Voto di scambio a Termini Imerese: l’inchiesta si proietta sulle europee/ MATTINALE 310

Voto di scambio a Termini Imerese: l’inchiesta si proietta sulle europee/ MATTINALE 310
15 marzo 2019

Quasi 100 indagati nell’inchiesta sul voto di scambio a Termini Imerese, cittadina alle porte di Palermo che, in queste ore, è teatro, contemporaneamente, delle manifestazioni legate all’arresto dei vertici di Blutec e della compravendita di voti. Due inchieste giudiziarie. E la seconda – l’ipotesi di voto di scambio – si proietta sulle elezioni europee

Leggendo i giornali on line della Sicilia, che raccontano di un’inchiesta giudiziaria sul voto di scambio a Termini Imerese – con il coinvolgimento di nomi ‘pesanti’ – la domanda che a noi sorge spontanea è: solo a Termini Imerese?

Noi non dimentichiamo quello che è avvenuto a Palermo in occasione delle ultime elezioni comunali, primavera del 2016, quando è successo di tutto: verbali elettorali spariti, il pasticcio della doppia preferenza di genere utilizzata dalla vecchia politica per controllare il voto, 330 presidenti di seggio sostituiti, l’enorme numero di schede annullate, la ‘ricostruzione’ del voto in alcuni seggi, i tempi lunghissimi (lo spoglio delle schede è durato un mese!). Tutte cose che abbiamo documentato in una serie di articoli (LI TROVATE QUI).

E che dire delle elezioni regionali del novembre 2017? Ne abbiamo visto di tutti i colori, peraltro con accuse di possibili ingerenze improprie arrivate prima del voto. Poi sono arrivate le elezioni. E un ricorso in cui si chiedeva l’annullamento delle elezioni per irregolarità (QUI UN NOSTRO ARTICOLO). Ricorso respinto.

Poi l’incredibile vicenda che coinvolge i vertici della Giustizia amministrativa: parliamo delle bizzarre elezioni regionali suppletive del 2014 che costarono l’elezione a Pippo Gianni, sostituito da Pippo Gennuso (QUI UN NOSTRO ARTICOLO).

Anche a Palermo c’è stata un’inchiesta sul voto di scambio per le elezioni regionali, con personaggi che giravano per le vie di Palermo poi archiviata.

Insomma, di tutto e di più. La verità è che, in Sicilia, quando arriva il momento del voto ed entra in scena la vecchia politica, con la precisione di un’equazione chimica arrivano le stranezze. E il baricentro di queste stranezze elettorali siciliane è Palermo, dove però non succede mai nulla.

E invece – questa è la nostra tesi – è da Palermo che bisognerebbe cominciare a fare chiarezza: dalle elezioni comunali alle elezioni regionali fino alle elezioni politiche nazionali. Per arrivare – e ci stiamo per arrivare, visto che mancano poco più di due mesi – alle elezioni europee.

Noi non sappiamo come finirà l’inchiesta sul voto di scambio a Termini Imerese. La lista degli indagati la potete leggere su altri giornali. Noi, oggi, vogliamo segnalare un elemento importante: la recente legge approvata dal Parlamento nazionale per inasprire le pene per il voto di scambio con la mafia.

Pensare che la mafia – soprattutto dopo la ‘stretta’ operata dalla Giustizia negli ultimi anni – non giocherà un ruolo di intermediazione nella ricerca del voto è un’illusione. Non ci dovrebbero essere in campo gli esponenti della vecchia politica per eliminare la possibili influenza improprie sul voto: ma così non sarà.

Anzi la lotta per la conquista delle candidature alle elezioni europee nella vecchia politica è particolarmente aspra. E sapete perché? Perché la vecchia politica, oggi, è, di fatto, alleata dell’Unione Europea dell’euro, che farà di tutto per non fare vincere i “Populisti”. Quindi…

E siccome, in Italia, l’ultimo baluardo di legalità contro lo strapotere della vecchia è rappresentato dalla magistratura, l’inchiesta di Termini Imerese, per i vecchi politici che si accingono ad affrontare la campagna elettorale alla loro maniera, è un monito sinistro.

Nel’articolo pubblicato dal quotidiano La Sicilia, edizione on line, leggiamo un passaggio che vi ha molto colpito. Si parla di Gangi, bellissimo paese arroccato sulle Madonie. Durante le elezioni regionali un esponente della vecchia politica chiama un proprio sodale “per chiedergli di telefonare al rappresentante di lista del M5S, Massimo Miserendino (non indagato) per invitarlo a «non rompere i coglioni». Ma la parte più grave delle accuse riguarda i brogli con decine di schede elettorali” (QUI L’ARTICOLO PER ESTESO).

Cosa consigliano a chi si batte contro la vecchia politica? Intanto di essere presenti nel territorio e di segnalare eventuali anomalie: che ci saranno, perché, lo ribadiamo, si sta determinando una saldatura di interessi tra chi ha governato fino ad oggi l’Unione Europea e chi ha sempre controllato, non certo all’insegna della legalità, il territorio nel Sud Italia.

Essere presenti nel territorio. Ma molta attenzione, anche – con i rappresentanti di lista – a quello che succederà nei seggi.

Foto tratta da iacchite.org  

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