Cambiano i governi, restano gli affari/Il Codacons contro la fusione Cas-Anas: “Ci rivolgeremo ai tribunali”

Cambiano i governi, restano gli affari/Il  Codacons contro la fusione Cas-Anas: “Ci rivolgeremo ai tribunali”
1 ottobre 2018

Il senso per gli affari accomuna i partiti politici che regnano in Sicilia.  E così, l’ente che ha gestito malissimo le più note  autostrade siciliane è pronto ad accaparrarsi anche le altre.  L’associazione per la difesa  dei diritti dei consumatori promette battaglia: “La gestione della rete Anas in tutta Italia non solo non è stata soddisfacente, ma in alcune tratte la si può definire scandalosa”

Era rimasto in sospeso durante la scorsa legislatura, quando era il governo Crocetta a volere firmare il ‘colpaccio’.  Senza successo.  Una ferma opposizione trasversale, allora, impedì quello che da molti è considerato l’ennesimo regalo alle lobby nazionali. Ma il tema oggi è di nuovo all’ordine del giorno. Dimostrando, ancora una volta, come tutti i partiti politici che regnano in Sicilia siano legati da un unico fil rouge: il senso per gli affari.

E, indubbiamente, parliamo di un grosso affare: la fusione del Cas (consorzio Autostrade Siciliane) con l’Anas. Un ottimo affare per questo ente nazionale sempre in cerca di nuovi fondi e desideroso, come ammesso candidamente dall’assessore regionale ai Trasporti, Marco Falcone, di provare ‘l’ebbrezza’ del pedaggio: “Non hanno un solo chilometro di autostrada pedaggiata. E vorrebbero aprirsi a questa nuova esperienza” ha detto in una intervista rilasciata a Live Sicilia. Mica scemi. L’interesse è chiaro.

Non lo è per nulla quello dei siciliani. Che non solo dovranno prepararsi a nuovi pedaggi, ma, ancora peggio,  vedranno le loro strade in mano ad un ente che ha dato prova di pessima gestione.  L’Anas in Sicilia attualmente gestisce la A19 Palermo-Catania, la A29 Palermo-Mazara compreso il tratto della Palermo-Trapani.  Tutte strade in brutte condizioni, tant’è che il Presidente della Regione, Nello Musumeci, aveva lanciato un anatema proprio contro l’Anas per il pessimo lavoro svolto in Sicilia.

Ma gli affari sono affari. E così da diavoli, quelli dell’Anas  si sono trasformati in ‘angeli’.

Il Consorzio autostrade siciliane– oggetto dell’appetito Anas-  gestisce l’autostrada A20 Palermo-Messina, la A18 Messina-Catania e la  Siracusa-Gela (in esercizio fino a Rosolini). Si tratta di autostrade per le quali è previsto il pagamento del pedaggio che produce un gettito annuo di 80-90 milioni di euro.

A questi soldi vanno aggiunti i fondi europei destinati alla Sicilia, ma che finiranno nel bilancio di un ente nazionale.  Che, magari li userà in parte per fare nuove strade in Sicilia, ma proprio sulle nuove strade il pedaggio sarà automatico. Non solo. Quelli che dovrebbero essere fondi aggiuntivi, si trasformeranno, come già accade in tutti gli altri settori, in fondi ordinari.

A poco servono le rassicurazioni di Falcone che, sempre nell’intervista rilasciata a Live Sicilia, afferma: “Non vogliamo cedere il Cas ad Anas, noi vogliamo fonderci. Per fare un concessionario autostradale di circa 750 chilometri che sarebbe dopo Autostrade il secondo concessionario italiano. Una nuova società che avrebbe le risorse delle Regione, il know how dell’Anas e denaro liquido per togliere il contenzioso”.

Chi avrà la maggioranza della nuova società? I bookmakers non hanno dubbi: l’ANAS. La Sicilia non conterà nulla, o quasi.  Know-how dell’Anas? Ma a quale know-how si riferisce Falcone? Quello che abbiamo visto sulle autostrade gestite da questo ente?

Liquidità per i contenziosi?  Di che natura sono? Si saprà mai oppure, come spesso accade, si useranno i soldi dei siciliani per coprire buchi e responsabilità delle passate gestioni?

Ricordate l’ex assessore, Giovanni Pistorio? Ebbene, in Aula aveva ammesso candidamente di non conoscere né le risorse a rischio, né i contorni dei contenziosi:“Il CAS non lo ha reso noto” ha detto Pistorio come un novello Candido.  Ma come non lo ha reso noto? Non è la Regione che cpntrolla il CAS?

Una vicenda dai contorni davvero poco chiari- in allegato trovate alcuni dei nostri approfondimenti-  che sembra andare in direzione opposta all’interesse dei siciliani, alla maggioranza dei siciliani. Perché magari, una ristretta cerchia di siciliani qualche beneficio lo trarrà.

Certo è che qualcosa non quadra nemmeno al Codacons che ha vergato una nota al vetriolo:

“Anas sta valutando di gestire direttamente due importanti appalti dal Consorzio Autostrade Siciliane, con una dubbia assegnazione senza una gara di evidenza pubblica. Si tratterebbe, di fatto, di una pre-fusione. Fusione Cas Anas

Se Anas è pronta a gestire altre tratte autostradali siciliane, noi siamo pronti ai ricorsi in Tribunale per impedire che il Governo regionale assegni all’ente nuovi km di autostrade.

Siamo assolutamente contrari all’affidamento di nuove tratte autostradali ad Anas, e presenteremo ricorsi nelle sedi opportune contro qualsiasi provvedimento del Governo regionale che andrà in tale direzione, bloccando l’iter amministrativo. La gestione della rete Anas in tutta Italia, infatti, – sottolimnea il Codacons- non solo non è stata soddisfacente, ma in alcune tratte la si può definire “scandalosa”. Basti pensare al caso della Salerno-Reggio Calabria, simbolo assoluto della cattiva gestione dei lavori pubblici nel nostro paese e vera e propria vergogna italiana agli occhi del mondo, con i lavori terminati dopo addirittura 55 anni e costi abnormemente lievitati.

Sotto gli occhi di tutti, poi, il pessimo stato di manutenzione delle autostrade siciliane gestite da Anas (L’autostrada A19 PA-CT, con il crollo nell’aprile 2015 delle pile 18,19 e 20 del viadotto Himera), e le strade “colabrodo” al centro di numerose inchieste giornalistiche e procedimenti giudiziari (Strada Statale 121, con il cedimento nel 2014 del viadotto in località Scorciavacche), che ne hanno evidenziato problematiche (buche, dissesto, scarsa sicurezza) e criticità sotto il profilo della gestione.

Per tale motivo, – conclude la nota dell’associazione dei consumatori- e di fronte all’insoddisfazione degli utenti delle strade, affidare ad Anas ulteriori tratte autostradali in Sicilia non può rappresentare una soluzione corretta e condivisibile, e qualsiasi provvedimento in tal senso sarà oggetto di ricorsi amministrativi al Tar ed al CGA”.

 

 

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