Sfuma la ‘Secessione dei ricchi’ di Veneto e Lombardia: stop dal Consiglio dei Ministri

Sfuma la ‘Secessione dei ricchi’ di Veneto e Lombardia: stop dal Consiglio dei Ministri
23 ottobre 2018

A quanto pare a bloccare l’accordo-imbroglio tra la Ministra Erika Stefani e il Governatore del Veneto, Luca Zaia, sarebbero stati i grillini. Ma, sotto sotto, potrebbe esserci anche lo zampino di Matteo Salvini, che potrebbe aver scelto di non inimicarsi i meridionali pochi mesi dal voto per le elezioni europee  

La protesta ha colpito nel segno. Il Consiglio dei Ministri ha bloccato la cosiddetta ‘Secessione dei ricchi’, ovvero il maldestro tentativo delle Regioni Veneto, Lombardia e, a quanto pare, anche di Emilia Romagna di portare all’incasso il ‘regionalismo differenziato’. Un progetto politico truffaldino che avrebbe consentito alla regioni del Nord di trattenere le imposte regionali per 35 miliardi di euro. 

Sfuma, così, il progetto della Ministra Erika Stefani e del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, di festeggiare così l’anniversario del primo referendum con il quale i veneti hanno detto sì all’autonomia della loro Regione.

Da quello che si capisce, o boicottare la ‘Secessione dei ricchi’ sarebbero stati i grillini. Ma sembra che, sottobanco, ci sia anche lo zampino del leader della lega, Matteo Salvini. In che senso? Il ragionamento politico – ovviamente machiavellico, in puro stile Salvini – è il seguente.

Nel maggio del prossimo anno si vota per le elezioni europee. Nel Centro Nord Italia la Lega ha il vento in poppa. Ma Salvini e compagni debbono provare a mettere radici anche nel Sud. Proprio in questo momento, in tanti centri del Mezzogiorno, tanti consiglieri comunali stanno aderendo alla Lega, portandosi dietro parenti ed elettori.

Un’eventuale approvazione della ‘Secessione dei ricchi’ avrebbe rallentato, se non interrotto la corsa di tanti ingenui abitanti del Sud verso i leghisti.

Così Salvini avrebbe bloccato la corsa di veneti e lombardi verso lo scippo di 35 miliardi di euro al Bilancio dello Stato, approfittando anche dei grillini messi di traverso.

Insomma, da quello che si capisce il blocco della ‘Secessione dei ricchi’ non è avvenuto tra le polemiche. Certo, Zaia in Veneto e i leghisti lombardi debbono lamentarsi, gridare, sbraitare per motivare i propri adepti nelle rispettive Regioni. Ma sono perfettamente d’accordo con Salvini: approvare, a pochi mesi dal voto per le europee, un provvedimento contro il Sud avrebbe solo fatto perdere i possibili consensi nel Mezzogiorno.

Se ne riparlerà dopo le elezioni europee. Ci sarà uno scontro con i grillini? Probabilmente. Ma molti dipenderà anche dal risultato elettorale che otterrà la Lega.

Per tutti i meridionali che si battono contro questa ennesima truffa ai danni del Mezzogiorno d’Italia – insieme con i tanti movimenti che difendono gli interessi del Sud (Pino Aprile, Domenico Iannantuoni e via continuando), ci siamo anche noi de I Nuovi Vespri – è comunque una vittoria.

La vicenda, con molta probabilità, non si chiuderà qui. Ma avere già segnato un punto in favore del Mezzogiorno è già un primo passo avanti.

 

 

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