

Pensiamo per un attimo a quello che tutti noi mangiamo ogni giorno: il pane, la pasta e, in generale, tutti i derivati del grano. Ebbene, pur di giustificare l’arrivo in tutta l’Italia – ma soprattutto nel Sud e in Sicilia – di grano duro estero pieno di sostanze contaminanti, i signori che fino ad oggi hanno governato l’Europa hanno innalzato i limiti di questi veleni, con riferimento soprattutto al glifosato e alle micotossine.

Siccome in quasi tutta l’Europa il consumo di pasta è molto più basso che in Italia (e, soprattutto, è molto più basso rispetto al Sud Italia), hanno stabilito che una certa quantità di contaminanti può essere tollerata dall’organismo umano.

Questo è vero solo in parte, perché certi contaminanti sono dannosi per l’organismo umano anche in piccole dosi. Così com’è vero che in dosi più elevate provocano danni maggiori all’organismo umano.

Ed è quello che succede con la pasta in Italia e, soprattutto, nel Sud Italia e in Sicilia, se è vero che noi, in un anno, consumiamo un quantitativo di pasta cinque-sei volte superiore alla media europea.

Per essere ancora più chiari facciamo un esempio concreto. L’Unione Europea ci dice che se ingeriamo 5 Kg di pasta all’anno preparata con grani duri che contengono certe quantità di glifosato e micotossine il nostro organismo non subisce danni. Non è vero, perché i veleni, di solito, non fanno bene alla salute. Sarebbe più corretto affermare che i danni ci sono, ma sono lievi.

Chi – come noi che viviamo nel Sud Italia e in Sicilia – consumiamo, ogni anno da 25 a 30 Kg di pasta a persona, di danni, invece, ne subiamo tanti. Sono danni diluiti nel tempo che piano piano, però, cominciano a manifestarsi. Danni alla nostra salute e costi per curarci.

Di queste cose i signori del PD e di Forza Italia vi hanno mai parlato? Gli eurodeputati eletti in Sicilia e in Sardegna hanno mai affrontato questi temi?

Vi hanno mai raccontato cos’è successo, di fatto, agli agricoltori che producono gli alimenti della Dieta Mediterranea? Sono prodotti che dovrebbero essere il fulcro della nostra agricoltura. Ma gli agricoltori siciliani e meridionali che li coltivano, invece, sono tutti i crisi a causa di scelte adottate dalla Commissione europea e dal Parlamento europeo.

Riflettete prima di ‘innamorarvi’ di un candidato alle elezioni europee che vi ammalia con le sue parole. Ricordatevi del grano duro (e anche del grano tenero utilizzato per produrre dolci e biscotti) estero pieno di contaminanti. Grano estero che ha sostituito il nostro grano (se non credete a noi, parlate con gli agricoltori siciliani, che vi racconteranno che il grano duro del Sud Italia – tra i migliori al mondo per qualità – viene deprezzato e pagato 18-20 euro al quintale, quando dovrebbe essere pagato almeno il doppio!).

Ricordatevi del pomodoro cinese e della passata di pomodoro cinese che ha sostituito il nostro pomodoro (anche se non ve lo dicono, anzi ve lo nascondono con le pubblicità di mirabolanti sughi che non dovete assolutamente acquistare!).

Ricordatevi che, nel 2018, la produzione di olio extra vergine di oliva del Sud Italia (cioè del Sud Italia che produce il 90% dell’olio extra vergine di oliva italiano) ha subito un tracollo del 50-60%. E siccome la produzione di olive da olio del 2018 corrisponde alla produzione di olio d’oliva extra vergine di quest’anno, di olio d’oliva extra vergine italiano, in giro, ce ne dovrebbe essere poco.

Invece i centri commerciali sono pieni di olio d’oliva extra vergine ‘italiano’. Come mai? Perché non ponete tale domanda agli eurodeputati uscenti eletti in Sicilia e in Sardegna? L’unico che vi darà una risposta sarà l’eurodeputato uscente del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao. E sapete perché è l’unico che vi risponderà? Perché è l’unico che ha condotto una battaglia politica, nel Parlamento europeo, in difesa dell’olio d’oliva extra vergine del Sud Italia!

Ma allora da dove arriva tutto l’olio d’oliva extra vergine ‘italiano’ presente nei centri commerciali italiani? Non ve lo dicono, non ce lo dicono. Ma noi sappiamo che l’Italia e l’Unione europea sono letteralmente invase dall’olio d’oliva ‘extra’ vergine tunisino a dazio zero. Proprio noi, nell’agosto dello scorso anno, ne abbiamo ‘sgamato’ un carico a Sciacca, in provincia di Agrigento (QUI IL NOSTRO ARTICOLO).

E chi ha voluto l’olio d’oliva tunisino a dazio zero? Il PPE e il PSE. Che tradotto in italiano significa Forza Italia e PD.

Questi sono solo alcuni esempi. Ce ne sono altri. Tutta la Dieta Mediterranea – che dovrebbe essere gloria e vanto del Sud Italia se fatta di prodotti agricoli genuini delle nostre zone – è oggi infettata da pessimi prodotti agricoli che arrivano da mezzo mondo: prodotti agricoli spesso trattati con pesticidi che l’Italia ha bandito dalla farmacopea agricola venti, trent’anni fa perché dannosi per l’organismo umano.

Queste cose ve le hanno raccontate i dirigenti e gli euro parlamentari uscenti di PD e Forza Italia eletti nella Circoscrizione Sicilia-Sardegna e, in generale, nelle Regioni del Sud?

No, non ve le hanno raccontate. In compenso, la televisione – che dovete continuare a seguire consenso critico – da qualche tempo a questa parte, con le solite, mirabolanti pubblicità, ci racconta che nei centri commerciali troviamo pasta italiana, pomodori italiani, olio d’oliva extra vergine italiano, pomodorini e datterini italiani e bla bla bla (COME POTETE LEGGERE QUI).

Poi, però, come già ricordato, scopriamo che gli agricoltori del Sud Italia stanno fallendo e, proprio mentre noi scriviamo, molti di loro sono aggrediti dai creditori – banche, ma non solo banche – che gli vogliono togliere case e terreni.

In tutto questo c’è anche la sanità siciliana. Ricordatevi che, dal 2009, lo Stato – grazie al Governo nazionale Prodi 2007 – scippa alla Sicilia quasi 600 milioni di euro all’anno (QUI UN NOSTRO ARTICOLO).

Lo scorso anno abbiamo fatto quattro conti. E abbiamo appurato che lo Stato, grazie al PD – il partito responsabile di questo scippo ai danni dei Siciliani – dal 2007 ad oggi ha tolto alla Sicilia circa 7 miliardi di euro.

Quando, cari siciliani, entrate in un Pronto Soccorso per aspettare un giorno intero prima di essere visitati, ricordatevi di questo ignobile scippo finanziario.

E se ne devono ricordare anche i medici che lavorano negli ospedali pubblici della Sicilia: medici ai quali, da undici anni, hanno bloccato le retribuzioni. Di questo blocco debbono ringraziare sia il Governo Berlusconi del 2008, sia il PD. E se ne ricordino anche gli infermieri: se oggi son massacrati nel lavoro da turni inumani, ebbene, questo è il frutto degli scippi operati ai danni della sanità siciliana.

Dunque, cari Siciliani, alle elezioni europee di maggio, non votate per PD e Forza Italia. Ma non votate nemmeno per la Lega. Anzi, non votate soprattutto la Lega di Salvini.

Ricordatevi che il progetto dei progetti di Salvini e compagni è l’autonomia differenziata. Sapete che significa in soldoni? Che le Regioni del Centro Nord si terranno – ad autonomia differenziata attuata – 192 miliardi di euro che verrebbero scippati al Sud.

Fateci caso: da qualche settimana, su questo tema, Salvini e i suoi accoliti hanno abbassato i toni. Hanno cambiato idea? Niente affatto! Debbono solo carpire il voto nel Sud. Dopo le elezioni europee torneranno alla carica. Almeno noi del Sud non diamo a Salvini i voti per farci massacrare. Almeno questo!

Foto tratta da termometropolitico.it

 

 

 

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